• Articolo , 10 luglio 2007
  • News Enti Locali dal 03/07/07 al 09/07/07

  • *_APOFRUIT PASSA AL FOTOVOLTAICO_* _Tratto da Romagnaoggi.it_ 09/07/2007 – *Cesena* – Il sole è una fonte inesauribile e rinnovabile di energia, che oggi, grazie a idonee tecnologie, è possibile e conveniente sfruttare. Apofruit Italia, una delle aziende leader nel settore della frutta e all’avanguardia nelle tecniche di coltivazione “pulita”, ha deciso di usare energia rinnovabile […]

*_APOFRUIT PASSA AL FOTOVOLTAICO_*

_Tratto da Romagnaoggi.it_

09/07/2007 – *Cesena* – Il sole è una fonte inesauribile e rinnovabile di energia, che oggi, grazie a idonee tecnologie, è possibile e conveniente sfruttare. Apofruit Italia, una delle aziende leader nel settore della frutta e all’avanguardia nelle tecniche di coltivazione “pulita”, ha deciso di usare energia rinnovabile e metodi non inquinanti: sulla palazzina uffici del suo stabilimento di Pievesestina ha fatto realizzare un impianto fotovoltaico da 20 kwp.
L’impianto, tra i più grandi della zona di Cesena, permetterà la produzione di circa 23.500 kilowatt/ora all’anno evitando l’emissione di ben 12.400 chilogrammi di CO2 (anidride carbonica) nell’atmosfera e di conseguenza porterà ad un recupero di circa 10.000 Euro all’anno. “Il tema delle energie rinnovabili è un tema di grande attualità, che ci trova molto attenti e sensibili – ha dichiarato Renzo Piraccini, Direttore generale di Apofruit Italia – con questo primo impianto potremo verificare la convenienza economica del fotovoltaico e, se i riscontri saranno positivi, intendiamo sviluppare questa tecnologia sui tetti di altri nostri stabilimenti”.
L’impianto di Pievesistina è stato realizzato con 112 pannelli da 175wp fissati su una struttura metallica, calcolata per contenere la spinta del vento e dei vari agenti atmosferici, è garantito 20 anni, e si ammortizza nei primi 10 anni.
Apofruit Italia con questa realizzazione ha voluto dare un ulteriore segnale di attenzione alle problematiche ambientali ed ecologiche che già contraddistinguono l’azienda.

*_REALIZZIAMO LA CENTRALE A BIOMASSE NELLA ZONA DELLA VALLE DEL SACCO_*

_Tratto da Provincialatina.tv_

09/07/2007 – *Pontinia* (Latina) – Dal portavoce dei Verdi per la Pace, Giorgio Libralato, arriva una proposta provocatoria in merito proprio alla centrale termoelettrica a biomasse. “Perché, a questo punto, non la si sposta nella Valle del Sacco?”. Alla provocazione, poi, il leader ambientalista fa seguire il suo ragionamento. “L’assessore regionale all’Ambiente ha dichiarato che saranno impiantanti 10 mila ettari di biomasse nella valle del Sacco. Questa piantagione, fatti due rapidi conti, coprirebbe quasi interamente il fabbisogno della centrale a biomasse del Mazzocchio. Il centrosinistra, nel Luglio 2005, si è schierato apertamente contro l’ipotesi prospettata dalla Green Power. Allo stesso progetto, forse qualche mese più tardi, sembra ci si sia opposta anche Forza Italia. L’attuale amministrazione di centrosinistra è contraria allo stesso impianto come dichiarato negli incontri ufficiali con l’assessore regionale all’Ambiente Zaratti, che ha consigliato di chiedere la valutazione di impatto ambientale, che è stata chiesta. Nella Valle del Sacco vi è una grande area industriale. Il costo del trasporto sarebbe troppo elevato se lo consideriamo nel costo finale dell’energia prodotta. Tra la Valle del Sacco e Pontinia non c’è una rete stradale decente di collegamento e visto l’elevato tasso di inquinamento rilevato nel Comune di Pontinia e il conseguente aumento che ci sarebbe sia per il trasporto che per le emissioni dell’impianto a biomasse. Perché a questo punto, davvero, non si prende la decisione di costruire un impianto a biomasse direttamente nella Valle del Sacco?”. Una provocazione che Libralato fa cadere lì. Anche perché, comunque, la decisione di coltivare 10 mila ettari a biomasse, fa riflettere. E’ probabile che, al di là delle dichiarazioni di prammatica, non ci sia una volontà politica, bipartisan – basti considerare le dichiarazioni del consigliere regionale Aldo Forte in merito al termovalorizzatore – di dare vita alla struttura della centrale elettrica a biomasse? Il dubbio è sempre più forte. Considerando anche che, a quanto si sa, la Valutazione di Impatto Ambientale, per impianti di piccolo voltaggio, come quello che la Green Power ha intenzione di costruire a Mazzocchio, è solo facoltativa, non ha crea nessun obbligo.

*_FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI E PICCOLI COMUNI_*

_Tratto da Capitanata.it_

09/07/2007 – *San Bartolomeo in Galdo* (Benevento) – Se ne parla sabato prossimo a San Bartolomeo in Galdo. Partiti i lavori per realizzare il più grande impianto fotovoltaico italiano nei piccoli Comuni. Il progetto finanziato dal bando nazionale del Governo con le incentivazioni in conto energia è in fase di realizzazione a Rocchetta Sant’Antonio e prevede a regime una potenza di un Mw per una estensione di circa due ettari. “Il progetto – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni Virgilio Caivano – uno dei primi classificati a livello nazionale ed esperienza unica nei piccoli Comuni, rappresenta un segnale straordinario di novità e di capacità delle piccole comunità locali di guardare alle fonti energetiche rinnovabili come opportunità vera per una forma di sviluppo alternativo e sostenibile”.
Intanto, ancora una volta protagoniste le piccole comunità locali, si terrà sabato 14 luglio 2007 alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Comune di San Bartolomeo in Galdo (BN) un convegno promosso dal gruppo Forturon sul tema: “Il Fortore: nuovo distretto industriale per le fonti rinnovabili”. In occasione del convegno saranno presentate le iniziative industriali del Contratto di Investimento del consorzio FER alle Istituzioni, alle Associazioni e ai cittadini. Tali iniziative consistono nella realizzazioni di due unità produttive:
1) un’unità produttiva per l’assemblaggio di aereogeneratori localizzata a San Bartolomeo in Galdo (BN). L’investimento pari a 3,6 milioni di euro prevede a regime 30 addetti.
2) Una seconda unità produttiva destinata alla manutenzione degli impianti, anch’essa localizzata in San Bartolomeo in Galdo(BN); l’investimento di un ml di euro prevede 10 addetti a regime.
Il Programma prevede i saluti del Sindaco di San Barolomeo in Galdo, Donato Agostinelli; di Virgilio Caivano, Portavoce Nazionale “Piccoli Comuni”; di Cosimo Callisto, Presidente del Distretto Industriale di San Marco dei Cavoti.
Relazioneranno: Antonio Calandra (Presidente Fortore Energia); Michele Raffa (Direttore Forturon); Klaus Potter (Responsabile Conergy); Vittorio Iacono (Presidente Consorzio FER); Interverranno le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo e degli agricoltori (Col diretti, CIA, Confagricoltura). Concluderà il convegno l’On. Andrea Cozzolino, assessore alla Attività Produttive della Regione Campania, modererà i lavori l’On. Roberto Costanzo, Presidente onorario delle Confcooperative Campania.
“La produzione dei materiali (torri, aereogeneratori, pannelli, ecc.) nelle aree industriali pugliesi, lucane e campane, il vero polo energetico nazionale da fonti rinnovabili – commenta il Portavoce dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – rappresenta la grande sfida da vincere per creare lavoro vero e duraturo. Le lodevoli iniziative di Forturon rappresentano uno stimolo potente anche per il Governo nazionale affinché vari un programma serio di reali interventi in questo settore strategico delle produzioni industriali”.

