• Articolo , 26 novembre 2008
  • L’opposizione a Ronchi: no a brutta figura alla UE

  • Una dichiarazione di Gianni Pittella, presidente della Delegazione italiana nel Gruppo socialista all’Ue e di Guido Sacconi, presidente della Commissione Europea Cambiamenti climatici contro la posizione assunta dal governo Berlusconi e i suoi rappresentanti

Il rimprovero dei due parlamentari europei è indirizzato al ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi che “invece di promuovere tutte le opportunità che offre l’Unione Europea e migliorare i tempi nazionali di recepimento della normativa comunitaria, ha deciso di martellare quotidianamente sul ‘veto’ che il Governo Berlusconi intende mettere contro il pacchetto clima-energia.
Ronchi, però – puntualizzano Pittella e Sacconi – avrebbe il dovere di dire che la decisione verrà presa a maggioranza qualificata (dal Consiglio dei ministri dell’Ambiente) e che non c’è nessuna norma che consente a un singolo stato-membro di impedire la decisione.
Ronchi dovrebbe, pertanto, avere la correttezza di ammettere che si tratterebbe di un veto politico, ovvero del tentativo del governo Italiano di portare gli altri paesi sulla linea del rinvio.
Ma, soprattutto, vorremmo che Ronchi fosse consapevole della gravità di questo comportamento, che rischia di isolare il nostro paese rispetto agli altri partner comunitari e rispetto alla maggior parte dei gruppi industriali europei, gli stessi che due giorni fa hanno confermato il loro sostegno alle misure contro il cambiamento climatico”.
Molte multinazionali si sono infatti dichiarate nei giorni scorsi a favore di un impegno deciso e forte nei confronti del cambiamento climatico, sia aderendo in una cinquantina all’associazione promossa dall’Onu, “Combat Cimate Change” e sia in una quindicina partecipanti al programma del Wwf “Climate Saver” nel quale si impegnano unilateralmente a tagliare complessivamente una quota consistente di emissioni nocive pari a 13 milioni di tonnellate l’anno.
“La maggior parte degli altri stati-membri, a cominciare dalla Francia e dalla Germania, – insistono i due parlamentari europei – hanno già dichiarato di voler continuare a scommettere, nonostante le indubbie difficoltà portate dalla gravissima crisi finanziaria, su una strategia fondamentale, non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per la crescita e la competitività di tutto il continente, che su questa politica svolge un ruolo di leadership al livello mondiale, verso la quale non a caso sta guardando con interesse il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama.
Chiediamo quindi a Ronchi, e al ministro dell’Ambiente Prestigiacomo – lanciando una sorta di appello – che parteciperà al Consiglio, di risparmiare al nostro paese questa brutta figura”.