• Articolo , 22 dicembre 2010
  • Motore ibrido: Piemonte, Politecnico e Fiat all’avanguardia nella ricerca

  • Realizzare un motopropulsore innovativo in grado di assicurare risparmio energetico e di CO2. Il progetto condotto dalla Powertrain Research & Technology e dal Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’ateneo torinese si aggiudica il finanziamento della Regione

(Rinnovabili.it) – La divisione Powertrain Research & Technology del Centro ricerche della Fiat aveva cominciato ad affilare le proprie armi fin dal 2008. Ora il progetto di motore ibrido adatto a piccole vetture da città in grado di massimizzare il potenziale risparmio energetico e la tutela ambientale ha una marcia in più. Ieri, infatti, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Piemonte, Massimo Giordano, ha firmato un accordo di finanziamento con il Centro che permetterà di veder concretizzato lo sviluppo di un motopropulsore a trasmissione ibrida per le city cars.
Il progetto, realizzato della casa automobilistica con il supporto del Politecnico di Torino, è dedicato alla messa a punto di un concept di motopropulsore termico-elettrico, in un package compatto e leggero, con l’obiettivo di verificarne il potenziale tecnico ed economico per una possibile applicazione a livello industriale. Le tecnologie di base sono quelle sviluppate Fiat Powertrain Technologies: un motore bicilindrico TwinAir (vincitore del premio Premio Technobest 2010) e il cambio a doppia frizione a secco DDCT. Il sistema prevede l’utilizzo di batterie a ioni di Litio, raffreddate ad aria, in due versioni: una per funzionamento in modalità di puro ibrido (HEV) ed una dedicata ad un funzionamento con ricarica da rete (PHEV o plug-in) con un’adeguata autonomia in elettrico.
“Un motore ibrido innovativo, economico, rispettoso dei consumi e dell’ambiente, – ha dichiarato soddisfatto Giordano – frutto della ricerca Fiat e del supporto congiunto di Regione e Politecnico. E’ la scelta di un Piemonte all’avanguardia nel campo dell’innovazione e della competitività, che può garantire anche un importante futuro occupazionale”. In attesa di vedere i primi prototipi circolare su strada i primi calcoli “ambientali”: il sistema dovrebbe assicurare un taglio delle emissioni di biossido di carbonio del 30% nel ciclo urbano.