• Articolo , 22 settembre 2010
  • Nasce l’Alleanza globale “stufe pulite”, per salvare vite e ambiente

  • Una nuova alleanza tra pubblico e privato per affrontare una delle più grandi minacce che i paesi in via di sviluppo e le loro popolazioni stanno attraversando. Unep, Epa e Fondazione Clinton lanciano l’iniziativa internazionale che mira ad arginare il pericolo delle emissioni prodotte dalle stufe domestiche nel sud del mondo

(Rinnovabili.it) – Quasi tre miliardi di persone nel mondo in via di sviluppo cucinano i loro pasti su primitive stufe domestiche alimentate da rifiuti vegetali, carbone e deiezioni animali caratterizzate da una combustione inefficiente. E ogni anno, secondo le Nazioni Unite, il fumo di queste stufe è in grado di uccidere dagli 1,6 fino a 2 milioni di persone. Un dato allarmante, spesso ignorato dall’opinione pubblica, che non si sottrae neanche da negativi risvolti ambientali. I milioni di tonnellate di fuliggine immesse nell’atmosfera e la deforestazione connessa al reperimento delle materie prime hanno un peso considerevole sul cambiamento climatico. Accanto alle piccole iniziative che negli anni hanno cercato di approcciare al problema con soluzioni alternative da oggi entra in campo anche un progetto internazionale, nato sotto il patrocinio dell’Onu.
Ieri, nel corso della 65a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stata lanciata ufficialmente la “Global Alliance for Clean Cook Stoves”:http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/science/onepager_cookstoves.pdf, la nuova alleanza che opererà nell’ambito della Clinton Global Initiative con l’obiettivo di fornire 100 milioni stufe a combustibile pulito a villaggi africani, asiatici e sudamericani entro il 2020.
Gli Stati Uniti saranno in prima linea nel progetto, fornendo oltre 50 milioni dollari in capitali per l’avviamento dell’Allenza che, nei prossimi cinque anni, cercherà di farsi catalizzatore delle buone iniziative locali e di ulteriori fondi provenienti dai governi partner, organizzazioni multilaterali e società private.
Lanciando la Global Alliance il segretario di Stato americano, Hillary Rodham Clinton, ha tenuto ad etichettare il problema come una “questione trasversale” dal momento che gli effetti si ripercuoto su salute, ambiente e status della donna, tre elementi fulcro del piano d’azione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OMS).
Opinione condivisa anche da Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep: “Oltre a soddisfare gli obiettivi di salute dell’OSM, in particolare nei confronti di donne e bambini che sono i più esposti all’inquinamento indoor, l’alleanza porterà ampi benefici globali”. Spingendo sul passaggio a combustibili alternativi o a cucine alimentate dall’energia solare l’iniziativa ha, infatti, il potenziale di contribuire in maniera decisiva a ridurre la deforestazione, arginando le grandi quantità di legno e altre biomasse utilizzate per produrre il carbone.
Sotto la guida della Fondazione delle Nazioni Unite e con l’appoggio di Unep ed Epa, la Global Alliance for Clean Cook Stoves s’impegnerà a creare innanzitutto un fiorente mercato globale di soluzioni pulite ed efficienti per la cucina che determini una maggiore tutela delle vite umane e delle condizioni di salute, il miglioramento dei mezzi di sussistenza e l’emancipazione delle donne. Il tutto dando un prezioso contributo a contrastare il cambiamento climatico.