• Articolo , 3 dicembre 2008
  • Nasce SunH, la casa sorgente di energia

  • Progettata nello studio fiorentino Sozzi Rabazzi & Rak Architetti Associati ribalta il concetto architettonico di base per ridefinire degli spazi abitativi, con l’obiettivo di perseguire l’efficienza energetica più pura

Da ruolo passivo quanto a consumo energetico a quello attivo: nasce SunH, la casa che non consuma, ma produce. Non si tratta di un’ipotesi, ma di un progetto di Sozzi Rabazzi & Rak Architetti Associati di Firenze il cui fine in sostanza è stato quello dell’efficienza energetica. Alla base del progetto la creazione di una casa che non solo non consuma, ma produce energia in eccesso che può essere venduta creando un reddito per il proprietario, e contribuisce inoltre a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. L’attenzione verso il tema dell’efficienza energetica infatti è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, sia a causa di una maggiore percezione della questione ambientale-energetica da parte della popolazione, sia a causa di una serie di vantaggi economici direttamente riscontrati da chi avesse realizzato interventi di efficientamento energetico, o avesse realizzato ex-novo strutture seguendo i criteri volti all’efficienza energetica. Si è passati dunque da case tradizionali ad alta dispersione e consumo energetico, ad abitazioni caratterizzate da consumi ridotti o addirittura nulli, generando una vera e propria rivoluzione nel campo edilizio, e non solo.

La rivoluzione proposta da SR&R coinvolge infatti anche l’architettura stessa, ribaltando il concetto architettonico di base, lasciandosi guidare non più dall’idea di progettare una casa per risparmiare e produrre energia per autoconsumo, ma dalla realizzazione di una piccola centrale elettrica fotovoltaica all’interno della quale poter alloggiare un’abitazione. SunH infatti è il frutto di una ricerca tecnologica ed architettonica più spinta rispetto alle tradizionali, la linea guida è stata puntare alla massima superficie utilizzabile dedicata all’installazione di pannelli solari per mq di superficie abitabile impiegata. Il tetto di SunH, completamente ricoperto di moduli fotovoltaici, è stato quindi appositamente studiato per avere la maggiore esposizione possibile ai raggi solari; si tratta infatti di un immobile che offre il massimo rapporto geometrico tra superficie edificabile e superficie fotovoltaica, garantendo al proprietario un rendimento annuo dato dai contributi del conto energia e della vendita della stessa energia al gestore della rete elettrica immettendola in rete; in base ad alcuni calcoli, la rendita mensile, versata automaticamente una volta attivato il conto energia, dovrebbe aggirarsi sui 1150-1200 euro per una casa di circa 120mq.
In ogni caso, SunH non rappresenta una valida alternativa solo per l’utente privato, ma anche per l’edilizia pubblica: unendo la produzione solare a un basso canone d’affitto, le amministrazioni locali potrebbero infatti realizzare piani di edilizia sociale con un notevole e significativo abbattimento dei costi.
“Questa nuova concezione di abitazione”, commenta il Responsabile Merketing del progetto Alessandro Nosei “è una rivoluzione che potrebbe risolvere il problema abitativo sia dell’edilizia privata che quella pubblica, abbattendo i costi di costruzione delle case fino al 70%. Nei prossimi anni, con lo sviluppo delle tecnologie e la riduzione dei prezzi dei materiali, contiamo di progettare fabbricati la cui produzione di energia vada a coprire il 100% dei loro costi di realizzazione. Siamo veramente vicini ad una nuova rivoluzione abitativa, energetica e ambientale”.