• Articolo , 2 febbraio 2009
  • Mobilità sostenibile: la Comunità Europea si mette a lavoro

  • La Commissione Europea si propone di avviare l’iter di una direttiva mirata alla promozione e sviluppo di una mobilità più sostenibile. Attaccata su tutti i fronti, quello infrastrutturale, quello economico e quello sociale, il settore si appresta ad affrontare una vera rivoluzione

Car-sharing, carpooling e telelavoro sono solo alcuni degli argomenti presi in considerazione dalla Commissione Europea in merito alla direttiva prevista entro il 2009 per una mobilità urbana sostenibile. L’intenzione è quello di definire una direttiva che supporti le autorità pubbliche nel miglioramento della qualità urbana. Supporto anche nella promozione di trasporti ‘intelligenti’, sostenendo economicamente azioni dimostrative delle tecnologie innovative e delle misure volte a promuovere veicoli più puliti, una migliore gestione della rete e del sistema di trasporto pubblico, contribuendo al finanziamento di progetti pilota e di studi oltre che il trasferimento informativo di casi di eccellenza. La Commissione pertanto si sta concentrando ad individuare le aree di interesse nelle quali convogliare sforzi e finanziamenti per la promozione di una mobilità sostenibile, che vede come primo punto di intervento l’incoraggiamento verso forme più verdi di spostamento, ovvero a piedi e in bicicletta. Ed è proprio in quest’ottica che si promuoveranno interventi sull’organizzazione delle reti urbane di trasporto al fine di garantire sicurezza a tutti coloro che volessero attuare questa scelta. Infatti, oggi un incidente mortale su tre si verifica in zona urbana e le vittime purtroppo sono proprio i soggetti più come pedoni e ciclisti.
Per quanto riguarda invece interventi, per così dire, più invasivi l’obiettivo è quello di portare i cittadini a preferire uno stile di vita più indipendente dall’auto verso nuove soluzioni come il car-sharing, ovvero la condivisione dell’auto o il suo uso in comune come il carpooling.
Non solo, dall’esperienza riuscita di Barcellona in cui si è verificata una concreta attenuazione della pressione del traffico, rientrano tra le diverse opzioni i sistemi di trasporto intelligenti, gli STI, basati su una pianificazione strategica e ottimale dei percorsi, su una migliore regolazione del traffico e su una più agevole gestione della domanda. Tali sistemi verranno anche adattati al settore del trasporto merci.

Considerata anche l’alternativa della ‘mobilità virtuale’ come telelavoro e teleacquisti, in modo tale da ridurre gli spostamenti per tutti quei lavoratori che possono lavorare indifferentemente anche da casa, e quella dei parcheggi di scambio, quella dell’introduzione e del consolidamento di sistemi di pedaggio urbano, come quelli di Londra e Stoccolma, che hanno prodotto un impatto positivo sulla densità del traffico. Alla base di tutto ciò però vi è sempre la convinzione e la necessità di incentivare il mercato di veicoli meno inquinanti e a basso consumo energetico, magari attraverso appalti pubblici “ecologici” mirati a premiare le proposte più innovative sul piano dell’abbattimento di emissioni e consumi.
Dal punto di vista sociale, è stata presa in considerazione anche l’introduzione di una “guida ecologica” il cui scopo sia quello di promuovere stili di guida meno dispendiosi di energia e di diffondere il ricorso ai supporti elettronici per i guidatori, che potrebbero migliorare il comportamento al volante. La direttiva punterà pertanto all’obiettivo della mobilità sostenibile attaccando lo stato attuale della mobilità europea su diversi fronti attuando una vera e propria rivoluzione nel modo di gestire, usare e concepire il sistema dei trasporti.