• Articolo , 19 novembre 2009
  • Lo Bello e Montante: ‘Più controlli preventivi antimafia nei settori cave ed energie alternative’

  • Confindustria Sicilia ha tra i suoi valori fondanti la libertà di mercato e la tutela delle imprese sane. Per tale motivo preoccupa il dato che emerge da numerose indagini, che rilevano sempre più frequentemente infiltrazioni mafiose in alcuni settori, come quello delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, e quello dell’energia da fonti […]

Confindustria Sicilia ha tra i suoi valori fondanti la libertà di mercato e la tutela delle imprese sane. Per tale motivo preoccupa il dato che emerge da numerose indagini, che rilevano sempre più frequentemente infiltrazioni mafiose in alcuni settori, come quello delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, e quello dell’energia da fonti rinnovabili. “Occorre alzare il livello di guardia – affermano Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, e Antonello Montante, delegato di Confindustria per i rapporti con le Istituzioni preposte al controllo del territorio – a tutela delle imprese sane, introducendo strumenti e misure che prevengano il fenomeno delle infiltrazioni mafiose.

Abbiamo chiesto all’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi – e siamo soddisfatti che abbia prontamente accolto la nostra sollecitazione – , di proporre alle Prefetture siciliane la stipula di protocolli d’intesa per l’acquisizione preventiva di informazioni e relative certificazioni sulle imprese che operano in quei settori ‘sensibili’ dove forte è l’interesse della mafia”.
“Molte indagini giudiziarie – rilevano Lo Bello e Montante – hanno evidenziato diffuse infiltrazioni mafiose nel settore delle cave che lavorano a monte della filiera edilizia, che hanno condizionato il libero mercato e reso più deboli gli imprenditori sani. Anche il settore dell’energia da fonti rinnovabili – aggiungono – è strategico e trainante per lo sviluppo dell’economia regionale e costituisce un’opportunità irrinunciabile. Pertanto anche in tale settore occorre una vigilanza fortissima per evitare che le infiltrazioni mafiose ne comprimano e ne danneggino le potenzialità di sviluppo”.
“I protocolli d’intesa tra l’assessorato regionale all’Industria e le Prefetture – concludono Lo Bello e Montante – potranno assicurare l’assenza di infiltrazioni mafiose, avviando la procedura di controllo sin dall’inizio dell’iter autorizzativo, quando l’azienda presenta la richiesta di autorizzazione dell’impianto da fonti rinnovabili. Il richiedente dovrà fornire informazioni, oltre che sul progetto, anche sui proprietari dei terreni, sui soggetti che svilupperanno l’iniziativa e sul gestore dell’impianto. Avviando, infatti, all’inizio dell’iter autorizzativo la verifica di assenza di infiltrazioni mafiose, si eviterà di rallentare i tempi di rilascio delle autorizzazioni”.