*_RISPARMIO ENERGETICO E FONTI RINNOVABILI. UN CONVEGNO A PALAZZO CUTO’_*

_Tratto da comune.bagheria.pa.it_

09/07/2007 – *Bagheria* (Palermo) – Si è svolto stamattina, presso i locali di Palazzo Aragona-Cutò, con il patrocinio del Comune di Bagheria, un convegno sul tema “IL RISPARMIO ENERGETICO E LE FONTI RINNOVABILI: opportunità di sviluppo sostenibile per gli enti Locali e le PMI”, organizzato dall’ASAEL (Associazione Siciliana Amministratori Enti Locali).
L’ASAEL, svolgendo in maniera costante il suo ruolo di servizio e di supporto alle funzioni degli Amministratori locali, ha organizzato questa manifestazione, al fine di mostrare nel dettaglio quali possono essere le opportunità di sviluppo territoriale per le varie componenti sociali (Enti, imprese, liberi professionisti e cittadini), ad iniziare dal “Programma Nazionale dell’Energia Solare” predisposto dal Ministero dell’Ambiente.
Diversi gli interventi di approfondimento da parte di tecnici del settore, riguardo le molte prospettive di utilizzo delle fonti rinnovabili e le politiche di salvaguardia dell’ambiente, sulla scia delle decisioni di Kioto.
L’ASAEL si è fatta promotrice di questa iniziativa, moderata da Leonardo Lo Coco, Energy Manager del comune di Bagheria, a cui hanno partecipato l’assessore ai lavori pubblici Leonardo Passarello, il senatore Bartolo Fazio, componente della Commissione Ambiente, Gandolfo Gallina, responsabile dell’Ufficio speciale Energia dell’Assessorato regionale dell’industria, Gianfranco Rizzo, del DREAM (Dipartimento Ricerche Energetiche e Ambientali dell’Università di Palermo), Francesco Cappello, Dirigente dell’ENEA, Carmelo Spitaleri, Dirigente Ministero Ambiente, Salvatore Vinci, Dirigente Ministero Sviluppo Economico, Tommaso Podeia, Dirigente Coop. Parco Solare, Daniele Forni, Dirigente del FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia) e Gianni Silvestrini, Consigliere nelle tematiche energetiche ed ambientali del Ministero dello Sviluppo Economico.
“I temi sviluppati in questo convegno sono molto importanti perché aiutano a fare chiarezza su un argomento su cui spesso non si ha una completa informazione – ha detto l’assessore Passarello, dando il benvenuto ai convegnisti a nome dell’Amministrazione – è paradossale che la nostra terra, nonostante goda del calore del sole per dieci mesi l’anno, sia ancora fanalino di coda per la produzione di energia alternativa attraverso fonti rinnovabili. Dobbiamo tutti dare il nostro contributo per dare una spinta che ci porti alla pari con i dettami di Kioto. Per quanto riguarda l’Amministrazione stiamo seriamente valutando le proposte del Governo Nazionale riguardo all’utilizzo del fotovoltaico negli edifici scolastici”.
Questo convegno arriva a tre anni di distanza dal momento in cui l’ASAEL ha cominciato la sua politica di informazione presso le amministrazioni locali, con particolare riguardo alle politiche ambientali e al recupero delle risorse, così come ha sottolineato il presidente Matteo Cocchiara nel suo intervento introduttivo. “Finalmente gli organi nazionali stanno recependo questo problema e stanno provvedendo – ha detto Cocchiara – ma è compito di tutte le parti sociali mettersi insieme per dare un contributo”.
La voce del Governo arriva dal Sen. Bartolo Fazio che, in qualità di componente della commissione Ambiente, ha puntato l’attenzione sulla necessità di riformulare il concetto di consumo per diminuire le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.
“È impellente rilanciare la crescita industriale nel pieno rispetto dell’ambiente – ha aggiunto il senatore Fazio – ed è possibile farlo solo attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, eoliche e foto-voltaiche. Siamo in forte ritardo rispetto alle direttive del Protocollo di Kioto. Grazie all’utilizzo delle fonti rinnovabili potremo diminuire i costi di importazione delle fonti di energia, riducendo i costi di gestione e aumentando al contempo la creazione di nuovi posti di lavoro. Il Governo, grazie al pacchetto “conto-energia” sta creando misure ed incentivi per il passaggio alle fonti rinnovabili e per lo sviluppo del foto-voltaico su tutto il territorio nazionale”.
Negli interventi dei tecnici si è cercato di approfondire quali iniziative sono percorribili per far sì che l’ambiente diventi promozione di sviluppo responsabile, di qualità e di alta capacità di innovazione tecnologica, produttiva e organizzativa.
Attraverso l’attuazione di diverse iniziative nel settore energetico ambientale diventa dunque possibile creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile dei territori e realizzare parallelamente azioni capaci di far crescere le attività produttive e le opportunità professionali ed occupazionali nell’ambito insulare, per molto tempo lasciato ai margini dello sviluppo.

