• Articolo , 11 novembre 2008
  • Mores, l’energia pulita avanza tra polemiche e burocrazia

  • di Vannalisa Manca Un anno fa, il sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall’uso del sole, l’energia fotovoltaica. Il progetto per Mores “città del sole” procede. Dopo aver indetto un concorso di progettazione, svoltosi all’inizio del 2008 e prolungato da lungaggini […]

di Vannalisa Manca
Un anno fa, il sindaco Pasquino Porcu aveva annunciato di voler sposare la causa delle forme di energia alternativa, ed in particolare quella derivante dall’uso del sole, l’energia fotovoltaica. Il progetto per Mores “città del sole” procede. Dopo aver indetto un concorso di progettazione, svoltosi all’inizio del 2008 e prolungato da lungaggini di tipo burocratico, l’a mministrazione comunale di Mores sta predisponendo in questi giorni le carte per uno studio di fattibilità che verrà presentato ai partner istituzionali, in modo da poter accedere alle linee di finanziamento dedicate.
«È un lavoro enorme, che richiede buona volontà e una fiducia incrollabile nelle proprie idee», ha detto il sindaco Porcu, sottolineando che «la burocrazia è una macchina che molto spesso fa morire i progetti per le lungaggini cui sottopone ogni più piccolo aspetto, rivelando nuove barriere ad ogni passo che viene compiuto. Solo la perseveranza e l’impegno, unite alla certezza di fare qualcosa di innovativo e fondamentale per la comunità ci hanno consentito di andare avanti senza il minimo tentennamento».
In realtà, Pasquino Porcu, perseveranza mostra di averne parecchia, anche perchè di tanto in tanto ai suoi uffici arriva qualche interrogazione di Domenico Serra, primo firmatario di interpellanze della minoranza sul tema del fotovoltaico.
Serra, che di Mores è stato sindaco per 17 anni, si rivolge a Porcu quale «sindaco pro tempore», stavolta in particolare per «conoscere le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a convocare l’impresa progettista (lo studio dell’architetto Federico Bargone – Capogruppo, ndc.) vincitrice del concorso in concomitanza con altre imprese non vincitrici»; e, ancora, i consiglieri comunali Serra, Matteo Demartis, Luigi Pinna e Giovanni Serra, chiedono di sapere «se e quando è avvenuta la cerimonia di premiazione dell’impresa vincitrice» e «di convocare i progettisti vincitori presso il consiglio comunale per poter lo stesso consiglio espletare il proprio compito di conoscenza e valutazione».
Andiamo con ordine. Dopo aver incassato l’appoggio della Regione, il sindaco ha intrapreso le azioni necessarie per poter preparare il terreno alla centrale fotovoltaica, «cui verrà annesso – precisa – un centro studi sperimentale sulle energie alternative, che ha destato la meraviglia e l’interesse di attori pubblici e privati. Molte imprese private si sono già proposte per la costruzione e la gestione degli impianti, dimostrando la propria volontà di impiantare nel territorio di Mores anche degli insediamenti di produzione, assemblaggio e formazione». Il sindaco ha rimandato all’� appalto pubblico per la costruzione degli impianti: «Ho ricordato a tutti che si tratta di un’opera pubblica al servizio dei cittadini, che deve essere realizzata al meglio per le possibilità che fornirà alla comunità morese».
La Bargone – lo studio di progettazione di cui si è detto – è infatti vincitrice non dell’appalto che ancora deve essere bandito, ma del concorso di idee che era stato indetto dall’amministrazione per trovare il miglior progetto da realizzare. Al secondo e terzo studio classificati, era stata aggiudicata una menzione, come previsto dal bando. Da qui, la procedura di convocare la vincitrice e le due escluse ma comunque meritevoli di riconoscimento (è la risposta a Serra). Nessuna cerimonia, dicono in Comune, semplicemente una normale procedura. Menzione a parte, il secondo studio classificato, ha presentato ricorso al Tar. Il Comune ha pertanto cercato di capire e dirimere la controversia. Riuscendo nell’intento, evidentemente, visto che dopo alcuni mesi il ricorso è stato ritirato. Ma su questo Serra continua a nutrire dubbi e ad accendere il fuoco sulla questione. Nel frattempo, dalla città di Friburgo, leader nell’uso delle energie alternative, arriva la disponibilità per seguire da vicino l’evolversi del progetto Solatia. Friburgo ha infatti offerto al sindaco la propria collaborazione nella preparazione dei tecnici una volta che sarà completato il centro studi, offrendosi di tenere corsi di aggiornamento e di specializzazione attraverso gli esperti che lavorano per il centro di ricerca sulle energie alternative creato dalle Nazioni Unite ed installato proprio nella città tedesca.
A sei mesi dalla mostra dei progetti, in cui venivano per la prima volta esposte le tavole delle idee progettuali del gruppo vincitore, con capogruppo Federico Bargone, «il progetto di Mores – dice Pasquino Porcu – è più vivo ed attivo che mai. La creazione di un “modello vincente” mantiene tutta la sua importanza e l’o riginalità del progetto continua a mietere consensi dovunque, soprattutto all’estero ed in quelle aree dove l’innovazione e la tutela del paesaggio e del territorio rivestono una importanza fondamentale».
Porcu sperava di mettere la prima pietra del progetto entro quest’a nno, ma deve arrendersi ai tempi più lunghi. Si deve predisporre il bando («che dovrà essere chiarissimo») nel rispetto del piano paesaggistico regionale, dell’impatto ambientale; rientrare, insomma, in tutte le normative di legge. Un progetto che ha bisogno di finanziamenti, ma Porcu non ha dubbi avendo già incassato il placet della Regione e l’interessamento della Ue. Così, le cave dismesse potranno rinascere con la luce del sole.