• Articolo , 15 marzo 2011
  • L’EWEA pensa a turbine eoliche offshore da 20 MW

  • Un futuro a dieci anni nel quale si vedranno funzionare turbine eoliche per impianti fuori costa della potenza di 20 MW. In grado di seguire l’andamento del vento e di avvertire in caso di guasto le turbine del futuro pensate dall’EWEA hanno però bisogno di finanziamenti

(Rinnovabili.it) – Turbine eoliche da 20 MW? Per l’EWEA, l’European Wind Energy Association, la cosa è fattibile. Le dichiarazioni sono state estrapolate da una ricerca dal titolo “*UpWind project*”:http://www.upwind.eu/default.aspx condotta dall’Associazione e presentata oggi in occasione dell’EWEA 2011 Annual Event svoltosi a Bruxelles. Nel documento si sono esplorati i limiti di progettazione delle turbine arrivando alla conclusione che per arrivare alla costruzione di nuovi rotori che abbiano una potenza di 20 MW si dovrà necessariamente passare ad un diametro delle pale di 200 metri, contro i 120 degli attuali rotori da 5 MW.
Tali turbine, è stato dichiarato, potrebbero rappresentare una soluzione per l’espansione della capacità eolica offshore dell’Europa, che fornisce energia elettrica in abbondanza a costi inferiori rispetto alle turbine comunemente in uso.
I rotori da 20 MW potrebbero quindi rappresentare una strada più veloce ed economica per il raggiungimento degli obiettivi energetici europei, contribuendo anche alla riduzione delle emissioni legate al comparto e soddisfacendo il costante aumento del fabbisogno energetico del continente.
“UpWind ha rilevato che produrre una macchina da 20 MW non è semplice come aumentare la potenza delle turbine da 5 MW di oggi” ha sottolinea Jos Beurskens dell’Energy Research Centre (ECN) dei Paesi Bassi che ha guidato il progetto insieme al coordinatore Peter Hjuler Jensen del Technical University Risoe DTU danese Technical. “Abbiamo identificato le principali innovazioni nel campo del design, dei materiali e a proposito della gestione della turbina”, ha confermato Beurskens.
Tra le principali trasformazioni vengono suggerite modifiche alle lame in modo da ridurne il peso e aumentarne la flessibilità in modo da riuscire, come diretta conseguenza, ad elevare le prestazioni. Inoltre viene proposto di dotare le lame di un sistema di controllo in grado di abbassarne il carico del peso del 20-30% e permettendo interventi repentini di manutenzione. La turbina eolica del futuro dovrebbe inoltre essere in grado di adattare la propria posizione e la velocità a seconda delle condizioni del vento, in modo da far crescere la produzione.
Nonostante l’importanza dei risultati raggiunti e della cresciuta consapevolezza delle potenzialità dell’eolico ciò di cui ha veramente bisogno il settore, secondo quanto affermato da Beurskens, è un impegno ulteriore nel campo della ricerca e sviluppo come confermato anche dal presidente EWEA Christian Kjaer, CEO dell’European Wind Energy Association.
“Le scoperte di UpWind consentono all’industria di avanzare in modo significativo la conoscenza di come sviluppare turbine più efficienti, più grandi, studiate ad hoc per l’enorme espansione dell’energia eolica offshore. Tuttavia questa conoscenza non diventerà mai una realtà se l’UE non stabilisce un chiaro impegno per la ricerca sull’energia del vento”, ha aggiunto.