• Articolo , 6 maggio 2009
  • Massimino: pensa ad una centrale a biomasse

  • Anche il più piccolo comune della provincia di Savona, Massimino, intende entrare nel “club” dei produttori di energia da fonti alternative. E’ infatti allo studio la realizzazione di un impianto a biomasse e cogenerazione di potenza elettrica pari a circa 600 chilowatt, con successiva cessione alla rete di energia elettrica e termica. La piccola centrale […]

Anche il più piccolo comune della provincia di Savona, Massimino, intende entrare nel “club” dei produttori di energia da fonti alternative. E’ infatti allo studio la realizzazione di un impianto a biomasse e cogenerazione di potenza elettrica pari a circa 600 chilowatt, con successiva cessione alla rete di energia elettrica e termica.
La piccola centrale alimentata a biomassa fa ricorso alla cogenerazione, che consiste in un motore a combustione interna utilizzato per produrre contemporaneamente elettricità e calore. Il vantaggio sta nel produrre energia elettrica più economica di quella che si acquista dalla rete, sfruttando il naturale riscaldamento del motore, con un beneficio ambientale derivato dalla minor emissione di anidride carbonica in atmosfera.
La cogenerazione riduce infatti del 30-40% la quantità di combustibile. L’energia termica che se ne ricava alimenta un sistema di teleriscaldamento che a Massimino, oltre che ad utenze residenziali, potrà essere utilizzato per l’essiccazione del legname, l’attività economica più rilevante del piccolo centro ai margini della Valle Tanaro.
Lo studio di fattibilità della minicentrale è stato realizzato da ARE, l’Agenzia regionale per l’energia della Liguria, e va ad aggiungersi ad altre iniziative di sfruttamento delle biomasse vegetali, quali le centrali previste a Ferrania, Millesimo e Calizzano.
(sav.econ.)