• Articolo , 3 novembre 2008
  • Luci spente a casa dei Savonesi

  • di Giovanni Vaccaro La bolletta energetica dà la scossa al portafoglio delle famiglie italiane e le casalinghe savonesi cercano di spegnere la luce per tagliare i consumi. È uno degli aspetti che emergono dal rapporto di Terna, la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione sull’intero territorio italiano e […]

di Giovanni Vaccaro
La bolletta energetica dà la scossa al portafoglio delle famiglie italiane e le casalinghe savonesi cercano di spegnere la luce per tagliare i consumi. È uno degli aspetti che emergono dal rapporto di Terna, la società responsabile della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione sull’intero territorio italiano e della distribuzione in base alla richiesta.
Dal 2006 al 2007 i consumi sono calati soprattutto nei settori del terziario e delle utenze domestiche, e le previsioni per il 2008 indicano un calo ulteriore, su cui incideranno sicuramente i riflessi della crisi dei mesi scorsi con l’impennata del prezzo del greggio e delle materie prime. È il segnale più evidente che le famiglie prestano sempre più attenzione al risparmio di energia per cercare di contenere i costi delle bollette. E poco consola l’aumento di richiesta da parte dell’industria.
Terna, che tra l’altro si occupa anche della gestione dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia, ha calcolato che i consumi siano diminuiti in Liguria in media dell’1,6%. In particolare, in provincia di Savona, sono soprattutto il comparto del terziario e quello domestico a far registrare le diminuzioni più consistenti nei consumi. Se la richiesta di elettricità è calata in generale dell’1,5% (in media con il resto della Liguria) scendendo a 1.430,8 GWh, i consumi del terziario sono scesi da 498,7 GWh a 477,3 GWh (-4,3%). Il comparto domestico ha fatto registrare un calo del 2,4% (da 354,3 a 345,7 GWh).
I savonesi restano tra i liguri che usano maggiormente l’elettricità con consumo medio per abitante di 1220,6 KWh (sono secondi solo agli imperiesi che consumano 1231,6 KWh per abitante), ma la tendenza è verso una riduzione. La spiegazione va cercata in un migliore bilanciamento della distribuzione e nell’uso di apparecchiature a basso assorbimento, ma soprattutto in un effettivo minor consumo. I responsabili di Terna non negano che il calo sia conseguenza della difficoltà da parte delle famiglie a far fronte alle spese. Il primo passo è evidentemente una maggiore attenzione nei consumi: il che significa meno luci accese, soprattutto se non necessarie, televisione spenta e non lasciata in stand-by, elettrodomestici impiegati con più razionalità e con minor frequenza, impianti di condizionamento dell’aria regolati a temperature meno drastiche.
Tornando ai dati di consumo nel Savonese non deve ingannare il -4,4% registrato in agricoltura: i valori assoluti sono decisamente inferiori a quelli degli altri comparti, con un consumo che è passato da 13,5 a 12,9 GWh. L’industria è invece l’unico settore che richiede più energia rispetto al passato: dai 586,6 GWh del 2006 si è passati ai 594,9 GWh del 2007 (+1,4%). Per far fronte ai problemi di approvvigionamento del passato, Terna si è impegnata ad aumentare la capacità di trasformazione della stazione a 220 kw di Savona per garantire, in condizioni di esercizio particolarmente critiche, un’adeguata affidabilità della fornitura.
In Liguria la produzione di energia elettrica è stata di 11,6 miliardi di kwh (+10,7% rispetto al 2006), con una quota consistente di cinque miliardi di kWh (4,2 nel 2006) ceduta alle altre regioni. La quasi totalità della produzione ligure resta di origine termica (11,4 miliardi di kwh, +11,2%). E questo è il dato che più preoccupa enti locali ed associazioni ambientaliste: nel Savonese, tra l’altro, opera la più grande centrale termoelettrica della Liguria, quella di Vado-Quiliano di proprietà di Tirreno Power, che da anni è al centro di una battaglia che divide gli abitanti della zona tra chi ne chiede il depotenziamento e chi teme un aumento dei costi finali se l’energia dovesse essere prodotta altrove.
Più che raddoppiata (+102,4%) la produzione di energia di fonte eolica, anche se resta di soli 17 milioni di kWh. Cala invece la produzione idroelettrica (145 milioni di kWh, -21,7%). Il fotovoltaico, nullo nel 2006, ha infine prodotto 0,3 milioni di kWh. Netto il calo di energia proveniente dall’estero (da 770 a 221 milioni di kWh).