• Articolo , 14 maggio 2010
  • Nella Legge Kerry-Lieberman meno impegno per l’efficienza energetica

  • Kerry: “l’American Power Act cambierà la nostra politica energetica nazionale trasformandola da una paura nazionale ad una forza nazionale”. Ma l’ACEEE espone i suoi dubbi

(Rinnovabili.it) – A seguito della presentazione della bozza definitiva dell’American Power Act, *l’American Council for an Energy-Efficient Economy* (ACEEE, consiglio americano per un’economia energeticamente efficiente) ha dichiarato che la proposta si occupa con minore impegno dell’efficienza energetica rispetto al precedente Climate Change Bill.
“Il “compromesso Kerry-Lieberman”:http://www.rinnovabili.it/usa-legge-kerry-taglio-emissioni-dell80-al-2050-402926 non accenna alle opportunità per affrontare i costi del cambiamento climatico e si occupa poco di efficienza energetica – la prima, migliore e meno onerosa opportunità per ridurre le emissioni di carbonio” si legge in una dichiarazione rilasciata dall’ACEEE.
Come previsto, con l’American Power Act gli Stati Uniti si impegnano a ridurre le emissioni di carbonio del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020, con obiettivi successivi del 42% entro il 2030 e dell’83% entro il 2050, specificando come le restrizioni delle emissioni non verranno imposte alle industrie ad alta intensità energetica fino al 2016 e con le centrali elettriche tra le prime ad essere regolamentate.
Nonostante l’impegno a favore dello sviluppo delle energie rinnovabili sono vari i limiti imposti al loro sviluppo, come nel caso delle trivellazioni off-shore, i cui impianti dovranno sorgere a non meno di 75 miglia dalla costa per garantire maggiore sicurezza alla popolazione in caso di malfunzionamento, rendendo però più complicate le operazioni di manutenzione.