• Articolo , 10 marzo 2009
  • Legambiente: utilizzo di energie rinnovabili nel Salento

  • Alla luce degli ultimi avvenimenti: movimento d’opinione sulla centrale Heliantos 1 di Lecce e sui progetti simili disseminati nel salento, incontri e dibattiti dei vari comitati; il circolo Legambiente di Lecce intende rimarcare ancora una volta la propria opinione sull’argomento. Legambiente sostiene solo le filiere agricole corte che permettano di produrre calore ed energia elettrica […]

Alla luce degli ultimi avvenimenti: movimento d’opinione sulla centrale Heliantos 1 di Lecce e sui progetti simili disseminati nel salento, incontri e dibattiti dei vari comitati; il circolo Legambiente di Lecce intende rimarcare ancora una volta la propria opinione sull’argomento.
Legambiente sostiene solo le filiere agricole corte che permettano di produrre calore ed energia elettrica in piccole centrali di trasformazione energetica di biomasse a bassa umidità ed elevata fissazione di anidride carbonica, quindi le filiere da promuovere devono essere corte (nello spazio), e brevi (nel tempo), devono garantire un bilancio energetico positivo con percentuale di produzione complessiva di CO2 negativa e non devono consumare tanta acqua.
Fatti salvi i punti fermi sopramenzionati, si ritiene che progetti che intendano utilizzare oli vegetali provenienti addirittura da fuori continente siano da considerare non utili ai fini che ci si prefigge nel campo della produzione di energia pulita e del rispetto del protocollo di Kioto, e quindi da scartare.
Allo steso tempo ci paiono improponibili progetti che prevedano la riconversione in senso monoculturale di grandi superfici agricole da adibire a colture non adatte al territorio e che tra l’altro richiedono un impegno idrico particolarmente oneroso.

Vale comunque la pena di rimarcare che le emissioni di una centrale che “brucia” biomassa vegetale (non rifiuti o altre matrici) sono sicuramente di granlunga meno impattanti di quanto ad esempio, succede con altre realtà quali l’ILVA di Taranto o le centrali Enel a carbone di Brindisi e Taranto avverso le quali Legambiente ha avviato una datata ed inflessibile battaglia ambientale.
Anche a proposito dell’eolico si ritiene che vadano affrontati i progetti caso per caso ed evitati gli insediamenti in quei territori ove tali strutture risulterebbero fortemente impattanti.
Tutto quanto premesso per dire che Legambiente è fortemente favorevole all’ingresso di biomasse fotovoltaico ed eolico nel mix energetico nazionale; è innegabile, infatti, che senza tali fonti alternative si rischia un forte piano inclinato a favore delle fonti fossili o peggio. Si vuole qui ricordare che il Salento risulta già tra i siti prescelti dal governo proprio per l’insediamento di una centrale nucleare.
L’invito è a tutte le parti in causa, istituzioni, imprenditori e cittadini, affinché il dibattito si svolga nella maniera più responsabile possibile, senza demonizzazioni dall’una o dall’altra parte. Le nostre controparti non sono nè l’ARPA nè gli istituti di ricerca sull’argomento, la controparte è costituita da scelte locali che possono essere effettuate in assenza di debita informazione o in maniera frettolosa; è nostro compito, degli ambientalisti tutti, quello di informare correttamente, di consigliare le nostre amministrazioni, e quindi, ove necessario, intraprendere le opportune battaglie di opinione. Il tutti contro tutti porta solo a disinformazione ed alla più pericolosa strumentalizzazione delle nostre tesi a favore di improvvide scelte nucleari.