• Articolo , 27 luglio 2010
  • Messico, per la popolazione un destino da profughi climatici?

  • Secondo una serie di “scenari di riscaldamento” una ricerca ha stimato che entro l’anno 2080, tra 1,4 milioni e 6,7 milioni di adulti messicani dovrebbe cercare di espatriare negli Stati Uniti

(Rinnovabili.it) – In un futuro neanche troppo lontano i cambiamenti climatici potrebbero spingere milioni di messicani a lasciare la propria terra e a rifugiarsi nei vicini Stati Uniti. Lo sostiene uno studio elaborato dalla Princeton University in cui gli autori tracciano una chiara connessione tra surriscaldamento globale e immigrazione. La relazione avvalora l’ipotesi che gli effetti di un clima sempre più caldo interesseranno e danneggeranno a tal punto le colture agricole da spingere, entro il 2080, fino a *oltre 6 milioni di messicani* ad abbandonare il paese. Nonostante si tratti di previsioni e dunque sia d’obbligo il periodo ipotetico, i dati sono preoccupati: inondazioni, siccità, tempeste si faranno sempre più intense e il settore agricolo ne pagherà lo scotto inducendo inevitabilmente alcuni lavoratori a trasferirsi.
Le stime variano a seconda dello scenario di riferimento da 1,4 a 6,7 milioni di abitanti, o in altri termini, dal 2% al 10 % della popolazione attuale di età compresa far i 15 e i 65. _”Il cambiamento climatico potrebbe causare migrazioni umane di massa, comprese quelle attraverso i confini internazionali”,_ afferma lo studio condotto da Michael Oppenheimer ed il suo team. La ricerca, che ha utilizzato le informazioni del censimento 1995-2005 e le statistiche sui dati climatici e le produzioni vegetali, sostiene che una riduzione del 10% delle rese agricole porterebbe un ulteriore 2% della popolazione ad espatriare. Gli esperti affermano che questi risultati sono rilevanti anche per altre regioni del mondo, dall’Africa all’Australia, aree per le quali squadra di Oppenheimer prevede che la migrazione diventi un “problema significativo”.