• Articolo , 17 novembre 2009
  • Mini Design Award premia idee per l’aria di città

  • L’iniziativa che quest’anno giunge alla sua quinta edizione, si prefigge per questo nuovo appuntamento di sfruttare, tramite ingegnosi e creativi progetti, l’aria delle città per (ri)generare energia pulita.

(Rinnovabili.it) – La quinta edizione del “Mini Design Award 2009”:http://www.minidesignaward.it/area_stampa.aspx, manifestazione realizzata dal marchio Mini in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (IED), l’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) e il MINI Design, ha promosso attraverso la sua giuria i progetti di tre candidati al concorso “Il futuro della Città:l’ambiente. Aria nuova in città”. I designati vincitori avranno occasione di mettere in mostra le loro opere progettuali durante l’evento della mostra-premiazione che si svolgerà a partire dall’1 al 13 dicembre, presso la Triennale di Milano.
“City Speed Turbines”, “Blossom” e “poliPalo”, che ricoprono rispettivamente primo secondo e terzo posto, hanno messo in pratica elevate qualità tecnologiche applicate a proposte creative, pensate per sfruttare al meglio l’ambiente cittadino con la finalità primaria di produrre energia pulita.

* L’idea di Alessandra Rapaccini rappresenta un sistema costituito di turbine eoliche a margine di percorsi di mobilità le cui pale, grazie allo spostamento di masse d’aria causato dal passaggio di veicoli e mezzi di locomozione, vengono messe in funzione. Una volta immagazzinata l’energia, viene convertita in elettrica tramite alternatori e poi distribuita alla rete per l’illuminazione a basso consumo. L’innovativo disegno è stato proposto per i tratti di galleria di metropolitane, ferrovie e autostrade.

* “Spingere a consumare l’energia che la natura ci ha dato (e ci continua a dare) nel tentativo di restituirle qualche favore”, ha così esordito nel suo discorso Paola Schiattarella, per la presentazione della creazione “Blossom”. “Questa nasce – a suo dire – “dal desiderio di creare interazione e scambio tra l’aria e la città, una nuova interpretazione della fotosintesi, dove il processo si inverte ed è l’uomo a restituire alla natura un’aria migliore.” Nello specifico si tratta di un faro che imita e utilizza i processi organici di base della fotosintesi delle piante e che, attraverso un interpretazione delle diverse correnti di aria, mette in funzione le eliche delle turbine (legate a coppia su un determinato asse di rotazione come fossero petali) in grado di rilasciare successivamente energia. Quest’ultima, una volta raggiunto l’accumulatore, fornirà luce artificiale grazie ad una ‘piattaforma Led’ posta sul tubolare che la sostiene.

* “In ogni città, – ha spiegato Antigone Acconci realizzatore del progetto “poliPolo” – grande o piccola, a ogni latitudine, una foresta di segni verticali punteggia i marciapiedi. Cartelli, indicazioni stradali o pubblicitarie, semafori, illuminazione, telecamere, cestini, hanno funzioni che si rivolgono principalmente agli automobilisti. Concedono però metri di sviluppo verticale liberi per “portare” qualcos’altro, funzioni più lievi, di corollario, di supporto, di comfort per chi vive la città a piedi o in bici, per la quotidianità del quartiere”. Per tanto il disegno di Acconci, arrivato terzo sul podio, ha la funzionalità di sfruttare elementi preesistenti nell’ambiente urbano e adattare loro il “poliPalo”, una sorta di strumento standard che si aggancia facilmente ad ogni tipologia di struttura che acquisirà cosi caratteristiche polifunzionali.