• Articolo , 28 novembre 2008
  • Legambiente: Poznan, diplomazia delle otto mosse

  • Salvare il clima globale dopo la scadenza del protocollo di Kyoto nel 2012. Questo l’obiettivo della comunità internazionale e per raggiungerlo non c’è molto tempo

A lanciare l’allarme per l’esigenza di concordare un accordo, prima possibile, sul post-Kyoto è Legambiente alla vigilia della Conferenza sul clima di Poznan. E vengono sintetizzate in “otto ‘mosse”, “per evitare che nel 2012 – spiega Legambiente – venga a mancare un vincolo internazionale che limiti l’aumento dei gas a effetto serra”.
Il piano di Legambiente prevede:
1) il raggiungimento di un nuovo accordo globale entro la fine del 2009;
2) la riduzione dei gas serra del 25-40 per cento entro il 2020;
3) nuovi limiti per la riduzione delle emissioni dei Paesi industrializzati almeno dell’80% al 2050;
4) piu’ fondi ai Paesi in via di sviluppo per l’adattamento ai cambiamenti del clima;
5) favorire l’accesso alle nuove tecnologie;
6) stop alla deforestazione;
7) correzione delle distorsioni del mercato delle emissioni;
8) approvazione del pacchetto energia e clima dell’Unione europea a Bruxelles che impegna a ridurre del 20% delle emissioni entro il 2020.

Tra il 2000 e il 2006, i quaranta stati che hanno ratificato il protocollo di Kyoto, invece di diminuire, hanno aumentato le emissioni di gas serra del 2,6%. La lotta ai cambiamenti climatici evidentemente è stata intrapresa seriamente da ben pochi. Eccezione virtuosa la Germania, che ha già ridotto le proprie emissioni del 18%.