*_ENNA, PANNELLI SOLARI PER L’EDILIZIA POPOLARE_*

_Tratto da Casaenergia.tv_

09/07/2007 – *Enna* – L’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP) di Enna ha dato il via alla costruzione di un complesso residenziale popolare che sarà dotato di pannelli solari per la fornitura energetica. È il frutto di un accordo tra l’IACP e l’Università di Catania, che metterà a disposizione le competenze tecnologiche necessarie. Si tratta di 25 alloggi che saranno costruiti nel territorio di Leonforte, in provincia di Enna: il progetto consiste nell’installazione di impianti solari per la produzione di energia elettrica e riscaldamento miranti a soddisfare il fabbisogno energetico delle famiglie che ci andranno ad abitare senza inquinare l’ambiente. “Si tratta di una novità in assoluto in Sicilia – ha dichiarato il presidente dello IACP, Antonio Muratore – che dovrebbe portare benefici utili”. Ma questo è solo l’inizio: “È nostra intenzione sviluppare un progetto che possa interessare anche gli alloggi che l’Iacp ha già costruito”. Secondo la convenzione, l’investimento previsto è di 2 milioni e 600 mila euro, di cui un milione ed 858 mila euro a base d’asta, di cui 250mila per gli impianto solari.

*_ESPERIMENTO ENERGIA EOLICA DALL’11 AL 15 LUGLIO_*

_Tratto da Primadanoi.it_

09/07/2007 – *Pescara* – Presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Alessandro Volta” di Pescara, dall’11 al 15 luglio, un gruppo di appassionati provenienti da tutta l’Italia insieme ad alcuni giovani neodiplomati in elettrotecnica, cercheranno di realizzare una turbina eolica della potenza di 1 Kilowatt, utilizzando materiali d’uso comune e parti di automobile destinate alla demolizione.
L’innovatività di questo “Progetto Microeolico” è rappresentata dall’idea di base di autocostruzione di un generatore di energia elettrica, che sfrutta l’energia del vento utilizzando materiali di recupero e che, unendo un basso costo ad una tecnologia accessibile a tutti, senza rinunciare, se possibile, all’affidabilità ed al rendimento, possa avere la massima diffusione.
Già all’inizio dell’anno 2004, gli allievi del quinto anno dell’I.P.S.I.A. “G. Ferraris” di Fasano (BR) sotto la guida dell’ing.
Antonio Cecere hanno sperimentato la costruzione di un generatore eolico a basso costo, con mezzi alla portata di tutti.
La manifestazione si concluderà il 15 luglio, con la messa in funzione del generatore e le relative prove tecniche di misura.

*_A TERNI ELETTRICITA’ PER 450 FAMIGLIE DAL SOLE_*

_Tratto da Ansa_

09/07/2007 – *Terni* – Ha una potenza di 875 chilowatt, in grado di produrre elettricita’ sufficiente a soddisfare il fabbisogno medio annuo di 450 famiglie, sfruttando l’energia del sole l’impianto fotovoltaico realizzato dalla societa’ Terni energia nella zona industriale di Maratta, alla periferia della citta’ umbra. Il secondo d’Italia per quantita’ di energia prodotta e’ stato sottolineato stamani nel corso della presentazione della struttura. L’impianto, costato quattro milioni e mezzo di euro, e’ formato da 208 stringhe che coprono una superficie di 16 mila metri quadrati occupata da apposite pensiline in acciaio zincato a caldo. Sono stati utilizzati 4.160 moduli fotovoltaici ed i lavori, iniziati lo scorso 5 maggio, si sono conclusi l 30 giugno. Questo impianto – e’ stato sottolineato – contribuira’ a produrre energia pulita e rinnovabile per una durata stimata di esercizio di almeno 30 anni. Fara’ diminuire l’emissione di anidride carbonica in atmosfera per circa 800 tonnellate annue. ”Il nostro e’ un caso di successo che ha catalizzato l’attenzione di operatori economici e finanziari del comparto elettrico, che hanno proposto alleanze e partnership” ha spiegato l’amministratore delegato di Terni energia Paolo Ricci. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Stefano Neri, presidente del gruppo Terni ricerca del quale fa parte la societa’ energetica.

*_L’ALERR PRESENTA IN PROVINCIA I PROGRAMMI MINISTERIALI SULLE ENERGIE RINNOVABILI_*

_Tratto da Loschermo.it_

05/07/2007 – *Lucca* – Inizia l’attività di supporto e divulgazione dei programmi ministeriali e regionali che è uno dei principali obiettivi dell’Agenzia lucchese energia recupero risorse, la Fondazione che tutti conoscono per la sua sigla: Alerr.
“Questo è un obiettivo fondamentale dell’amministrazione Baccelli a cui stiamo lavorando con grande impegno. Per quanto riguarda i contributi regionali per l’installazione di impianti di solare termico, sui 750.000 euro messi a disposizione della Regione Toscana il territorio della provincia di Lucca, su cui Alerr ha competenza per la gestione dei fondi, ha assorbito a metà anno un importo pari a 200.000 euro. Questo dimostra l’attenzione e la vocazione che esiste in provincia di Lucca rispetto a tali tematiche”, ha spiegato l’assessore provinciale allo sviluppo sostenibile, Maura Cavallaro.
In tutto sono stati presentati i cinque progetti ai quali pubbliche amministrazioni, enti o privati cittadini possono aderire per poter accedere ai finanziamenti messi a disposizione del Ministero per l’Ambiente o dalla Regione Toscana.
Si tratta del bando del Ministero dell’Ambiente denominato: “Il sole negli Enti Pubblici”, rivolto alle pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici e finalizzato alla realizzazione di impianti solari termici per la produzione di calore a bassa temperatura realizzati su edifici pubblici. Sono stati stanziati 10.334.422,17 euro. E’ possibile partecipare fino ad esaurimento fondi.
Il secondo è il bando sempre del Ministero, chiamato: “Il sole a scuola” e rivolto a Comuni e Province proprietari di edifici ospitanti scuole medie inferiori o superiori, finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici e all’avvio di un’attività didattica volta alla realizzazione di analisi energetiche e di interventi di razionalizzazione e risparmio energetico nei suddetti edifici tramite il coinvolgimento degli studenti. Per l’operazione, sono stati stanziati 4.700.000,00 euro, in parte recuperati da fondi non spesi da precedenti bandi nazionali sulle energie rinnovabili. Gli interventi incentivati nel bando sono finanziabili nella misura del 100% dei costi ammissibili.
Terzo bando sempre Ministero riguarda, invece, “Il fotovoltaico nell’architettura”. Questo specifico bando è rivolto a Comuni capoluogo di provincia, Comuni che contengano territori facenti parti di aree naturali protette di valenza nazionale o regionale, Province, Università statali e gli Enti Pubblici di ricerca ed è finalizzato alla realizzazione di impianti solari fotovoltaici, completamente integrati in complessi edilizi secondo criteri di replicabilità che risultino funzionali alle tipologie edilizie proprie del territorio e delle zone in cui verrà realizzato l’impianto stesso (taglia compresa tra 1 e 50 kWp). Per la Misura, sono stati stanziati 2.628.559,85. Scade il 31 dicembre 2007.
Infine vi è il “Programma di incentivazione finanziaria volto ad incrementare la produzione di energia derivante da fonti rinnovabili nonché l’ecoefficienza in campo energetico”, emesso dalla Regione Toscana e rivolto ai privati per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete di trasmissione di potenza di picco compresa tra 1 kW e 50kW; impianti micro-eolici e mini-eolici, di potenza di picco non superiore a 100kW; impianti di cogenerazione e tricogenerazione a biomasse di potenza nominale non superiore a 200kW termici e 100 kW elettrici; impianti micro-idroelettrici, di potenza di picco non superiore a 100 kW; impianti per l’utilizzo diretto del calore geotermico mediante pompe di calore anche senza prelievo di fluido; impianti centralizzati anche di tipo cogenerativo e tricogenerativo alimentati a gas naturale fino a 200 kW termici e 100 kW elettrici. Il programma, aperto sia alle piccole e medie imprese che alle persone fisiche, scade il 31 ottobre 2007.
“Alerr – ha detto il presidente Pierluigi Giannetti – disporrà a breve di un programma strategico di azione per farvi convergere i progetti nel campo dello sviluppo delle fonti rinnovabili di energie e del risparmio energetico, azioni che prevedono l’informazione e la comunicazione con i cittadini, le imprese, la scuola e le associazioni, la pubblica amministrazione, attraverso il rapporto con i soggetti che operano nei campi della ricerca, del trasferimento dell’innovazione e della consulenza tecnica”.
E per avere informazioni su questi progetti che sono stati presentati in Provincia ci si può rivolgere proprio ad Alerr (tel. 0583/962853).

