• Articolo , 15 settembre 2009
  • Minambiente: è la volta dell’accordo tra Pechino e Pirelli

  • Firmato l’intesa tra il ministero per la protezione ambientale cinese e la società italiana per la diffusione di tecnologie mirate all’abbattimento delle emissioni dei veicoli diesel

(Rinnovabili.it) – Va avanti il programma di cooperazione ambientale sino-italiano, avviato con successo nell’anno 2000, e dopo gli accordi annunciati ieri dal Ministro Stefania Prestigiacomo è oggi la volta di un’altra importante intesa a nuova conferma dell’apprezzamento delle eccellenze nostrane nel settore ambientale nella Repubblica Popolare.
Fulcro dell’accordo: l`abbattimento delle emissioni inquinanti prodotte dai motori diesel, un obiettivo che vede da un lato il nostro paese come fornitore di tecnologie all’avanguardia e dall’altro la Cina fruitore del know-how.
“Si tratta di un’occasione molto importante per affermare ulteriormente il know-how italiano nel settore ambientale in questo paese – ha affermato Prestigiacomo, presente alla firma dell’accordo, sottoscritto per il ministero dal direttore generale Corrado Clini – e rappresenta un’ulteriore prova dell’efficacia del programma di cooperazione ambientale che abbiamo cominciato a sviluppare dieci anni fa. Una vera e propria eccellenza per il nostro Paese, che esporta all`estero anche un programma di sviluppo sostenibile e di tutela dell`ambiente che può diventare un punto di riferimento per tutta la comunità internazionale”.
In tale contesto si colloca la firma tra Pirelli e la municipalità di Pechino, con la quale si da’ il via alla realizzazione di una fabbrica di filtri antiparticolato nel futuro polo industriale dello Shandong.
Il sistema filtrante sarà impiegato per gli autobus pubblici, dopo la conclusione positiva della fase di sperimentazione e sarà in grado di abbattere oltre il 90% delle emissioni di particolato dei motori diesel e del 50% quelle di biossido di azoto (NO2).
Tali dispositivi hanno il vantaggio di poter essere installati sui mezzi già in circolazione (retrofit), rappresentando pertanto una soluzione di immediata ed economica applicazione. “ Questo accordo – ha concluso il ministro – dimostra come le aziende italiane siano partner commerciali privilegiati anche delle istituzioni di questo paese, grazie anche alla funzione di volano che la nostra cooperazione ha saputo svolgere in favore di quelle imprese che vogliano investire qui i loro capitali e il loro know-how”.