• Articolo , 15 gennaio 2009
  • Leonardo sgr punta su bond Eni, Edison, Atlantia

  • L’incognita della recessione impone prudenza ma, con tassi di interesse in discesa, nulla vieta di approfittare dei rendimenti offerti da emittenti solidi come Eni (ENI.MI: Quotazione, Profilo), Edison (EDN.MI: Quotazione, Profilo), Atlantia (ATL.MI: Quotazione, Profilo) e Vodafone (VOD.L: Quotazione, Profilo). Ne è convinto Livio Dalle, che gestisce per Leonardo sgr linee personalizzate sottopesando a vari […]

L’incognita della recessione impone prudenza ma, con tassi di interesse in discesa, nulla vieta di approfittare dei rendimenti offerti da emittenti solidi come Eni (ENI.MI: Quotazione, Profilo), Edison (EDN.MI: Quotazione, Profilo), Atlantia (ATL.MI: Quotazione, Profilo) e Vodafone (VOD.L: Quotazione, Profilo). Ne è convinto Livio Dalle, che gestisce per Leonardo sgr linee personalizzate sottopesando a vari livelli l’azionario, ma anche diversificando la componente obbligazionaria con corporate bond investment grade.”Gli spread (di rendimento dei corporate) con i governativi sono ancora ai massimi: non è un rischio equity ma non sono neppure i rendimenti risicati dei governativi”, ha detto a Reuters, in un’intervista, Dalle. “E’ l’investimento con ‘sharpe ratio’ più conveniente che ci sia in un contesto come quello attuale”, osserva, facendo riferimento al coefficiente che misura il rendimento aggiustato per il rischio. Nei portafogli di Dalle finiscono tuttavia solo emissioni di aziende “che offrano tranquillità dal punto di vista del cash flow generato e quindi della struttura del capitale” e che, dunque, si dimostrino resistenti anche nel caso di un ulteriore deterioramento della congiuntura macroeconomica. Secondo i dati SG CIB, con oltre 14 miliardi di bond investment grade non finanziari denominati in euro venduti, ci si sta avvicinando a grandi passi al record di 25 miliardi raccolti nel gennaio 2003. L’indice FTSE Euro Corporate Bond oggi a metà giornata mostra che le emissioni societarie non speculative in euro rendono 290 punti base in più dei governativi di pari scadenza.In un contesto economico incerto, Dalle sbilancia i portafogli su titoli di stato a breve dell’area euro, per non correre il rischio valutario. Sul suo radar azionario, inoltre, finiscono solo le borse delle due sponde dell’Atlantico, dove la visibilità è maggiore.”La duration (della componente obbligazionaria) è stata allungata nei mesi scorsi ma oggi mediamente è tra i due anni e i due anni e mezzo”, spiega Dalle. “Pensiamo che, a questi livelli, anche l’appetibilità dei titoli tedeschi sia venuta meno, quindi tendiamo a concentrarci su titoli italiani che offrono rendimenti più interessanti”. Con le borse che continuano ad incorporare un’accentuata propensione al rischio (il Vix è tornato a salire sopra 50 pur mantenendosi sotto i massimi di 90 di ottobre/novembre), Dalle preferisce Wall Street, riservando all’azionario europeo – più volatile – solo brevi puntate tattiche su settori eccessivamente sottovalutati come quello “automobilistico, i cementieri e le infrastrutture”. “Titoli come Impregilo (IPGI.MI: Quotazione, Profilo) da inizio anno hanno già iniziato a impostare rimbalzi di una certa entità”, sottolinea.Negli Stati Uniti il gestore compra l’indice S&P’s 500 o sfrutta tatticamente opportunità su singoli titoli come General Electric (GE.N: Quotazione, Profilo), “large cap dal business altamente diversificato che incorporano utili molto sacrificati”, ha spiegato.In generale le borse restano sotto pressione e le uniche notizie in grado di ridare slancio ai listini, secondo il gestore, sono “quelle relative a interventi pubblici”.”In questa fase pensiamo che i driver possano provenire principalmente dagli Stati Uniti perchè è poi da lì che arriva il piano fiscale principale, quello di Obama”, precisa. La view resta però negativa sul dollaro, depresso da tassi di interesse vicini allo zero e da un prevedibile peggioramento dei conti pubblici americani. Visto infine in assestamento sui livelli attuali il mercato delle materie prime, con il petrolio che dovrebbe stabilizzarsi quest’anno intorno ai 35-40 dollari al barile.