*_A MARTIGNANO IL VENTO SPAZZA VIA L’ICI E LE TASSE_*

_Tratto da Ilmeridiano.info_

05/07/2007 – *Martignano* (Lecce) – Martignano Il vento spazza via l’Imposta comunale sugli immobili. Ma non solo. Grazie alla spinta di Eolo i cittadini di Martignano potranno beneficiare di sgravi fiscali, di interventi in favore di studenti universitari e pendolari, del sostegno alle attività sportive e culturali, di contributi per gli agricoltori, sviluppo, occupazione, valorizzazione del territorio, infrastrutture e viabilità rurale. Insomma, per gli abitanti del comune in provincia di Lecce si apre un ventaglio di buone notizie, visto che la realizzazione del Parco Eolico consentirà di abolire l’imposta comunale sugli immobili, la famigerata I.C.I., nonché di ridurre altre tasse e tributi comunali. E’ questo, infatti, uno dei punti più interessanti dell’intesa raggiunta e sottoscritta tra la Società NeoAnemos, che realizzerà l’impianto, e l’Amministrazione Comunale di Martignano. Inoltre, nel corso dei primi dodici anni di funzionamento degli aerogeneratori (meglio noti come “torri” o “pale eoliche”) il piccolo comune salentino incasserà oltre trecentomila euro l’anno da destinare anche ad interventi di sostegno per gli studenti universitari e pendolari, alle attività sportive e a quelle socio-culturali. E’ il caso di dire, quindi, che il Parco Eolico di Martignano porterà una ventata di risorse finanziarie che continueranno ad affluire nelle casse comunali anche dopo i primi dodici anni di operatività, con notevoli vantaggi per l’intera comunità locale. Ma a beneficiare delle pale eoliche saranno anche gli agricoltori, interessati sia da un canone per i fondi rustici che ospiteranno le torri, sia dagli indennizzi per le aree immediatamente confinanti. Interventi, questi, che rappresentano una risposta efficace in una delicata fase di transizione per l’agricoltura e per i redditi degli agricoltori. Anche le produzioni tipiche e di qualità dell’agro martignanese saranno favorite dal Parco Eolico grazie all’impegno della Società NeoAnemos di intervenire direttamente su iniziative volte a sostenere alcune aree rappresentative a forte vocazione olivicola e vitivinicola. Il Parco Eolico di Martignano, in possesso di tutte le autorizzazioni da parte della Regione Puglia e delle autorità sanitarie preposte, avrà la capacità di dare vita a duraturi processi di sviluppo e occupazione con le diverse attività dirette ed indotte legate alla realizzazione ed alla gestione del Parco, nel pieno rispetto dell’ambiente ed in linea con le direttive comunitarie e nazionali di sviluppo sostenibile del territorio. «Ecco perché – conclude una nota della Società NeoAnemos – la Consultazione Popolare di domenica 1 luglio svoltasi a Martignano è utile perché il ricorso alla produzione di energie rinnovabili è un processo mondiale al quale anche il nostro Paese, la Puglia, il Salento sono chiamati a contribuire per assicurare un futuro migliore alle generazioni che seguiranno».

*_ENERGIA: INTESA TRA REGIONE, ENEA E CONFINDUSTRIA SU CONSUMI_*

_Tratto da Agi_

04/07/2007 – *Catania* – L’assessorato regionale all’Industria ha firmato oggi a Catania un protocollo d’intesa con Confindustria Catania e l’Enea per la caratterizzazione energetica, ovvero la pratica la verifica degli impianti e la valutazione delle opportunita’ di ridurre i consumi di energia delle aziende della provincia etnea. Scopo dell’attivita’ e’ raccogliere ed elaborare le informazioni sui consumi di energia delle aziende per elaborare interventi che favoriscano il risparmio e una migliore efficienza energetica, abbattendo i costi energetici delle aziende. L’intesa e’ stata firmata stamattina nella sede distaccata della Regione siciliana, in via Etnea, dall’assessore regionale all’Industria, Giovanna Candura, dal presidente dell’Associazione degli industriali di Catania, Fabio Scaccia, e da Giorgio Palazzi, direttore dipartimento Tecnologie per l’energia, fonti rinnovabili e risparmio energetico dell’Enea. Erano presenti anche il dirigente dell’Ufficio speciale per il coordinamento delle iniziative energetiche dell’assessorato Industria, Gandolfo Gallina, che sta curando la costituzione dell’Osservatorio regionale dell’energia, e Barbara Corsaro Boccadifuoco, presidente del consorzio etneo Energia libera, collegato a Confindustria.
“Il risparmio energetico – ha detto l’assessore Candura – e’ uno degli elementi prioritari dello sviluppo dell’Isola. Per questo, la Regione ne ha fatto uno dei capisaldi delle proprie strategie energetiche inserite nel Dpef 2007-2011, prevedendo ulteriori investimenti nella programmazione del Por 2007-2013″. Questo protocollo d’intesa arriva pochi giorni dopo l’accordo con l’assessorato alla Sanita’ per il monitoraggio dei consumi negli ospedali siciliani. “Insieme all’innovazione tecnologica, alla ricerca ed ai processi di internazionalizzazione delle imprese, il tema dell’energia e’ per Confindustria una scommessa prioritaria”, ha spiegato Fabio Scaccia, presidente della Confindustria etnea.
Il protocollo d’intesa avra’ una durata di dodici mesi. I costi delle attivita’ saranno a carico dell’Enea che e’ soggetto attuatore del Progetto operativo denominato “Interventi di supporto per il potenziamento delle attivita’ di coordinamento, indirizzo e assistenza tecnica alle Regioni nel settore dell’energia”, presentato dal ministero delle Attivita’ produttive e finanziato con risorse comunitarie. Sulla base di specifici parametri legati ai consumi energetici sara’ coinvolto un numero di imprese adeguato a costituire un campione statisticamente rappresentativo di un’area o un distretto industriale. Le aziende dovranno compilare dei questionari rispondendo a domande relative ai rispettivi consumi, agli eventuali interventi effettuati nel passato e rivolti al risparmio di energia o al miglioramento dell’efficienza energetica.

