• Articolo , 21 gennaio 2011
  • Legambiente, per ridurre i consumi al via la campagna “Chiudete quelle porta”

  • Porte aperte e condizionatori a tutta potenza. Un modus vivendi che danneggia negozianti e cittadini aumentando l’importo delle bollette energetiche e il tasso di inquinamento. Con la prospettiva di ridurre gli sprechi l’Associazione lancia una campagna di sensibilizzazione

(Rinnovabili.it) – Sulla scia di quanto fatto notare da un’indagine condotta dalla “Cambridge University”:http://www.rinnovabili.it/cambridge-risparmiare-energia-facile-come-chiudere-una-porta801480 anche Legambiente si sta mobilitando per sensibilizzare i negozianti a tenere chiuse le porte dei loro esercizi. Con questa semplice accortezza si evita infatti lo spreco energetico, equivalente al 50% sul totale consumato, necessario per far fronte alla notevole dispersione di calore nella stagione invernale, e di fresca aria condizionata in estate. Una città per tutte? Milano. La capitale della moda è infatti stata scelta dall’Associazione ambientalista per dare il via alla campagna di sensibilizzazione “Chiudete quella porta” per dimostrare i notevoli vantaggi economici e ambientali del tenere ben chiuse le porte dei negozi durante il periodo di utilizzo dei sistemi di condizionamento dell’aria. Chiudere le porte significa infatti, secondo l’analisi pubblicata dall’ateneo britannico, risparmiare emissioni annue fino a 10 tonnellate di CO2.
Legambiente ha così deciso di scrivere a tutti i negozi spreconi senza grandi risultati, ma stavolta sono stati i cittadini a prendere sul serio l’iniziativa e per questo stanno arrivando all’Associazione le foto denuncia scattate dai passanti davanti ai negozi con le porte spalancate. “Abbiamo scritto ai negozi spreconi per chiedere di chiudere le porte – ha detto Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente -. Basta davvero poco per evitare questo spreco. Perciò chiediamo ai negozi di provvedere al più presto. E, se vogliono farne titolo di vanto, possono anche comunicare ai clienti questa scelta!”
Da quanto documentato sono soprattutto le grandi catene di noti marchi di abbigliamento i meno virtuosi per questo Legambiente invita i cittadini a continuare ad inviare le foto segnaletiche: www.viviconstile.org.