• Articolo , 29 novembre 2007
  • Milano: mobilità sostenibile con metro e due ruote

  • La città ha bisogno di investire molto sulle infrastrutture per migliorare la mobilità dei suoi cittadini e da quest’anno sono molte le iniziative in questo senso, molte anche controverse e oggetto di polemica.

L’area lombarda è una delle zone di Italia con la maggior concentrazione di auto, nella sola Milano sono circa 700 ogni mille abitanti, che portano come conseguenza grandi problemi di inquinamento, ma anche la congestione dei sistemi viabili. Buona parte delle iniziative per la soluzione di questi problemi è finanziata direttamente dal Governo. Ad esempio, il Ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro ha firmato un accordo con Regione e Province interessate per la realizzazione di quattro macro progetti.
Il principale per investimento economico, e per questo anche il più controverso, è la nuova tangenziale est esterna (TEM). Un tratto autostradale di 33 chilometri collegherà la A1 a Melegnano con la A4 ad Agrate Brianza. Questa nuova tangenziale, secondo il progetto, dovrebbe alleggerire il traffico delle attuali tangenziali. Secondo i Verdi Regionali e il Comitato per La Mobilità Sostenibile, creatosi in seguito alla scelta di realizzare queste opere, la nuova tangenziale attirerebbe 70 mila nuove auto che non sarebbero quelle degli abitanti della zona, ma verrebbero dall’esterno, e il traffico collasserebbe presto nell’ingresso alla città di Milano. L’investimento previsto è di 1 miliardo e 742 milioni di euro a quanto dichiarato dalla Regione Lombardia.
Per il traffico nell’est milanese sono previsti anche altri interventi di viabilità, alternativi all’auto: tra i più importanti c’è la realizzazione di otto piste ciclabili, e il prolungamento della metropolitana M3 fino al Comune di Paullo e la M2 fino al Comune di Vimercate. L’ apertura dei cantieri è prevista per dicembre 2010 e il lavori dovrebbero concludersi in 4 anni.
Sempre a proposito di potenziamento della rete metropolitana, il ministro si sarebbe impegnato a finanziare anche il prolungamento della M1 fino a Monza Bettola e a trovare i fondi per realizzare la Metrotranvia che dovrebbe collegare la zona Parco Nord di Milano con i comuni limitrofi di Desio e Seregno.
È stato firmato anche l’accordo per l’autostrada Pedemontana Busto Arsizio- Dalmine, e per la realizzazione dell’ autostrada Milano Brescia e la Gronda Ferroviaria Est Seregno Bergamo, per le quali in tutto sarebbero stati stanziati 158 milioni di euro. Anche l’accessibilità alla Valtellina sarà migliorata, con la realizzazione degli attraversamenti viabilistici di Morbegno e Tirano dalla strada statale 36. La progettazione sarà affidata completamente alla Provincia. Ma tutto questo ha suscitato ugualmente una polemica che riguarda proprio gli investimenti per la mobilità alternativa all’auto, che, secondo i Consiglieri Verdi Lombardi, sarebbero troppo pochi, anche qualche cosa in questo senso si sta muovendo. Infatti durante la prima settimana di novembre sono partiti i cantieri per la realizzazione della nuova linea metropolitana M5, che collegherà la zona Garibaldi – Repubblica alla zona Fiera. Secondo il Comune la linea dovrebbe essere terminata entro il 2011, e dovrebbe interessare fino a 50 milioni di passeggeri che fino ad oggi si sono mossi con mezzi propri in città. Un’altra nuova linea, la M4, che dovrebbe collegare il quartiere Lorenteggio con la zona del Policlinico in Via Sforza, e che quindi attraverserà il centro città, dovrebbe essere anch’essa in procinto di partire. Se anche il secondo lotto del progetto riceverà parere positivo dal Cipe e i finanziamenti, la M4 potrà poi prolungarsi fino a Linate.
Non solo metropolitana, ma anche mobilità ciclabile. E a questo proposito nella prima Conferenza Nazionale della Bicicletta (9-11 novembre) l’Assessore alla Mobilità Edoardo Croci ha presentato al pubblico il nuovo Piano per la mobilità ciclistica milanese, frutto del lavoro coordinato di quattro assessorati, oltre ad un quadro di azioni denominato dal Comune Piano per la salute e l’ambiente, per incentivare l’uso del trasporto pubblico e dei mezzi che non inquinano.
Il Piano per la mobilità ciclabile prevede il miglioramento e il prolungamento di molte piste, ma anche segnaletica e organizzazione del traffico adeguate agli spostamenti in bici. La rete ciclabile milanese attualmente è di circa 67 km, con tratte che vanno dai 3 km a poche decine di metri, spesso frastagliate e rischiose perché intervallate da zone ad intenso traffico di auto, e per ora non sufficienti né sicure. Tra il 2008 e il 2011, secondo le stime comunali, dovrebbero essere raddoppiate.
Secondo il nuovo piano si dovrebbe articolare un sistema ciclabile e pedonale che si espande radialmente dal centro città, con itinerari di collegamento esterni che connettono questi raggi. Sarebbero anche previste strutture di sosta sicura e di manutenzione per le bici, con rastrelliere, punti di sosta custodita e di assistenza posizionati in nodi strategici. Si pensa anche a sistemi di accesso alla metropolitana con la bici.
Anche il bike sharing potrebbe essere una iniziativa vincente, e alcuni consiglieri del Comune di Milano hanno relazionato al Consiglio a proposito del sistema adottato dalla città di Lione, che sono andati a studiare insieme ai rappresentanti della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. La città di Lione ha attivato questa iniziativa nel 2005 ed è stata di gran successo e scarso costo, avendo supportato le spese attraverso minimi abbonamenti per gli utenti e sponsorizzazioni. Il sistema potrebbe essere studiato anche per Milano.
Una parte dei soldi che servono per questi interventi dovrebbero venire anche da chi continua ad usare l’auto, e dovrebbero servire anche come disincentivo all’utilizzo. In questi mesi si stanno discutendo sistemi di pagamento per gli ingressi in auto in città, e ricordiamo che da novembre è partita la sperimentazione per nuove aree di sosta regolamentata e a pagamento nel centro, che, secondo le stime, potrebbero ridurre il traffico forse fino al 10 %.