• Articolo , 12 ottobre 2009
  • Light Trapping: moduli più efficienti che catturano la luce

  • La nuova tecnologia “Light Trapping” renderà i moduli fotovoltaici organici più efficienti e più economici: il prossimo obiettivo sarà diminuire ancora i costi ed aumentando al massimo la resa

(Rinnovabili.it) – I ricercatori del TASC-CNR Trieste, in collaborazione con il Biomolecular and Organic Elctronics Center of Organic Electronics dell’Università di Linkopings in Svezia, hanno creato i *Light trapping* letteralmente “intrappolatori di luce”. Si tratta di concentratori di luce che renderanno più efficienti di un terzo i moduli fotovoltaici organici.
“Le celle fotovoltaiche più efficienti al momento sono quelle inorganiche al silicio ma sono molto costose. Noi puntiamo a svilupparne di nuove, con nuovi sistemi e quindi diminuire i costi di fabbricazione quindi aumentarne l’efficienza – ha spiegato Simone Dalzio, ricercatore TASC-CNR – stiamo sperimentando dispositivi a cella solare polimerica e ora puntiamo a renderli molto più efficienti delle attuali. Con il Light Trapping si aumenta di un terzo l’efficienza delle celle fotovoltaiche e questo sistema di micro-concentratori può funzionare anche sulle attuali celle al silicio, ma la ricerca avanza e oggi si punta alle celle polimeriche o alle celle di Gretzel che sono il vero futuro di questo settore”.
“Il Light Trapping – ha ribadito il ricercatore – è costituto da un sistema di microlenti, prodotte grazie all’impiego della nano litografia che, essendo caratterizzata da un’altissima precisione, riduce a zero il rischio di disallineamento tra fuochi e lenti. Questo sistema di micro lenti è in grado di focalizzare la luce che incide attraverso delle fenditure presenti sulla superficie del pannello. In questo modo la luce resta intrappolata tra le due superfici della cella solare finche’ viene completamente assorbita, senza disperdersi”.
“Questo sistema di intrappolamento -conclude Dalzio- può essere ‘accoppiato’ a tutti quei dispositivi fotovoltaici che presentano una bassa capacità di assorbimento della luce e questo permette di realizzare pannelli di spessore inferiore e dai costi molto più contenuti”.