*_BASILICATA – INTERVENTO DEL PRESIDENTE DE FILIPPO AL CONVEGNO ANNUALE DI ASSOMINERARIA_*

_Tratto da Asg Media_

04/07/2007 – *Regione Basilicata* – “La vocazione della Basilicata di serbatoio di energia primaria non è scoperta recentissima”.
«Nei due anni del mio mandato mi è toccato d’intervenire piuttosto frequentemente in relazione alle questioni energetiche ed al tema del serbatoio di risorse che si concentra nella Regione, la Basilicata, sulle modalità di controllo ambientale, sulle ricadute per le popolazioni interessate dalle estrazioni e sul ruolo proprio dell’Ente Regione rispetto a quello delle Compagnie titolari delle Concessioni di estrazione. Alla relazione del Presidente De Scalzi in particolare mi ricollego per condividere l’opportunità di valorizzare il piú possibile la fruizione sostenibile delle risorse energetiche nazionali, tra cui – come a Voi ben noto – spiccano quelle della Basilicata. La relazione Basilicata/Energia e ancor piú quella Basilicata/Petrolio sono relazioni complesse, nelle quali si addensano tutti i nodi del rapporto tra fruizione delle risorse naturali di un territorio e qualità del suo sviluppo, o, se si vuole, tra le ragioni dell’interesse generale e quelle delle prospettive vitali o di destino delle comunità locali, in una Regione che – è bene ricordarlo – vede il 27% del suo territorio sottoposto a vincoli di salvaguardia ambientale ed un ulteriore 40% a vincoli di tutela paesaggistica.La vocazione della Basilicata di serbatoio di energia primaria non è scoperta recentissima. Già nel 1939 l’AGIP esegue pozzi mineralizzati a petrolio e a petrolio associato a gas, e quella pur esigua produzione risulta preziosa in quanto sostiene il rifornimento energetico del Paese in un periodo di embargo internazionale.Dopo qualche lustro di abbandono, indotto dalla caduta dei prezzi del petrolio e dunque dalla non economicità della produzione endogena, l’AGIP riprende la sua attività di ricerca nel 1975 e la sviluppa decisamente, in collaborazione con Fina e Lasmo, a partire dal 1984, stimando – originariamente – l’esistenza sul territorio lucano di riserve per circa 500 milioni di barili di olio equivalente, che fanno della Basilicata il piú interessante polo petrolifero italiano: una stima destinata ad essere raddoppiata ed a rendere questa regione il piú importante polo produttivo on-shore in Europa.Un rapidissimo compendio di numeri aiuta a cogliere subito le dimensioni del ciclo produttivo e del suo impatto territoriale. Un primo gruppo di concessioni, ora riunite nella Concessione Val d’Agri a titolarità ENI-SHELL, corrispondente al Progetto denominato Trend 1, assicura riserve stimate per oltre 500 milioni di barili di olio equivalente e olio in posto per oltre 2 miliardi di barili. Detta Concessione è entrata già da alcuni anni nella sua operatività. Un secondo gruppo di concessioni, riunite nella Concessione Gorgoglione sono attualmente intestate alle società Total/Exxon/Shell e sono convogliate nel Progetto Tempa Rossa. Questa concessione è localizzata a poca distanza dal progetto Trend 1, precisamente nell’area dell’Alto Sauro, ed è caratterizzata da risorse mineralizzate ad olio pesante e riserve certe valutate in circa 130 milioni di barili di olio equivalente ed olio in posto per oltre 430 milioni di barili. Detta concessione si prevede entri in produzione nel secondo semestre del 2010.La sommatoria di questi dati di massima, relativi ai giacimenti della Val d’Agri e dell’Alto Sauro, produce un serbatoio energetico di quasi 700 milioni di barili di riserve certe e quasi 2.5 miliardi di barili in termini di olio in posto, corrispondente ad un valore complessivo delle risorse stimabile, ai prezzi attuali ed in termini di riserve certe, in circa 42 miliardi di euro. Ora, considerato che il fabbisogno energetico nazionale è stato al 2006 pari a 200 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, di cui quasi il 50% coperto dal petrolio, e che la produzione complessiva di idrocarburi in Italia è stata, nel 2006, di 5,8 milioni di tonnellate di petrolio, si comprende agevolmente come l’entità della produzione petrolifera lucana, la quale nel 2006 è stata pari a 4,3 milioni di tonnellate di petrolio, costituisca un contributo assolutamente rilevante e da valorizzare soprattutto in un periodo in cui gli scenari complessivi vedono un costante incremento dei prezzi e un’ampia schiera di esperti considerano ormai prossimo il famoso picco della curva di Hubbert delle riserve mondiali di petrolio.Lo scenario territoriale di questo importante processo è rappresentato da un comprensorio comprendente 30 comuni medio-piccoli, adagiati sulla dorsale interna dell’Appennino lucano, con una popolazione residente di poco inferiore alle 70.000 unità e con una densità demografica falcidiata da un accentuato fenomeno migratorio (35,8 abitanti/kmq) la cui vocazione produttiva prevalente è l’agricoltura e che ha nelle valenze storico-ambientali e nelle potenzialità turistiche le sue risorse e le sue chances piú significative.Non è difficile immaginare come, in un contesto siffatto, un progetto di cosí intensa fruizione delle risorse del sottosuolo abbia paventato il rischio di spoliazioni predatorie, suscitando diffuse preoccupazioni circa il destino dell’area, la sua vivibilità ed attrattività, le prospettive delle attività e degli interessi ivi insediati. Anche per questo io penso che lo sforzo compiuto per contemperare tante istanze eterogenee e talora confliggenti e gli strumenti messi a punto per dare alla questione una disciplina regolatoria, proiettata ben oltre le logiche tradizionali del Decreto Legislativo n. 625/1996 e invece già sintonizzata sui profili emergenti della riforma in senso federalista dello Stato, abbia dato corpo ad un’esperienza originale di amministrazione programmata, peraltro ancora in fieri, costruita dal combinato disposto di tre intese: la prima sottoscritta il 7 ottobre 1998 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Regione Basilicata; la seconda sottoscritta il 18 novembre successivo tra Regione Basilicata ed ENI, la terza sottoscritta il 22 settembre 2006 tra Regione Basilicata e Total, Exxon e Shell.Si è realizzata, attraverso questa procedura, una negoziazione cooperativa triangolare che, muovendo dal riconoscimento della valenza nazionale degli interessi da tutelare e seguendo il tracciato di un accordo procedimentale formulato ai sensi dell’art. 10 della legge n.241/1990, ha consentito di allineare e coordinare un insieme organico di interventi e di investimenti e di ispirare ed