• Articolo , 17 dicembre 2008
  • Medicina nucleare ed impianto a biomasse. Casarano al referendum

  • Raggiunte, e superate, le cinque firme necessarie a richiedere un Consiglio comunale sul tema

di Enzo Schiavano

Alle firme di Francesco Ferrari (Udc), Giampiero Marrella, Antonio Gatto e Luigino Bartolomeo (Forza Italia), nei giorni scorsi si sono aggiunte quelle di Leda Schirinzi e Francesco Capezza (“Casarano Amica”) e di Amedeo Sabato (Udeur). Paolo Zompì, presidente del Consiglio, dovrà convocare un’assemblea ad hoc
La pressione del gruppo consiliare di Forza Italia ha raggiunto l’obiettivo: il Consiglio comunale che dovrà discutere della proposta di un referendum consultivo sulle questioni ambientali si farà. L’opposizione di centro-destra, infatti, è riuscita a raggiungere e superare il numero di cinque consiglieri per obbligare il presidente Paolo Zompì a convocare un’assemblea ad hoc. Oltre a Francesco Ferrari (Udc), Giampiero Marrella, Antonio Gatto e Luigino Bartolomeo (Forza Italia) nei giorni scorsi si sono aggiunti Leda Schirinzi e Francesco Capezza della civica “Casarano Amica” e il consigliere di maggioranza Amedeo Sabato (Udeur).
L’altro ieri, i sette rappresentanti dei cittadini hanno protocollato una richiesta di convocazione del Consiglio comunale per discutere dell’opportunità di indire due referendum contro l’impianto di medicina nucleare (proposta dal Consorzio Radon) e contro la centrale a biomasse (progetto di Italgest Energia), con la speranza di convincere una maggioranza qualificata (14 consiglieri) a promuoverli ed evitare la raccolta di almeno 4mila firme. Statuto alla mano, il presidente Zompì ha un periodo massimo di 20 giorni per fissare la data e convocare l’assemblea cittadina, accogliendo le richieste degli esponenti politici.
“Grazie al lavoro garbato e accorto svolto dal gruppo consiliare di Forza Italia ed alla sensibilità dimostrata dagli aderenti – ha commentato Marrella – si è riusciti ad ottenere le firme necessarie per rendere obbligatoria la stessa convocazione nonostante, evidentemente, la poca propensione dimostrata dal presidente Zompì”. Nei giorni scorsi i consiglieri comunali di Forza Italia avevano accusato i colleghi dell’opposizione e della maggioranza di “scarsa volontà” per giungere in tempi rapidi all’indizione della consultazione referendaria.