• Articolo , 1 aprile 2009
  • Molise ed energie alternative

  • Il Ministero dell’ambiente punta sulle fonti rinnovabili per ovviare alla dipendenza energetica nazionale. Quindi, avanti con il fotovoltaico, con le biomasse e con gli incentivi per chi voglia recuperare dai rifiuti la componente di origine biologica che resta sempre presente. Ciò posto, tocca ai cittadini, alle imprese ed alla Pubblica amministrazione adoperarsi per fare lievitare […]

Il Ministero dell’ambiente punta sulle fonti rinnovabili per ovviare alla dipendenza energetica nazionale. Quindi, avanti con il fotovoltaico, con le biomasse e con gli incentivi per chi voglia recuperare dai rifiuti la componente di origine biologica che resta sempre presente.
Ciò posto, tocca ai cittadini, alle imprese ed alla Pubblica amministrazione adoperarsi per fare lievitare l’efficienza energetica degli edifici. Allora, vogliamo vedere come si sono atteggiati, in questa prima fase, il Molise ed i suoi operatori nei confronti delle tante offerte che il mercato sta prospettando?
Il Ministero dell’Ambiente e quello della tutela del territorio e del mare hanno progettato di introdurre il sole negli enti pubblici ed a scuola con bandi mirati, indirizzati esclusivamente a chi sia interessato. Per quanto riguarda la possibilità di realizzare impianti solari termici su edifici pubblici per la produzione di calore a bassa temperatura, finanziabili nella misura del 50% dei costi ammissibili, le domande presentate in Molise sono state appena il 2,1% contro il 16% della Calabria, il 9,7% dell’Abruzzo ed il 9,4% della Toscana. A chiedere meno della ventesima regione, sono state la Basilicata (0,6%), la Campania (1,8%) e la Puglia (0,9%). Le risorse stanziate in questo campo sono 10.334.422 euro, integrate da altri due milioni a valere sui fondi assegnati al Ministero dell’Ambiente
Per quanto riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle strutture scolastiche, il Molise si è visto ammettere un solo progetto contro i 72 della Sicilia ed i 59 della Puglia. Stavolta gli interventi vengono finanziati nella misura del 100% dei costi ammissibili e l’intenzione sarebbe quella di realizzare un migliaio di impianti. Recentemente, la dotazione finanziaria iniziale è stata integrata con ulteriori 5 milioni di euro.
Per quanto concerne l’impiego di lampade a basso consumo negli istituti scolastici di II grado, la Provincia di Campobasso ha ritenuto di dovere accelerare sulla strada del risparmio energetico, adottando un provvedimento con cui si prevede di conseguire ricadute economiche non trascurabili. In pratica, a via Roma hanno deciso di sostituire i corpi illuminanti ad alto consumo, oggi in uso, con lampade ad alto risparmio energetico. Per di più, negli indirizzi fissati dalla Giunta, è stato previsto l’utilizzo del fotovoltaico, tant’è che già sui tetti dell’ITIS di Termoli e su quelli del nuovo complesso scolastico di Bojano sono stati attivati impianti di questo tipo per una potenza di 15 e di 17 KW. Pure il costruendo edificio, sede futura della Provincia, posto alle spalle di Palazzo Magno, verrà realizzato secondo le più avanzate norme sul miglioramento dell’efficienza energetica.
Per quanto concerne, il fotovoltaico nell’architettura (un bando rivolto soltanto ai Comuni capiluogo di provincia nonché alle Province, alle Università statali ed agli enti pubblici di ricerca), la patria di Cuoco non ha inoltrato ancora alcuna istanza contro le 12 dell’Abruzzo e le 8 della Toscana e dell’Emilia-Romagna. Questa volta gli interventi incentivati erano finanziabili nella misura massima del 50% dei costi ammissibili e le risorse stanziate ammontavano complessivamente a 3.628.599 euro.
Nessuna richiesta è stata avanzata dal Molise pure per quanto concerne il bando che disciplina (e detta) le procedure per la richiesta della concessione e per l’erogazione del contributo pubblico afferente le fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile nelle aree naturali protette. Però stavolta non si è trattato di una dimenticanza quanto piuttosto del fatto che il bando pubblico concerne esclusivamente gli enti gestori dei parchi nazionali, regionali e delle aree marine protette.
Il bando relativo alle fonti rinnovabili per le piccole e per le medie imprese (quasi 26 milioni di euro di stanziamento) ha visto pervenire 1.122 domande, di cui 12 molisane (11 per il fotovoltaico ed 1 per il solare termico).
Sono invece 14 quelle presentate dalla ventesima regione per la corresponsione di contributi in conto capitale per il finanziamento di analisi di attività energetiche mirate alla definizione del potenziale risparmio energetico negli edifici del settore terziario e della Pubblica amministrazione. Il bando è stato rivolto alle aziende distributrici di energia elettrica ed alle società che operano nel settore dei servizi energetici, accreditate presso l’Autority di settore. Le risorse stanziate ammontano ad 1.500.000 euro e le istanze pervenute sono state 139.
Pure nel settore carcerario, il Molise si è rivelato inesistente. Nel 2001, i Ministeri della Giustizia e quello dell’Ambiente avevano sottoscritto un protocollo concernente l’attuazione di un programma di solarizzazione degli istituti penitenziari italiani attraverso la realizzazione di 5mila mq termici per la produzione di calore a bassa temperatura, in particolare per la produzione di acqua calda sanitaria. Le carceri prescelte sono state 15 (per un impegno di 774.685 euro), ma nessuna delle tre strutture molisane (CB, IS e Larino) è in elenco.
Ma è meglio il termico o il fotovoltaico? La verità è che di certe cose si parla tanto senza avere le idee chiare. I due termini sono diversi: il solare termico è un sistema che, attraverso pannelli posti quasi sempre sul tetto degli edifici, usa la radiazione solare per riscaldare l’acqua conservata in un serbatoio di accumulo, utile per lavarci e per riscaldare gli ambienti attraverso i relativi impianti. In genere, un pannello di un mq è sufficiente a portare a 40° 60-150 lt d’acqua. Di contro, il fotovoltaico è più eclettico perché trasforma l’energia solare direttamente in energia elettrica. Con essa è possibile illuminare ambienti e far funzionare gli elettrodomestici. Mentre il solare termico gode della detrazione fiscale del 55%, il fotovoltaico fruisce del cosiddetto conto-energia; vale a dire che, se si produce più di quanto si consuma, è possibile rivendere il surplus al gestore della rete. Il fatto è che, almeno per il momento, l’installazione resta abbastanza onerosa.
(Claudio de Luca)