• Articolo , 2 maggio 2011
  • Legambiente, il Treno Verde evidenzia 29 comuni “fuori legge PM10”

  • 9 le città visitate e 29 i comuni che dall’inizio dell’anno hanno già superato i 35 giorni di sforamento del livello consentito di PM10. Il viaggio del Treno Verde ha evidenziato un’Italia off-limits

(Rinnovabili.it) – Il viaggio del *Treno Verde* di Legambiente dura ormai da 4 mesi e sono già 29 i comuni catalogati come off-limits per l’alta concentrazione di polveri sottili registrata nell’aria, per un totale di 6 milioni di residenti in zone pericolose per la salute. I comuni evidenziati hanno già superato i 35 giorni in cui per legge è concesso un *livello di pm10 superiore di 50 mg/m3*, con Torino in vetta alla classifica con 74 giorni di superamento. Seguono a pari merito Milano e Verona con 67 giorni al di sopra dei limiti di legge e a seguire Brescia, con 67 superamenti al 26 di aprile.
Il treno, fermatosi in 9 città, ha potuto effettuare monitoraggi dell’inquinamento dell’aria grazie alla collaborazione del Laboratorio mobile dell’Istituto sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che ha analizzato campioni di aria delle città di Siracusa, Reggio Calabria, Bari, Salerno, Pisa, Genova, Brescia, Vicenza e Rimini.
Ma Legambiente ha utilizzato anche un altro metodo di misurazione. Indossando speciali rilevatori gli addetti hanno passeggiato per le città registrando i livelli di *inquinamento ad altezza uomo* ed evidenziando medie orarie che superano i limiti di legge: a Siracusa sono state evidenziate medie orarie di 220 mg/m3 con situazioni simili anche a Vicenza e Rimini.
“Decongestionare dal traffico le grandi città vuol dire innanzitutto dare impulso al trasporto ferroviario nelle grandi aree metropolitane. In questo senso – ha detto Mauro Moretti, Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato – il nostro sforzo è straordinario e concreto. A settembre 2009 abbiamo annunciato un piano di investimenti da due miliardi di euro per i treni dei pendolari, e lo stiamo realizzando. Neanche una settimana fa il lancio della gara per 90 nuovi treni elettrici e l’esercizio dell’opzione che avevamo con Bombardier per ulteriori 50 locomotori, dopo i 100 già ordinati nel 2009 e in progressiva consegna. Senza dimenticare la gara vinta da Ansaldo Breda per 600 nuove carrozze a doppio piano e il restyling di altre 2550 carrozze destinate sempre al traffico locale. Oltre un miliardo e cento milioni di euro già investiti concretamente. Sono fatti che dimostrano come il Gruppo FS consideri prioritaria la questione del trasporto dei pendolari, consapevole anche delle positive ricadute sull’ambiente di un servizio ferroviario efficiente ed efficace”.
Altrettanto preoccupante il livello di *inquinamento acustico*, ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Genova, Pisa e Rimini sono in assoluto le città più rumorose nonostante i piani di zonizzazione acustica progettati per la tutela del territorio. Ma il caso più eclatante è stato registrato a Rimini, dove nelle ore notturne sono stati registrati 63,7 decibel contro i 40 consentiti dalla legge. “Il nostro Paese è in forte ritardo sulle politiche antismog – dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – come testimonia anche la procedura d’infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti di legge previsti per le polveri sottili e la mancanza di misure concrete per fronteggiare l’emergenza inquinamento. I dati sugli sforamenti giornalieri del PM10 relativi ai primi mesi del 2011 confermano una situazione a dir poco allarmante, soprattutto nelle città dell’area padana. Alla luce di tutto questo è assurdo continuare a destinare risorse pubbliche nella costruzione di nuove reti autostradali, invece di investire e potenziare il trasporto su ferro e in linee urbane ed extra urbane efficienti dedicate al trasporto pendolare. Allo stesso modo – continua Muroni – bisognerebbe far fronte al problema dell’inquinamento acustico, ancora decisamente sottovalutato. Stando ai risultati dell’edizione 2011 del Treno Verde, risulta urgente affrontare l’eccessivo livello di rumore nelle città attraverso monitoraggi del suono, mappature e piani di risanamento, strumenti che dovranno assolutamente divenire una priorità dei Comuni italiani. La salute dei cittadini è a rischio e crediamo sia giunta davvero l’ora di trovare una volta per tutte rimedi efficaci per far fronte a questa allarmante situazione”.