• Articolo , 18 luglio 2008
  • Lega: nucleare di quarta generazione? Un modo per dire no

  • Il leghista Gibelli, che presiede la Commissione Attività Produttive della Camera, se la prende con chi dice si al nucleare ma solo di quarta generazione: a suo avviso un sistema per dire no al nucleare in toto

“Chi oggi sostiene di passare direttamente alla quarta generazione saltando la terza, in realtà usa soltanto un modo elegante per dire di no all’energia atomica”. E’ l’opinione dell’onorevole Andrea Gibelli (Lega), presidente della Commissione Attività Produttive della Camera.
“I reattori di quarta generazione determinano tali implicazioni tecnologiche – sottolinea il presidente – che ritenere il lasso temporale di un autentico utilizzo industriale tra 20 anni, è solo un esercizio teorico, ma anche una previsione astratta. La manovra economica, prevista dal Governo – fa notare – orientata per i prossimi tre anni, ma le conseguenze industriali ed economiche derivanti dall’introduzione del nucleare, avranno un impatto di almeno 60-70 anni”. E poi prosegue. “Perchè Emma Bonino non ci parla della quarta generazione di energia solare? All’erario – precisa Gibelli – oggi il conto energia evidenzia che nel solo 2006 i valori dell’Autority dell’Energia Elettrica e Gas hanno pesato per ben 6.4 miliardi di euro per l’acquisto a prezzo politico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, quando il valore di mercato della stessa energia corrisponde invece a 2.7 miliardi di euro”.