• Articolo , 7 dicembre 2009
  • Miliband: due settimane di incontri basteranno?

  • Nonostante ribadisca l’importanza del summit danese, il ministro britannico non è certo che dai negoziati si esca con un accordo definitivo

(Rinnovabili.it) – In occasione dell’apertura del vertice di Copenhagen Ed Miliband, ministro britannico per il Cambiamento Climatico, ha voluto ribadire il “messaggio”:http://www.rinnovabili.it/clima-video-appelli-per-sensibilizzare-800446 lanciato dal presidente dell’Ipcc Pachauri: non sottovalutare i rischi elencati dalla comunità scientifica in merito ai danni che potrebbero derivare dal cambiamento climatico.
Il riferimento è al ‘climagate’, lo scandalo delle mail sottratte dal server dell’Università inglese ‘East Anglia’ e poi pubblicate su internet per minare le certezze di quanti credono nei dati raccolti nel tempo dagli scienziati circa gli effetti dell’innalzamento della temperatura globale.
Miliband ha voluto sottolineare come il cambiamento climatico sia una diretta conseguenza della scellerata azione dell’uomo, un problema reale che va affrontato come suggerito dagli scienziati, che mettono da sempre in guardia circa i rischi che il Pianeta corre a causa dell’aumento della temperatura dovuto alla sempre maggiore concentrazione in atmosfera di CO2. Per questo vanno prese delle decisioni serie accompagnate da azioni politiche concrete definendo coloro che non si preoccupano del problema ‘clima’ degli “irresponsabili”.
Nonostante definisca la Conferenza di Copenhagen come uno degli eventi più importanti dopo la seconda guerra mondiale il ministro inglese non si illude e teme che le 2 settimane di incontri danesi non siano abbastanza per un accordo concreto e definito sulla questione climatica.