• Articolo , 5 maggio 2009
  • Michelangelo Marinelli è stato nominato presidente di Laborex

  • Società svizzera di investimento nata però per realizzare proprio sul territorio italiano impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle biomasse vegetali, nel 2008 Laborex è stata il primo importatore di olio di palma per usi energetici grazie alla sua joint venture in CEG (Calore Energia Gas). Proprio l’energia da […]

Società svizzera di investimento nata però per realizzare proprio sul territorio italiano impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle biomasse vegetali, nel 2008 Laborex è stata il primo importatore di olio di palma per usi energetici grazie alla sua joint venture in CEG (Calore Energia Gas).
Proprio l’energia da fonti rinnovabili è la più importante linea strategica di business di Michelangelo Marinelli, considerato tra i più impegnati player internazionali di questo mercato: il nuovo incarico, visto il suo consolidato rapporto con le principali municipalizzate straniere, rappresenta una tappa importante per un progressivo rientro in Italia.
Allora cerchiamo di capire meglio quale strategia, il 37enne emiliano Michelangelo Marinelli, stia pensando di portare avanti proprio adesso in questo tempo di crisi economica mondiale e nel quale il settore dell’energia e delle energie rinnovabili è fondamentale.
La scelta di avere un parere dal giovane ma già affermatissimo manager con una esperienza riconosciuta nell’investment banking – nonostante la nuova attività in Laborex continua infatti a gestire la branch dedicata all’energia di un fondo lussemburghese – non è casuale.
Avendo al suo attivo di manager gestionale numerosi e significativi investimenti nel settore eolico sia a livello europeo, in Germania e Grecia, sia a livello nazionale (per un totale di oltre 500 MW), Marinelli è un manager che unisce che unisce competenza finanziaria e competenza tecnologica e produttiva.
“Nell’ambito degli interventi infrastrutturali nel settore delle energie rinnovabili, credo che la ricerca di un’autonomia energetica abbia senz’altro un’efficacia sul posizionamento strategico del Sistema Paese che va oltre il mero risultato economico. Basti pensare alle recenti crisi internazionali. Al di là della positiva ricaduta ambientale, in ottica dinamica, la diversificazione degli investimenti nelle rinnovabili rappresenta una soluzione immediata per il raggiungimento a breve termine di un mix ideale di fonti energetiche che, tuttavia, nel lungo periodo non può prescindere dal nucleare. Proprio con Laborex poi ci occupiamo di selezionare le zone di interesse alla produzione di energie rinnovabili, eseguire una prima valutazione del sito, verificare le normative vigenti – Unitarie, Nazionali e Regionali che sovraintendono di volta in volta il settore – comprendere la disponibilità del suolo, progettare gli eventuali impianti, creare società di scopo, eseguire le procedure autorizzative e infine costuire e mettere in opera la centrale energetica, occupandosi inoltre della sua manutenzione e gestione operativa. Per sfruttare appieno le potenzialità di queste centrali infine Laborex abbina all’impianto di produzione energetica una rete di teleriscaldamento che permette alle utenze nelle vicinanze di utilizzare energia termica a basso costo”