alimentare un vero e proprio progetto di sviluppo del comprensorio, forse il primo progetto di sviluppo territoriale esplicitamente preordinato al criterio-guida ed all’obiettivo strategico della sostenibilità. Il Protocollo d’Intesa con il Governo si è rivelato fondamentale e decisivo per inquadrare in una intelaiatura generale e strutturale l’articolata griglia degli interventi specifici concepiti per apprestare risposte appropriate alla domanda di sviluppo espressa dal territorio. Esso contempla sia interventi infrastrutturali al servizio dell’area interessata dalle estrazioni, sia interventi di promozione imprenditoriale e di animazione produttiva, sia indirizzi innovativi attinenti al regime delle c.d. royalties.A me preme sottolineare in particolare quest’ultimo impegno, da cui è derivata la norma contenuta all’art. 7 della legge n. 140/1999 (estesa dalla Finanziaria 2007 del Governo Prodi a tutte le Regioni del Mezzogiorno), che, modificando l’art. 20 co. 1 bis del citato D. Lgs. n. 625/1996, devolve alle Regioni la quota di royalties destinate allo Stato e ne rende le istituzioni del territorio beneficiarie esclusive: una conquista di grande portata concettuale e giuridica ed, insieme, un risultato di grande importanza politica e simbolica in una stagione in cui i valori della sovranità territoriale hanno assunto una delicatezza e sensibilità mai conosciute prima.Il Protocollo d’Intenti Regione-ENI e gli accordi attuativi da esso discendenti rappresentano, io credo, un unicum dell’amministrazione negoziale, sia per l’ampiezza e diversificazione delle azioni ivi contemplate, sia per la trasposizione in via di fatto, sub specie degli oneri di compensazione ambientale, di una remunerazione dei costi territoriali per molti aspetti analoga a quel regime di fiscalità sovrapposta, che è proprio dei sistemi a federalismo duale, come quello nordamericano. L’Accordo attuativo con le Contitolari la Concessione Gorgoglione (Total, Exxon, Shell) beneficia indubbiamente dell’esperienza acquisita dalla Regione nell’elaborazione degli accordi precedenti e rappresenta un ulteriore sviluppo nelle azioni condotte dalla Regione, risultando assolutamente inedito rispetto a qualsiasi altra iniziativa, al fine di permettere ai suoi territori di compartecipare il piú possibile ai benefici conseguenti alle estrazioni. L’accordo prevede, infatti, oltre ad un insieme di misure finanziarie di compensazione destinate a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche una consistente compartecipazione nella fruizione diretta dei prodotti del sottosuolo: tutto il gas naturale estratto dal sottosuolo della Valle del Sauro, con un minimo di 750 milioni di mc, verrà ceduto alla Regione Basilicata. La volontà di disporre direttamente del gas, strenuamente perseguita dalla Regione, nel corso della lunga trattativa con le multinazionali interessate, derivava dalle richieste del territorio, che richiedeva fermamente che direttamente una parte delle risorse del sottosuolo restasse in loco per contribuire allo sviluppo delle aree, riducendo il costo dell’energia nei nostri territori e potendo cosí costituire un prezioso volano di attrazione di investimenti. Ovviamente tale obiettivo di riduzione del costo dell’energia va integrato con un agile programma di risparmio energetico e coordinato con le piú ampie esigenze di tutela della concorrenza, nonché con le regole di un mercato, quale quello dell’energia, dotato di una corposa disciplina di settore e necessitante quindi per il suo effettivo progredire della disponibilità di una serie di strumenti organizzativi. Di essi il principale ritengo sia la Società Energetica Lucana S.p.a. (SEL), i cui criteri di funzionamento sono fissati dalla legge regionale 13 del luglio 2006. Una società, la SEL, che occupandosi della promozione e dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica e della gestione e commercializzazione del gas rinveniente dalla Concessione Gorgoglione, si presta a divenire uno strumento per la crescita e lo sviluppo della nostra Regione. La SEL disporrà, infatti, del gas lucano dell’accordo relativo alla Concessione Gorgoglione, che sarà disponibile dal 2010. Il gas sarà messo a disposizione prevalentemente delle aziende ubicate in regione, che potranno accedervi a prezzi contenuti partecipando a dei bandi di assegnazione, sulla base della volontà di investire da parte delle singole aziende nel ridurre i propri consumi specifici. In quest’ottica l’interesse generale e nazionale finirebbe per concorrere all’interesse particolare della popolazione locale e dell’intera regione, che sfruttando in prima persona le risorse del suo sottosuolo, potrebbe dare un nuovo e piú forte impulso verso il definitivo sviluppo della nostra terra, favorendo nuove iniziative industriali e nuove prospettive di impiego per i nostri giovani. L’opportunità quindi che oggi ci viene prospettata dal Presidente dell’Assomineraria di poter avviare un esperimento di partecipazione di un’azienda pubblica del territorio ad una concessione di estrazione di idrocarburi puó rappresentare un ulteriore progresso del nostro programma di piú ampia diffusione sul territorio dei benefici delle estrazioni. Investendo dell’onere proprio la Società energetica Lucana, ritengo di poter contribuire ad anticipare la parte piú feconda del programma. Molteplici risultano i vantaggi collegati, che intravedo per la collettività: incremento della conoscenza delle questioni correlate all’estrazione (con conseguente attenuazione dei fenomeni di rifiuto dell’insediamento di nuove infrastrutture spesso correlati alla scarsa conoscenza dei processi), incremento delle competenze del territorio in relazione ad un bene che gli appartiene, possibilità di anticipare l’ambizioso programma di attrazione di investimenti nelle nostre aree (che tra l’altro possono offrire uno dei piú bassi indici di criminalità del Mezzogiorno), in modo da poter rendere l’area interessata dalle estrazioni un vero e proprio distretto dell’energia, fruendo fin d’ora delle quote di gas rivenienti dalla Concessione Val d’Agri, da associare alle altre forme di contributo già disponibili a valere su fondi regionali, nazionali e comunitari. Vi ringrazio dell’attenzione. Mi auguro, in ogni caso, che l’impegno profuso dalla Basilicata nella ricerca di nuove soluzioni regolatorie nel campo della tutela e dell’uso delle sue risorse naturali, che l’ha fatta diventare in questi anni un originale laboratorio delle politiche di sostenibilità, possa ulteriormente progredire con l’esperienza che oggi viene alla luce».

