• Articolo , 2 dicembre 2009
  • MINT, l’atterraggio produrrà meno CO2?

  • Il progetto MINT dimostra che esiste la possibilità di ridurre il quantitativo di CO2 prodotto nelle fasi di atterraggio degli aerei attraverso l’uso di innovativi sistemi di gestione del volo che ne ottimizzano i consumi

(Rinnovabili.it) – L’ “Atlantic Interoperability Initiative to Reduce Emissions” (AIRE), l’iniziativa che mira alla collaborazione atlantica per ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera derivanti dal trasporto aereo, è nata dall’accordo tra la Commissione Europea e la Federal Aviation Administration (FAA) per dare vita all’ambizioso Progetto MINT (Minimum CO2 in Terminal Manoeuvring Area).
Lo scopo primario del MINT è riuscire a contenere la produzione dei gas serra attraverso la gestione del trasporto aereo e, utilizzando tecnologie ad hoc, provvedere anche a migliorare le diverse fasi di volo degli aerei, tra cui quella d’atterraggio, minimizzando le emissioni nocive.
In tutto sono dieci i test effettuati finora dall’Airbus A321 di Novair, utilizzato per le sperimentazioni nell’aeroporto Arlanda di Stoccolma, che ha inaugurato il suo primo volo-prova lo scorso 16 giugno utilizzando, oltre al GPS, il sistema di gestione di volo denominato ‘Required Navigation Performance’ in grado di informare sulle condizioni atmosferiche, come ad esempio l’intensità del vento, per meglio stabilire una ottimale traiettoria di atterraggio.
Le innovative operazioni di volo condurrebbero non solo ad un effettivo calo di produzione di CO2, ma anche ad una significativa diminuzione dell’inquinamento acustico degli aeromobili.
Dallo studio approfondito delle correnti d’aria, calcolate al fine di agevolare gli aerei nella loro fase di discesa e dall’efficientamento dei tempi previsti per l’atterraggio, congiuntamente alla possibilità di diminuire le attività di “Path-stretching”, ossia il controllo del traffico aereo, è stato stimato che i velivoli potrebbero arrivare a risparmiare mediamente 145 Kg di carburante.