• Articolo , 11 febbraio 2011
  • Legambiente al Minambiente: l’Italia ha bisogno del Decreto anti-smog

  • Se ne era parlato tre mesi fa e poi più nulla. Ma Legambiente non dimentica e torna alla ribalta ricordando ai sindaci della Lombardia e al ministro Prestigiacomo il bisogno di una normativa rigida che riduca lo smog

(Rinnovabili.it) – Circa 90 giorni fa il Ministero dell’Ambiente metteva a punto il decreto contenente suggerimenti per la messa al bando dei veicoli più inquinanti, agevolazioni per i virtuosi e multe per i trasgressori che non rispettano i limiti di emissioni oltre a stabilire fondi per i comuni e le realtà interessate ad adottare provvedimenti per rendere l’aria più respirabile e abbassare il quantitativo di polveri sottili. Tutto questo venne fatto per affrontare un allarme inquinamento che già lo scorso anno si è dimostrato critico e che da inizio anno lo è ancora di più rischiando di far cadere l’Italia nell’ennesima procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, con la conseguente multa da 700 milioni di euro all’anno circa.
Nel decreto erano contenute indicazioni per migliorare la situazione di 15 regioni italiane, nelle aree in cui viene registrato il livello maggiore di PM10 suggerendo la limitazione della circolazione dei mezzi meno sostenibili mettendo sotto la lente d’ingrandimento soprattutto i camion, che rappresentano il 4% del parco circolante della penisola ma che rappresentano il 50% dell’inquinamento generato dal settore, allargando le nuove misure ai mezzi pubblici, alle macchine agricole e di cantiere.
A rinfrescare le idee al Ministero ci ha pensato Legambiente che, partecipando ad un incontro milanese tra i sindaci della provincia ha sottolineato la necessità di un provvedimento che limiti lo smog.
“I sindaci da soli non ce la potranno mai fare. – attacca Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente – Se il Governo non si decide a investire un po’ di soldi in misure serie, oltre che inquinati saremo anche tartassati dall’Europa. La scusa che non ci sono i soldi non vale perché qualunque potrebbe essere l’investimento nelle nuove tecnologie pulite, sarà sempre meno della multa che pagheremo non facendo nulla”.
Trasporti sì, ma anche limitazione dell’inquinamento prodotto dai sistemi di riscaldamento mediante il posizionamento di filtri mentre per le città di mare divieto di accendere i motori per le navi ormeggiate in porto. “E’ importante – aggiunge il vicedirettore nazionale di Legambiente – che il decreto del Governo abbia previsto un affiancamento dei provvedimenti nazionali con quelli delle Regioni e dei Comuni, ma ci saremmo aspettati che l’esecutivo mettesse in campo molte altre importanti misure a livello nazionale come i pedaggi stradali e autostradali proporzionati all’impatto dei veicoli sull’infrastruttura e sull’inquinamento, la limitazione della velocità in casi di inquinamento, come si fa in tutta Europa. E ancora – prosegue Poggio – un sostegno concreto a tutte le misure locali e piani di _low emission zone_ e incentivi all’efficienza nella combustione sia civile che industriale insieme allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili”.
Per arginare il problema mentre si aspetta il via libera ad un decreto su misura Legambiente suggerisce blocchi del traffico in aree più estese per limitare la percentuale di PM10 rilasciata in atmosfera provvedendo ad abbassare i limiti di velocità nelle strade provinciali e sulle autostrade chiedendo inoltre ai cittadini, di limitare la temperatura all’interno delle abitazioni estendo il richiamo ai negozianti, affinché chiudano, come prima cosa, le porte dei negozi evitando la dispersione di calore