• Articolo , 14 luglio 2009
  • Lefevere: le norme più severe non danneggeranno l’economia cinese

  • Secondo il policy coordinator dell’Ue per i negoziati sul cambiamento climatico, Jurgen Lefevere, le norme più severe nella gestione dei certificati di emissione non danneggeranno la Cina

(Rinnovabili.it) – I propositi più severi dell’Unione Europea in materia di emissioni dei gas serra e certificati verdi non danneggeranno la Cina, bensì la aiuteranno: aumentando i crediti di emissione. La Repubblica cinese potrebbe diventare uno dei Paesi più attivi nel meccanismo dei credito, dal momento che genera il 60% delle compensazioni mondiali.
Ad affermarlo il policy coordinator dell’Ue per i negoziati sul cambiamento climatico, Jurgen Lefevere, che ha anche dichiarato “Il ruolo della Cina nel mercato globale delle emissioni verrà rafforzato” visto che, ha ricordato, è uno dei Paesi più industrializzati al mondo.
Grazie a questo sistema i paesi industrializzati si impegnano in politiche di abbattimento delle emissioni dannose compensando i danni ambientali con l’impegno a portare avanti progetti di energie “verdi” nei paesi in via di sviluppo, progetti che altrimenti sarebbero troppo onerosi per essere sostenuti dai Governi locali.
E’ stata inoltre richiesta la modifica del CDM (Clean Development Mechanism) ritenuto non in grado di soddisfare le necessarie riduzioni di CO2: Lefevere ha dichiarato di aver presentato le proposte nel corso di una riunione con Xie Zhenhua, vice-direttore dell’Istituto nazionale per lo sviluppo e la riforma della Commissione responsabile delle questioni del cambiamento climatico. Al termine della riunione il vice direttore cinese si è dimostrato in accordo con le proposte di modifica del CDM, ulteriore segnale dell’interesse della Cina a partecipare alla lotta al climate change.