• Articolo , 23 giugno 2009
  • Messico: “Fondo Verde” più efficiente dei crediti di carbonio

  • Per il Presidente messicano Felipe Calderon è il momento di passare dalle critiche reciproche ad un’azione condivisa che si concretizzi nella realizzazione di un fondo globale da destinare alla sfida climatica

(Rinnovabili.it) – Nella strategia globale contro il Climate Change si dovrebbe puntare alla realizzazione di un “Fondo Verde” da 10 miliardi di dollari, ben più efficacie nel combattere la crisi ambientale che il fare affidamento al solo meccanismo di scambio delle emissioni. E’ la ferma convinzione del Presidente messicano Felipe Calderon, ospite del terzo appuntamento del “Major Economies Forum on Energy and Climate” (Forum delle maggiori economie su energia e clima) che vede riuniti nella città di Cuernavaca i rappresentanti dei 19 paesi e dell’Unione Europea che insieme rappresentano l’80% di tutte le emissioni di gas serra mondiali.
Calderon ha così parlato in apertura di ultima sessione del Forum: “L’attuale sistema di crediti di carbonio non dovrebbe scomparire, ma non rappresenta un meccanismo efficiente”, sottolineando come il mercato del carbonio “debba rispondere a un settore che vuole inquinare con un altro”, che ha progetti di compensazione o di riduzione delle emissioni.
Per il premier messicano ben più efficiente ed efficace sarebbe un fondo finanziato con i contributi di tutte le nazioni, che potrebbe essere gestito dalla Banca mondiale o qualche altro organismo multilaterale con l’obiettivo di rendersi disponibile al finanziamento di progetti in ogni paese del mondo.
“Avrà un quadro di una maggiore partecipazione a più parti, che si tradurrà in una più equa ed efficiente distribuzione dei fondi”, ha detto Calderon. Non si tratta dunque, tende a precisare il primo ministro, di “un atto di carità” nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, ma un sistema globale concepito per affrontare un problema globale, dove ogni nazione darebbe, in misura diversa un proprio contributo. “E ‘giunto il momento – ha concluso Calderon – di passare dai rimproveri reciproci ad un regime di responsabilità condivisa”.