• Articolo , 19 giugno 2009
  • Mobilità Sostenibile”, convegno organizzato dalla Uil

  • Amato: «Si è fatto pochissimo per i trasporti a Messina, un’alternativa da valutare è quella del porto di Giammoro». Palazzo risponde alle critiche mosse a Rfi nei giorni scorsi

Si è parlato di “Mobilità Sostenibile” nel convegno organizzato oggi da Uil e Uil Trasporti svoltosi nel salone degli Specchi della Provincia. «Un convegno – afferma Giuseppe Lotronto, segretario Provinciale di Uil Trasporti – che nasce dall’esigenza di far confrontare Messina con un transito sul suo territorio enorme: I dati dell’autorità Portuale fanno emergere un traffico, nel 2006, di 7 milioni 330 mila tonnellate di merci su container e gommato, trasportate attraverso lo Stretto. 10% in piu’ di passeggeri rispetto l’anno precedente a cui vanno aggiunte 10 milioni di autovetture che annualmente transitano per la nostra città».
Numeri che hanno bisogno di un conforto infrastrutturale secondo Costantino Amato segretario generale Uil Messina, che passa in rassegna tutti i mali della nostra città ed individua nella realizzazione del porto commerciale di Giammoro l’opera necessaria per il futuro di Messina. «Il servizio pubblico è pressocchè inesistente, la linea tranviaria non ha dato particolari vantaggi e ha addirittura creato problemi costituendo una barriera di ferro che impedisce la fruizione della cortina del porto. La chiusura al gommato della Rada San Francesco e il dirottamento a Tremestieri non sono provvedimenti che possono considerarsi lungimiranti. L’unica alternativa per la Uil è Giammoro, dunque: un’interfaccia naturale del porto di Gioia Tauro che comprende un’area che pen si presta alla realizzazione di un porto commerciale presso cui far confluire anche il traffico pesante proveniente da Milazzo».
In ottica-trasporti, non si poteva non parlare della questione Rfi, sopratutto per la presenza dell’ing. Filippo Palazzo, Direttore Compartimentale Movimento Rfi di Palermo, che risponde alle accuse di “disinteresse” da parte delle ferrovie nei confronti di Messina che hanno fatto gridare alla “beffa” le organizzazioni sindacali dopo le rassicurazioni del ministro Matteoli: «la situazione è stata posta in maniera errata – afferma Palazzo. Rfi ha espresso e confermato l’interesse verso l’area dello Stretto, lasciando la terza nave a Messina. Tale nave (che è stata etichettata di “riserva” dai sindacati, essendo di fatto ferma e con un equipaggio minimo a bordo, ndr) non ha la possibilità di viaggiare semplicemente perchè non vi sono i treni di TrenItalia ed è ovvio che una nave non può partire “a vuoto”».
(Antonclaudio Pepe)