*_RISPARMIO ENERGETICO, STRUMENTO PER LA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE_*

_Tratto da varesenews.it_

04/07/2007 – *Provincia di Varese* – La competitività delle imprese passa anche attraverso la strada del risparmio energetico. Da vedere sempre di più come uno strumento per aumentare la capacità del sistema produttivo di rimanere sul mercato. È questo il tema che sarà trattato durante il workshop organizzato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese in collaborazione con Confindustria e con il contributo di Deutsche Bank ed Espansione Srl, la società grossista operante sul mercato elettrico, partecipata dalle Unioni Industriali di Varese, Lecco e Legnano. L’incontro si terrà giovedì 5 luglio, dalle ore 10 alle ore 17, nella Sede di Varese dell’Unione Industriali (piazza Monte Grappa, 5).
Il workshop rappresenta il terzo appuntamento del progetto di formazione e sensibilizzazione per sostenere la competitività dell’industria provinciale denominato “Imprese per l’Innovazione”. Partendo dal presupposto che l’innovazione è, prima di tutto, un approccio culturale e capacità di costruire scenari e strategie per crescere, l’obiettivo dell’Unione degli Industriali, in collaborazione con Confindustria, è quello di coinvolgere imprenditori e manager in un ciclo di cinque incontri spalmati su tutto il 2007, ai quali parteciperanno esperti delle migliori scuole di formazione e testimoni d’eccellenza del sistema imprenditoriale italiano e locale. I primi due temi trattati durante gli appuntamenti di marzo e maggio sono stati quelli dell’innovazione attraverso l’uso efficiente delle tecnologie digitali e dell’innovazione nei processi di internazionalizzazione.
All’incontro in calendario per giovedì parteciperanno esperti di Energy Advisors (società di consulenza per il mercato energetico), dell’area Public Utilities di Confindustria, di Espansione Srl, dell’Università di Catania e della divisione Infrastrutture e Reti di Enel. Nel programma, inoltre, è prevista l’intervista filmata a Amory Lovins del Rocky Mountains Institute, un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro che si prefigge di promuovere una politica basata sull’uso efficiente delle risorse energetiche. L’applicazione delle energie rinnovabili all’interno dell’industria e del settore terziario, il risparmio energetico nei cicli produttivi, lo scenario normativo europeo, la rete di distribuzione, l’analisi dei sistemi di gestione energetica: questi i temi che saranno trattati durante la giornata di lavori durante la quale saranno presentate, dagli stessi protagonisti, due testimonianze aziendali di successo. Da una parte la case history legata al territorio della Colacem S.p.A., industria cementiera di Caravate fondata nel 1966. Dall’altra quella della STMicroelectronics Srl, azienda italo-francese impegnata nella produzione di componenti elettronici a semiconduttore.

*_MARCHE: LA REGIONE PUNTA AL RISPARMIO ENERGETICO IN EDILIZIA_*

_Tratto da Newsfood.com_

04/07/2007 – *Ascoli* – Uso di materiali che garantiscano maggior comfort abitativo, consentano risparmi di carattere energetico e permettano di contenere l’inquinamento dell’ambiente.
Il mediocre stato di salute del nostro pianeta e la consapevolezza della limitatezza delle fonti energetiche non rinnovabili, hanno dato modo di ripensare a come poter metter in atto una progettazione edilizia con nuovi standard energetici nel pieno rispetto dell’ambiente. Questo e` stato lo spunto che ha permesso di realizzare una ricerca, presentata presso la sede dell’Ente regionale, per conoscere e valutare in maniera approfondita le prestazioni energetico-ambientali degli edifici pubblici.
Lo studio, realizzato tra Regione Marche e dipartimento di Energetica dell’Università Politecnica delle Marche, vuole incentivare l’edilizia sostenibile, anche attraverso gli interventi di edilizia sperimentale. La ricerca ha preso in esame un campione significativo del patrimonio immobiliare regionale (quasi 14mila alloggi costruiti dagli anni ’50 in poi), verificando le condizioni e le potenzialità di miglioramento delle prestazioni energetico-ambientali. Numerose le tipologie edilizie prese in esame, appartenenti agli Enti regionali per l’abitazione pubblica (Erap), sparse nelle province marchigiane. Gli Erap, in qualità di gestori degli alloggi, hanno messo a disposizione la documentazione progettuale e le informazioni di base indispensabili. Case a schiera, a torre e palazzine sono state oggetto di studio, da parte dei ricercatori, per valutare le tecniche costruttive e i materiali utilizzati sia nelle parti strutturali, sia nei tamponamenti, con particolare riferimento agli esterni delle strutture. Il campione in esame può essere considerato significativo perchè fa vedere l’evoluzione e le trasformazione dell’edilizia attuale.
Si è così ottenuta una conoscenza approfondita delle caratteristiche energetico’ambientali delle costruzioni che appartengono al patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica, con gli interventi più convenienti da realizzare per migliorarne le prestazioni. Obiettivo della ricerca e` stato quello di sviluppare, in futuro, le scelte progettuali e l’uso di materiali che garantiscano maggior comfort abitativo, consentano risparmi di carattere energetico e permettano di contenere l’inquinamento dell’ambiente.

