• Articolo , 28 dicembre 2010
  • Libia, insieme agli Emirati Arabi nel progetto del “polo energetico”

  • Il Paese africano accelera i suoi piani per diventare un esportatore di energia rinnovabile in Europa e catalizzatore degli investimenti esteri

(Rinnovabili.it) – Un sistema energetico integrato che comprenda energia solare ma anche fonti per la produzione di elettricità più convenzionali come il gas naturale e una linea di trasmissione ad alta tensione sottomarina che attraversi il Mediterraneo per raggiungere l’Italia meridionale. Parliamo del mega progetto lanciato da Tripoli che sta già cominciando ad attirare i primi investitori stranieri.
Il sole della Libia fa gola a molti, non solo alla vicina Europa ma anche al mondo medio-orientale a partire dagli Emirati Arabi, ora fortemente intenzionati a scrivere un nuovo capitolo della storia energetica mondiale. E per non perdere il treno delle rinnovabili la Al Maskari Holding di Abu Dhabi ha già fatto sapere che investirà nel polo energetico libico 3 miliardi di dollari. Un treno che non vuole perdere neppure il paese africano deciso ora a triplicare la sua capacità di generazione elettrica entro un decennio, fissando l’obiettivo di coprire il 10 per cento del suo consumo di energia con le fonti rinnovabili, soprattutto solare ed eolica.
“La Libia è una grande fonte di energia pulita. Possiamo esportare energia a tutto il continente europeo. Quando la Russia bloccherà l’invio del gas, speriamo di poter trasmettere noi questa energia attraverso cavi sotto marini dal nord della Libia al sud d’Europa” ha detto ieri durante un forum ad Abu Dhabi Jamal Ellamushe, il ministro libico degli Investimenti. “Siamo intenzionati a rafforzare la nostra partnership con gli investitori degli Emirati Arabi Uniti e a ben accoglierli nello sfruttamento delle opportunità di crescita che forniamo in diversi settori economici. Tra i vantaggi offerti dalla Libia ci sono la facile disponibilità di materie prime e di risorse naturali, energia a basso prezzo, un grande pool di giovane manodopera qualificata, alti livelli di sicurezza e stabilità, oltre alla vicinanza geografica con l’Europa”.