• Articolo , 8 aprile 2008
  • Legambiente: ecco la Terra del 2108

  • Un dossier per provare ad immaginare, con ottimismo, il pianeta che verrà

Qual’è il futuro che aspetta il nostro pianeta tra un centinaio di anni? Legambiente prova a rispondere e lo fa con un sorriso ottimistico in occasione dell’Earth Day. Come si potrà leggere numero di aprile della rivista dell’associazione, il dossier “2108, la Terra che verrà”, a cura di Pietro Cambi, racconta un mondo in cui la tecnologia sarà al servizio dell’uomo per aiutarlo a salvaguardare il pianeta stesso e a vivere in armonia tra natura e high-tech. Come in un film di fantascienza vivremo in case dotate di strumentazioni all’avanguardia necessarie per il massimo risparmio energetico: elettrodomestici ad altissima efficienza e bioedilizia passiva. I rifiuti saranno raccolti porta a porta ottimizzando la raccolta differenziata per mezzo di contenitori compattanti ed imballaggi derivanti da molecole vegetali. Le grandi città non esisteranno più, con grattacieli e palazzi in cemento demoliti per recuperarne i materiali. L’aspetto sarà quello degli esperimenti urbanistici del 1950 in Nord Europa, con case piccole e “verdi”, ricoperte da una speciale vernice polimerica che produce energia, per renderle in buona misura autosufficienti. Car sharing, tram e bicicletta costituiranno la prima scelta come mezzi di trasporto, insieme a nuovi veicoli modulari con motori elettrici, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico. Secondo il dossier l’agricoltura, dopo una profonda crisi nel 2060, riscoprirà le tecniche del passato e attirerà manodopera dal terziario, mentre sempre di più si diffonderà la cultura del biologico. Tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e si consumeranno prodotti di stagione e a Km 0. Ed ottimistica è anche la visione del futuro panorama energetico, dove l’Italia insieme all’Islanda e alla Nuova Zelanda, sarà uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare.
Solo un sogno o una realtà auspicabile?