• Articolo , 21 ottobre 2009
  • Nessun accordo tra ministri Finanze Ue sui fondi per il climate change

  • Una brutta conclusione che non fa presagire nulla di buone per la conferenza di Copenhagen. Se i ministri della Ue non si mettono d’accordo tra loro, cosa faranno a Copenhagen?

(Rinnovabili.it) – La riunione dei ministri delle finanze Ue, conclusasi ieri nel tardo pomeriggio, non è riuscita a prendere una decisione in merito al budget che dovrà essere stanziato nel programma per il cambiamento climatico. Questa era una delle proposte da discutere alla Conferenza di Copenaghen. Il summit si è chiuso con la decisione di rimandare la trattativa nelle mani dei capi di stato e di governo.
“Non siamo riusciti a trovare un accordo – ha sottolineato, Anders Borg, ministro svedese, il cui premier sarà presidente del Consiglio Europeo fino al 31 dicembre, cioè fino a poco dopo la conclusione del summit danese – E’ un risultato deludente. Alla fine dei giochi, della questione se ne dovrà occupare il Consiglio Europeo alla fine di ottobre”.
Da parte loro, i Paesi in via di sviluppo ripetono la loro posizione già nota: “non siamo in grado di tagliare le emissioni e di affrontare il cambiamento climatico senza l’aiuto dei paesi più industrializzati, quelli che sono diventati ricchi alimentando le loro industrie con idrocarburi e inquinando l’atmosfera”.
Dovevano essere 15 miliardi di euro all’anno fino al 2020 il budget consigliato dall’esecutivo Ue, per poter superare questo ostacolo.
Significa spendere per essere credibili, almeno le economie più ricche, 5/7 miliardi di euro all’anno come “finanziamento agevolato”.
Per l’Italia, Giulio Tremonti, ministro dell’Economia ha dichiarato:
“Credo ormai che solo la Polonia sia su posizioni molto diverse. L’idea è che questa fase del negoziato abbia maggiori possibilità di successo senza cifre precise. Noi comunque faremo la nostra parte”.
Per la Germania Joerg Asmussen, sottosegretario di Stato tedesco alle Finanze, ammette:”Ci siamo bloccati sulla definizione della distribuzione interna desiderata da alcuni paesi… e su come compensare internamente quegli stati che si fossero trovati a stanziare più soldi della media.
Per Luc Frieden, il ministro delle Finanze lussemburghese, i paesi osservando che gli europei hanno discusso già troppo sulle ipotesi “Ho messo in guardia dall’avanzare troppo presto cifre troppo precise – ha aggiunto – Mettere le cifre nel testo già adesso sarebbe stato preferibile, ma non è essenziale. La cosa essenziale è che tutti noi vogliamo una risposta europea e che l’Europa deve assumere un ruolo guida nella lotta al cambiamento climatico”.