• Articolo , 23 aprile 2008
  • Nasce il laboratorio sino-italiano sulle rinnovabili

  • Firmato da Luigi Paganetto un memorandum d’intesa per la creazione di un laboratorio congiunto tra ENEA e centri di ricerca cinesi, con la collaborazione dei rappresentanti della ricerca industriale dei due Paesi

L’interesse della Cina a collaborare con l’ENEA sul fronte della ricerca tecnologica per lo sviluppo delle rinnovabili non è nuovo. Già il 30 marzo del 2006 era stato firmato un Accordo Quadro per rafforzare la cooperazione tecnico-scientifica tra l’ente italiano e il Ministero della Scienza e Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, nel settore delle energie alternative, con particolare riferimento al solare termodinamico e all’utilizzo delle biomasse, nonché delle biotecnologie, dell’idrogeno e delle celle a combustibile. In particolare, il Vice Ministro Yong durante la visita presso il Centro Ricerche della Casaccia aveva invitato l’ENEA a costruire nel suo Paese, in occasione dei prossimi Giochi Olimpici del 2008, almeno un impianto dimostrativo basato sulla tecnologia del solare termodinamico. Ora è il Presidente Luigi Paganetto ad essere in visita in Cina alla guida di una delegazione italiana, con rappresentanti dell’Ente ed imprese (Tolo Energia, Donati Group e Angelantoni Industrie) legate ad attività di trasferimento tecnologico nel settore delle rinnovabili. La delegazione sarà ricevuta a Pechino dal Vice Ministro della Scienza e della Tecnologia (MOST) Shang Yong. Intanto una prima lettera di intenti è stata firmata a Canton per la realizzazione di un laboratorio congiunto sino-italiano sulle energie rinnovabili tra ENEA, industrie italiane, industrie cinesi e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie della Provincia del Guangdong, una delle aree a più alto sviluppo industriale ed economico.