• Articolo , 4 novembre 2009
  • Mediterraneo, a secco d’energia se non si investe nelle rinnovabili

  • Michele Sabatino, project manager di Med Energy, affronta il tema delle fonti rinnovabili come il “must” per i progetti energetici destinati ai Paesi in via di progresso nel Mediterraneo.

(Rinnovabili.it) – “Fra venti anni con molta probabilità i consumi energetici nei Paesi del Mediterraneo raddoppieranno ulteriormente”. Con questo scenario delineato da Michele Sabatino, project manager di Med Energy, si è aperto oggi a Palermo il Workshop incentrato sulle opportunità di sviluppo e d’investimento nel settore delle rinnovabili nel bacino del mediterraneo.
La conferenza odierna, a cui seguiranno due giornate di meeting bilaterali tra Italia, Spagna, Egitto e Tunisia, si inserisce proprio nell’ambito del progetto “Med Energy”:http://www.medenergy.org/ nato per favorire e sostenere azioni di accompagnamento alle imprese euro-mediterranee impegnate nelle rinnovabili, con particolare riferimento alla Tunisia ed Egitto. Il fine ultimo del progetto quello di “promuovere la cultura delle new-energy guidando i propri clienti inizialmente alla comprensione dei vantaggi economici e ambientali delle nuove energie”.
Ad organizzare l’iniziativa l’ASEM – Agenzia di Sviluppo EuroMediterraneo, in collaborazione con Retecamere, la Camera di Commercio di Tunisi, la Federazione degli Industriali Egiziani e GAFI (General Authority for Investment and Free Zones) de il Cairo e la Meda Enviro Network di Barcellona.
Riflettori puntati dunque su un’area in cui “la situazione energetica è caratterizzata da una forte differenziazione”. “In genere, – ha spiegato lo stesso Sabatino dal palco palermitano – i Paesi accomunati da crescita demografica possiedono un maggiore fabbisogno energetico. L’Egitto, per esempio, è uno dei Paesi a più alto consumo perché possiede un’alta densità di popolazione”.
”Se si continuerà ad utilizzare gas e petrolio però – prosegue – si rischierà di rimanere a secco”. Come emerso dai dati elaborati infatti, il considerevole aumento del fabbisogno energetico da parte dei Paesi del Mediterraneo ha visto variare il consumo di combustibili fossili dai 40 milioni di tonnellate del 1970 ai 157 milioni di tonnellate entro il 2010. Un trend insostenibile che non ha certezza nel futuro. “Ecco perché è importante, in questo momento, ragionare in termini di energie rinnovabili, in particolare, in questi Paesi, dotati di sole e vento. E’ questa – conclude Sabatino – la vera sfida che nasconde un’altra sfida molto importante, quella ambientale”.