• Articolo , 7 luglio 2008
  • Molise stretta sulle rinnovabili. Chiamata in causa la Corte Costituzionale?

  • Questo vorrebbero ANEV, APER e Legambiente, giudicando eccessivamente restrittivi i vincoli imposti dalla normativa molisana, che ostacolano così lo sviluppo delle fonti rinnovabili

Le associazioni per le energie da fonti rinnovabili, dell’energia eolica e Legambiente, hanno inviato una lettera ai ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e alla Presidenza del Consiglio, nella quale chiedono che sia impugnata, per difetto di costituzionalità, la normativa del Molise (n°15-21/05/08) che regola l’impianto di strutture fotovoltaiche ed eoliche entro i confini della regione stessa.
“Lo Stato italiano – recita la missiva – è impegnato a promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel proprio territorio; in questa strategia svolgono un ruolo centrale il solare fotovoltaico e l’eolico – e continua – L’Italia, che evidenzia un ritardo nella diffusione di solare ed eolico in ambito europeo, ha promosso specifici incentivi che rendono competitivo l’investimento. È evidente – conclude la lettera delle Associazioni – che un tassello indispensabile per la realizzazione degli obiettivi nazionali per la diffusione delle fonti rinnovabili sta nella possibilità che gli impianti incontrino nelle diverse Regioni, a cui spettano i poteri autorizzatori, procedure che non ne ostacolino oltremodo la diffusione”.
Questa legge “…contrasta a nostro avviso con questa prospettiva. Fa divieto di realizzare impianti eolici e fotovoltaici in ampie zone e senza alcuna distinzione (parchi e aree preparco, ZPS e SIC, l’intera area della “Valle del Tammaro”, ecc.). Per il fotovoltaico inoltre sono vietati impianti per 1,5 chilometri dalla linea di costa, 1 km da fiumi, laghi e dighe artificiali. Per l’eolico questi divieti sono ancora più estesi per quanto riguarda la distanza dalla costa, 5 km, e rimangono identici per distanze da fiumi, laghi e dighe artificiali”.
Insomma le eccessive restrizioni allo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili potrebbero portare anche a ritardi nelle tappe fissate dalla UE e che l’Italia deve rispettare.
“Analoghi limiti sono fissati per la distanza da strade e autostrade (100 e 200 metri) quando in tutta Europa è intorno alle infrastrutture viarie che si stanno portando avanti sperimentazioni per l’integrazione del fotovoltaico e anche in alcune esperienze dell’eolico” insistono le associazioni sull’eolico per vietare addirittura gli impianti off-shore (che non spetterebbe alla Regione approvare) si vietano “anche per le opere connesse ricadenti sul territorio regionale”, bloccando di fatto qualsiasi connessione con la terraferma non consentendo quindi la realizzazione dell’eolico off-shore.
Continua poi la lettera: “Alcuni punti della Legge regionale appaiono in evidente contrasto sia con il Dlgs 387/2003 in materia di fonti energetiche rinnovabili – fanno notare ANEV, APER e Legambiente – e sollevano questioni di legittimità costituzionale sia rispetto alla competenza statale in materia di ambiente che alla ragionevolezza di vincoli tanto restrittivi che precludono la possibilità di adempiere a obblighi ambientali imposti da trattati internazionali sottoscritti dall’Italia”.