• Articolo , 31 marzo 2009
  • Mozione Dell’Utri, Nania e Bortone contro pacchetto “20-20-20” e Kyoto

  • Nella maggioranza dopo l’opzione nucleare, si prende posizione contro il pacchetto “20-20-20” della Ue e gli accordi di Kyoto

La nostra news di ieri (“Queli che non ci credono”:http://www.rinnovabili.it/ecco-quelli-che-non-ci-credono-530154) che elencava alcuni personaggi, da politici a scienziati, scettici o addirittura contrari riguardo alle teorie del “global warming” e del “climate change” ha avuto del profetico.
Che ci fosse un posizione poco convinta del governo sui provvedimenti contro l’inquinamento, il “global warming” e il “climate change” si era già intuito a dicembre scorso, quando l’Italia aveva dato battaglia alle misure che la Commissione Europea voleva adottare in tema di clima-energia. Ma allora la motivazione addotta riguardava il costo delle misure da adottare e la ripartizione dell’onere tra i vari paesi membri dell’Ue.
Oggi tre esponenti del governo hanno presentato una mozione che critica nel merito le misure internazionalmente accettate in materia di riscaldamento globale e di cambiamenti climatici.
Infatti Dell’Utri, Nania e Poli Bortone hanno firmato una mozione che sarà discussa giovedì in parlamento.
E’ la prima volta che viene mosso un attacco esplicito e ufficiale alle direttive europee del pacchetto clima-energia e agli accordi del Protocollo di Kyoto.
Nel testo si critica tutti coloro che danno “_per scontata l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenica_ ”
Così enuncia il testo che verrà discusso in Senato “_Se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici_”.
Si legge inoltre “_Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca_”.
L’opposizione risponde con un commento del capogruppo PD in Commissione Ambiente. “Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici – controbatte Roberto della Seta – e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica”.
Sempre oggi, su questo tema vogliamo segnalare la pubblicazione su “Il Sole 24 Ore” di un articolo molto completo e chiarificatore (“Energia: come l’Italia può diventare più ricca e sostenibile”:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/risparmio-energetico/frontiere/nuove-energie-futuro-possibile.shtml?uuid=504c3b96-1de9-11de-b649-e38bead96d2b&DocRulesView=Libero) a firma di Giuseppe Caravita, sulla questione del riscaldamento climatico e del cambiamento del clima, che farà porre più di un interrogativo su una mozione così controcorrente e che, a prima vista, snobba le
realtà della ricerca internazionale.