• Articolo , 11 luglio 2008
  • Modena e Reggio amici dell’ambiente

  • Un ente locale che si preoccupa di acquistare materiali a basso impatto ambientale, un territorio che coinvolge le scuole nella raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. Reggio Emilia e Modena portano a casa due tributi “verdi” in occasione della presentazione a Roma dell’edizione 2008 di “Comuni ricicloni”, l’iniziativa di Legambiente per il monitoraggio capillare della […]

Un ente locale che si preoccupa di acquistare materiali a basso impatto ambientale, un territorio che coinvolge le scuole nella raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. Reggio Emilia e Modena portano a casa due tributi “verdi” in occasione della presentazione a Roma dell’edizione 2008 di “Comuni ricicloni”, l’iniziativa di Legambiente per il monitoraggio capillare della raccolta differenziata negli enti locali, al via anche in Emilia-Romagna. Le scuole della provincia modenese smaltiscono divertendosi con Mister Tred. La campagna di Consorzio Concerto su incarico della Provincia di Modena ha coinvolto più di 25mila studenti di 121 scuole in una gara di raccolta differenziata. Per tre giorni consecutivi, una mini stazione ecologica collocata all’interno delle scuole ha consentito a studenti di materne, elementari e medie di conferire il maggior numero possibile di RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) in una incalzante ed educativa competizione per l’ambiente. Patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione di Hera Modena, Aimag e Geovest e con il contributo di Tetra Pak, Comieco, Corepla e Cial, Mister Tred ha premiato i vincitori della virtuosa competizione che ha permesso la raccolta di più di 40mila kg di rifiuti elettronici di provenienza domestica o scolastica. Ma una giusta segnalazione arriva anche al Comune di Reggio Emilia per la politica degli acquisti verdi, il Green Public Procurement. Ecco quindi un ente locale che si impegna per utilizzare prodotti con ridotto impatto ambientale su tutto il ciclo di vita, dalla produzione (puntando a contrarre i costi di energia e materie prime) allo smaltimento (privilegiando ciò che dura di più, che più facilmente si presta al riutilizzo, che comunque comporta meno rifiuti), passando attraverso un consumo a basso grado di emissioni. Arredi, pannelli, carta, frigoriferi, fotocopiatrici, e tanti altri “beni e servizi” rispondenti a criteri di sostenibilità, e già a partire dal 2004 con il progetto “Reggio acquista Verde”. Criteri come l’utilizzo di materiale riciclato, l’assenza di sostanze tossiche, i bassi consumi. Una menzione che arriva per gli sforzi compiuti in un ambito gestionale rispetto al quale spesso gli enti locali si mostrano sordi, come per esempio per quel che riguarda il decreto ministeriale 203 del maggio 2003, che stabilisce che enti pubblici e società a prevalente capitale pubblico coprano almeno il 30% del fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato. Senza tener conto del fatto che la legge si inserisce in una cornice di riferimento a respiro internazionale: il Plan of Implementation dell´ONU sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg, 2002
, il VI° Programma di azione per l´Ambiente della Comunità Europea 2001-2010, la Strategia d´Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia approvata dal CIPE nel 2002. Nel corso dell’appuntamento, Legambiente ha annunciato l’avvio di “Comuni ricicloni” in Emilia-Romagna. Parte così il monitoraggio sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata destinata al riciclaggio, segnalando le performance qualitative e quantitative. Con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Conai, l’iniziativa ha il supporto dell’Ecosportello rifiuti nazionale e la collaborazione dell’Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani. Una campagna a tappeto, con ben 341 Comuni interpellati sul tema attraverso un apposito questionario.