• Articolo , 6 marzo 2009
  • Meno CO2 rinnovando le infrastrutture ferroviarie

  • Parola d’ordine: rinnovare l’infrastruttura dei trasporti. Solo in tal modo è possibile raggiungere traguardi concreti al fine di attenersi al Protocollo di Kyoto

All’indomani della presentazione del Rapporto di Legambiente, in occasione di Energethica 2009, si rimarca l’importanza, in un’ottica di lotta ai cambiamenti climatici e al surriscaldamento del Pianeta, di avere e mettere al servizio della popolazione un’adeguata infrastruttura relativamente al trasporto pubblico. L’Amministratore delegato di Bombardier Transportation Italia, Roberto Tazzioli, ha infatti sottolineato il carico evidente che ha sull’ambiente, a livello di emissioni di CO2, il trasporto privato, tanto che già nel 2006, in base a rilevazioni ISTAT, l’Italia era al primo posto al mondo per il numero di vetture circolanti con 600 ogni 1.000 abitanti (neonati inclusi) contro la media mondiale di cento ogni mille abitanti. Le considerazioni effettuate da Tazzioli evidenziano che se mille persone evitassero di prendere l’auto a favore del treno, verrebbero risparmiate 1,3 tonnellate di CO2 emesse, ovvero 3.000 alberi su una distanza di 15 km. L’obiettivo principale, sostenuto anche dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli e che sarà presentato al CIPE, diventa dunque il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. La carenza infatti di queste ultime ha portato il nostro Paese a dover pagare 721 milioni di euro per una non idonea ‘condotta ambientale’ tenuta nel 2008 allontanandoci sempre più dagli obiettivi di Kyoto; soldi che potevano essere utilizzati per acquistare, da quanto si evince dagli studi realizzati da Legambiente, almeno 120 treni pendolari o in alternativa, per realizzare 15 km di linee metropolitane.