• Articolo , 17 febbraio 2010
  • Ministri dell’Ambiente a Bali per parlare di rifiuti

  • Conto alla rovescia per l’11sima Sessione Speciale del Consiglio direttivo dell’Unep e del Forum dei ministri dell’Ambiente, che si terrà in Indonesia a partire da 21 febbraio

(Rinnovabili.it) – Il 21 e 26 febbraio 2010, oltre un centinaio di ministri dell’Ambiente, rappresentanti della società civile, esperti e ambientalisti d’alto profilo si riuniranno a Bali sotto l’egida “dell’Unep”:http://www.unep.org/gc/gcss-xi/ per il più grande raduno mondiale dedicato al tema ambientale dopo Copenhagen.
E per la prima volta si terranno, simultaneamente all’evento principale, meeting straordinari delle Conferenze delle Parti della Convenzione di Basilea, Rotterdam e Stoccolma, nello sforzo di rafforzare le sinergie su questi tre trattati che ricordiamo sono dedicati rispettivamente al tema del controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi, della procedura del consenso informato a priori per alcuni prodotti chimici e degli inquinanti organici persistenti. In una partenza storica per il sistema internazionale di governance ambientale, le Parti delle Convenzioni di Basilea, Rotterdam e Stoccolma prenderanno in considerazione l’adozione di una serie di decisioni radicali nell’intento di connettere i propri sforzi, pur continuando a rispettare la propria autonomia giuridica.
“Lavorando in sincronia, le convenzioni rafforzeranno l’impegno internazionale per la gestione dei prodotti chimici e dei rifiuti”, ha dichiarato Donald Cooper, co-segretario esecutivo della Convenzione di Rotterdam e segretario esecutivo della Convenzione di Stoccolma.
Per aumentare l’efficacia delle convenzioni e ottimizzare i costi, le raccomandazioni propongono di unire alcuni servizi amministrativi, segnatamente giuridici e finanziari.
L’approccio sinergico supporterebbe anche l’applicazione del concetto di “ciclo di vita” nella gestione dei prodotti chimici e dei rifiuti.
Tra gli impegni in agenda per questa sessione parallela anche il raggiuingiomento di un accordo che permetta l’entrata in vigore in tutto il mondo della decisione già presa nel 1995 di vietare le esportazioni di rifiuti pericolosi da Paesi dell’OCSE verso Paesi non appartenenti all’OCSE.