• Articolo , 15 aprile 2010
  • Legno Energia, Feneal-Uil: sì ad edilizia eco-compatibile

  • La fiera nazionale Legno Energia Sud Italia 2010 che si apre venerdì prossimo a Venosa contiene una serie di aspetti che richiamano la proposta di definire un distretto agro-energetico regionale e al tempo stesso la necessità di accrescere nell’edilizia pubblica e privata l’utilizzo di materiali ecocompatibili, in grado di garantire risparmio energetico e sicurezza che […]

La fiera nazionale Legno Energia Sud Italia 2010 che si apre venerdì prossimo a Venosa contiene una serie di aspetti che richiamano la proposta di definire un distretto agro-energetico regionale e al tempo stesso la necessità di accrescere nell’edilizia pubblica e privata l’utilizzo di materiali ecocompatibili, in grado di garantire risparmio energetico e sicurezza che rappresentano le indicazioni sostenute da tempo dalla Feneal-Uil per una svolta nelle costruzioni che abbiamo sintetizzato, in occasione del nostro XV Congresso, nello slogan “Progetto Qualità Feneal”. E’ il commento di Domenico Palma, segretario generale regionale della Feneal-Uil, sottolineando “la necessità di mettere a sistema le politiche energetiche e di risparmio con i programmi che riguardano l’edilizia abitativa e quindi la produzione ed utilizzazione del legno, mettendo insieme dunque tutti gli “anelli” della stessa “catena”.
E’ indispensabile – dice Palma – recuperare il patrimonio edilizio esistente, che necessita di interventi radicali per ridurre significativamente l’impatto sull’ambiente. A cominciare dalla centralità del risparmio energetico. Interessante è l’esperienza del Distretto produttivo dell’ edilizia sostenibile che si sta sperimentando ad opera della Regione Puglia. Il Distretto – sottolinea il segretario della Feneal-Uil – si propone di diffondere una nuova cultura costruttiva e favorire il mercato delle costruzioni ecosostenibili.
Una edilizia eco-compatibile, attenta al clima dei luoghi, rispettosa della storia e della tradizione di ogni territorio, può essere sintetizzata in pochi punti essenziali: recuperare modi di costruire “sostenibili” utilizzando materiali naturali, biocompatibili, e autoctoni per la tutela del paesaggio e dell’ identità dei luoghi. Tale norma vale per ogni tipologia di edificio, sia esistente che di nuova edificazione, anche in zone vincolate.
La tecnologia – conclude – deve risultare di ausilio ad una corretta progettazione bioclimatica e molti nuovi interventi dovrebbero risultare come prodotto di concorsi seri, commissioni super-partes, composte di critici d’arte, sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all’estetica, all’armonia delle forme, e alla qualità ambientale dell’ intervento”.