• Articolo , 5 marzo 2009
  • Legambiente Brindisi: “si ritorna a parlare di nucleare”

  • Dopo tanti anni si torna a parlare di centrali nucleari. Sembra che il referendum con cui i cittadini si dichiararono contrari sia qualcosa di cui non tener conto; qualcosa di ormai obsoleto. Legambiente era ed è nettamente contraria al nucleare per i seguenti motivi: •Le centrali di terza generazione che saranno “accese” nel 2020 e […]

Dopo tanti anni si torna a parlare di centrali nucleari. Sembra che il referendum con cui i cittadini si dichiararono contrari sia qualcosa di cui non tener conto; qualcosa di ormai obsoleto.
Legambiente era ed è nettamente contraria al nucleare per i seguenti motivi:
•Le centrali di terza generazione che saranno “accese” nel 2020 e che dovrebbero durare almeno 50 anni saranno già vecchie dopo 5 anni, dato che è in arrivo la “quarta generazione”.
•I costi elevati di costruzione graveranno pesantemente sull’ammortamento per i primi anni e sarà utopia avere una bolletta più leggera.
•Mentre nel mondo si sviluppano tecnologie alternative, in Italia ci si accoda alla Francia e si disperdono ingenti risorse meglio utilizzabili.
•Le centrali nucleari non risolvono il problema delle emissioni di CO2, dato che si aggiungono alle centrali esistenti e comunque il contributo alle mancate emissioni sarà solo del 5-6%, contro il 21% delle rinnovabili e il 35% se si aumenta l’efficienza. •Non esiste un piano di smaltimento delle scorie, né potrebbe esserci vista l’inesistenza di siti sicuri in cui stoccarle.
Nel metodo – poi – rileviamo come l’accordo sia stato firmato in assenza di un serio dibattito che deve interessare il Parlamento, senza un piano organico, senza un’indagine sull’ubicazione e senza ascoltare le volontà locali, ma solo per fare un favore a Sarkosy.
Sembra infatti che – ancora una volta – la Puglia sia fra le regioni destinate ad ospitare almeno una centrale delle quattro preventivate (8 per il ministro Scaiola) ad Avetrana o Carovigno o chissà dove.
Rivolgiamo quindi un appello alle Istituzioni: Regione. Provincie e Comuni affinchè dichiarino con la massima fermezza la loro assoluta contrarietà ad ospitare centrali nucleari. La Puglia ha già dato ed ancora dà il suo notevole contributo al fabbisogno energetico nazionale. La Puglia – ed il Brindisino in particolare – non è il luogo dove poter installare qualsivoglia struttura, che non risponda alle esigenze del territorio. I cittadini esigono rispetto e considerazione. La stessa richiesta facciamo alle forze politiche locali: facciano sentire la propria voce e si esprimano chiaramente sull’argomento. Per dirla con il linguaggio dei film: le loro dichiarazioni potranno essere usate contro di loro.
Legambiente Brindisi