• Articolo , 25 ottobre 2009
  • Magie eoliche: le turbine divengono invisibili ai radar

  • Uno dei problemi più significativi per le società produttrici di energia eolica potrebbe potenzialmente essere bypassata attraverso una nuova tecnologia sviluppata in collaborazione tra QinetiQ e Vestas Wind Systems

Gli aerogeneratori non possiedono molti fan in campo militare o tra i controllori del traffico aereo: “il motivo”:http://www.rinnovabili.it/le-pale-eoliche-interferiscono-con-i-radar è che le pale delle turbine, per quanto strano possa sembrare, con il loro movimento creerebbero una sorta di black out dovuto all’effetto Doppler, interferendo con la visualizzazione da parte dei sistemi radar degli aerei che si trovano a sorvolare quelle determinate zone.
La possibile minaccia per la sicurezza ha spinto nel 2008, in Inghilterra, la Nato ad aprire un’inchiesta sul problema e più recentemente è stato lo stesso Ministero per la Difesa Britannico ad opporsi alla realizzazione di wind farm nel raggio di centinaia di miglia dai radar, mentre l’esercito tedesco ha posto un blocco agli investimenti diretti ad alcuni nuovi progetti a causa delle preoccupazioni per possibili interferenze. E mentre una Commissione di esperti provenienti da Stati Uniti, Francia, Italia, Norvegia, Belgio, Olanda e Grecia, è ora a lavoro per presentare nel 2010 le proprie conclusioni in merito, il produttore Vestas fa sapere di aver sviluppato, in collaborazione con la società QinetiQ, la tecnologia ‘Stealth Turbine’ (letteralmente turbine furtive), vale a dire invisibili ai radiorilevatori.
La settimana scorsa sono stati effettuati i test sui primi prototipi in scala in una centrale eolica nel Norfolk, Regno Unito, come parte del programma finanziato dal Department for Business Innovation and Skills (BIS) del Governo UK. La soluzione sviluppata utilizza un portafoglio di materiali radar assorbenti (RAM) che vengono integrati nei processi di fabbricazione di componenti, inclusi rivestimenti spray da applicare direttamente sulla torre e le altre superfici statiche.
Il poter introdurre direttamente i Ram nei processi di produzione, senza alcuna significativa alterazione, si riflette positivamente anche sui costi della tecnologia.
Mark Roberts, direttore della sezione Energia e Ambiente alla Qinetiq, è convinto che nonostante la ‘Stealth Turbine’ non si possa considerare la soluzione definitiva al problema è sicuramente un ottimo approccio: “Non esiste un’unica soluzione per l’intera questione. Ogni progetto eolico è molto diverso in termini di numero di turbine, ubicazione, vicinanza ai radar e così via. Non possiamo asserire che funzionerà in ogni circostanza, ma costituisce un passo significativo nella giusta direzione”.