*_PUGLIA PRIMO POLO EUROPEO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIE ALTERNATIVE_*

_Tratto da Teleradioerre.it_

04/07/2007 – *Foggia* – Un progetto di Antonio Paride De Masi al quale l’Università ha conferito la laurea honoris causa in Economia.
E’ la sesta laurea honoris causa in Economia e Commercio conferita dall’Università degli Studi di Foggia. A diventare dottore questa mattina Antonio Paride De Masi , presidente della Italgest e del gruppo di lavoro per le energie rinnovabili di Confindustria. Il giovane imprenditore di Casarano opera infatti da anni in una settore in grande crescita, quello appunto delle energie alternative. L’ultimo progetto che vede De Masi attivamente impegnato è quello di far diventare il territorio pugliese il primo polo europeo per la produzione di energia da fonti alternative. Il progetto consiste nella realizzazione di impianti eolici, fotovoltaici e di agroenergie per una potenza complessiva di 600megawatt distribuiti tra Puglia,. Spagna e Albania. Il polo tocca anche da vicino la provincia di Foggia, ed esattamente Panni e Bovino dove saranno realizzati due impianti eolici da 50 e 64 megawatt per un investimento totale di 167 milioni di euro nell’arco del triennio 2007-2009. Il progetto di paride De Masi punta anche sulla ricerca, sulla formazione e sulla riconversione agricola ed industriale del territorio pugliese mediante il recupero di aree destinate alla produzione di tabacco e barbabietole da coltivare a girasole per la produzione di olio che servirà ad alimentare le centrali. Una serie di interventi che potrebbero avere molte ricadute positive sul territorio, portandolo così ad essere meno dipendente dalle importazioni di fonti convenzionali.

*_FONTI RINNOVABILI: TUTELA E RIQUALIFICAZIONE URBANA – BANDO DELLA REGIONE UMBRIA_*

_Tratto da Spoletonline.com_

04/07/2007 – *Regione Umbria* – Sono concessi contributi agli investimenti delle imprese artigiane, commerciali e turistiche, individuate secondo il censimento ATECO 2002, finalizzati a: ridurre l’inquinamento atmosferico, idrico e acustico, promuovere la qualità ambientale attraverso interventi per la prevenzione e la sicurezza; ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti e incentivare il recupero dei materiali; perseguire l’utilizzo razionale dell’energia, promuovere l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e la cogenerazione. L’iniziziativa è prevista da un bando della Regione dell’Umbria con scadenza al 31 luglio ’07. Le imprese potranno presentare domanda sia in forma singola sia associata, con esclusione delle ATI. L’ammontare minimo degli investimenti ammissibili proposti per ogni singola iniziativa non può essere inferiore a 10.000 euro. Il contributo pubblico non potrà superare l’importo di 500.000 euro per ciascuna iniziativa proposta. Sono considerate ammissibili a contributo le spese sostenute dopo la data di pubblicazione del presente bando (30 maggio 2007). Esse dovranno riguardare la realizzazione di impianti, l’acquisto di macchinari e attrezzature. La disponibilità dei fondi per l’erogazione dei contributi di cui al presente bando, a valere sul POR 2007-2013, saranno successivamente quantificati, a seguito della conclusione della procedura di negoziazione del POR e dell’approvazione dei criteri da parte del Comitato di Sorveglianza. Alle piccole e medie imprese (PMI) sarà riservata una dotazione di risorse pari al 70% del totale disponibile. Il testo integrale del bando, le indicazioni per la predisposizione della proposta progettuale e i contatti per ulteriori informazioni, sono pubblicati sul sito Internet della Regione dell’Umbria, http://www.regione.umbria.it/.

*_EMILIA ROMAGNA – COMMISSIONE AMBIENTE: CAMPAGNOLI ILLUSTRA PIANO ENERGETICO_*

_Tratto da Asgmedia.it_

04/07/2007 – *Regione Emilia Romagna* – L’assessore ha richiamato anche le azioni volte a fare giocare alle industrie un ruolo importante. La commissione territorio ambiente mobilità, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha iniziato il confronto con l’assessore alle attività produttive, Duccio Campagnoli, sugli aspetti ambientali del Piano energetico regionale, di cui è referente la commissione Politiche economiche.”Abbiamo organizzato questo approfondimento – ha detto Muzzarelli – per esaminare le parti del Piano che attengono alle materie di nostra pertinenza; in particolare, le strategie della Regione per risparmiare energia e potenziare l’uso di fonti energetiche naturali e rinnovabili: dando cosí al nostro sviluppo socio-economico sempre piú tratti di sostenibilità ambientale, aumentando la competitività dell’apparato produttivo e migliorando la performance dell’intero sistema regionale. Si tratta di questioni complesse ed importanti, sulle quali è opportuno discutere con la Giunta, per giungere a scelte condivise”.Campagnoli ha sinteticamente descritto il profilo del piano che deriva – ha detto – dalla legge regionale n. 26/2004: la legge, unica in Italia, ha puntualizzato, prevede che la Regione adotti un atto di programmazione per la propria politica energetica e che, tra i criteri costitutivi del provvedimento, assuma cogenza il Protocollo di Kyoto. Quindi- ha chiosato Campagnoli- il fattore ambientale determina la programmazione regionale in questo settore. L’assessore ha poi illustrato gli obiettivi (al 2010) del piano: risparmio energetico e valorizzazione delle fonti rinnovabili(anche attraverso lo sviluppo dei titoli di efficienza energetica); qualificazione del sistema elettrico regionale (sviluppo dei certificati verdi, indirizzi regionali di riferimento per le autorizzazioni di impianti termoelettrici). Ha inoltre elencato le linee di intervento e gli strumenti per raggiungere tali obiettivi; tra questi, gli interventi per risparmiare energia e per usarla efficientemente nel settore civile e nei sistemi urbani: contenimento dei consumi negli edifici; progetto “Calore pulito”; riqualificazione e certificazione degli edifici pubblici; sviluppo di bioarchitettura e domotica, interventi sull’illuminazione pubblica, teleriscaldamento urbano(cogenerazione e trigenerazione).L’assessore ha richiamato anche le azioni volte a fare giocare alle industrie un ruolo importante( sia nel campo del risparmio energetico che in quello della limitazione delle emissioni dei gas ad effetto serra) e quelle per razionalizzare (sul fronte dell’energia) il settore dei trasporti. Il piano prevede azioni anche per il settore agro-forestale: per contenere i consumi e valorizzare le fonti rinnovabili nell’impresa agricola e per l’utilizzo a fini energetici di biomasse endogene.Nel dibattito, Daniela Guerra (verdi) ha evidenziato che molto la Regione puó fare per contrarre i consumi di energia del nostro territorio, agendo soprattutto sulla domanda del settore abitativo e civile. Bisogna quindi indirizzare le risorse- ha detto-verso la riqualificazione degli edifici esistenti e la realizzazione di nuove abitazioni ad alta prestazione energetica, oltre che verso la promozione delle fonti rinnovabili, purchè siano anche economicamente convenienti. A parere di Ubaldo Salomoni (fi) l’aspetto piú innovativo del piano è l’impegno per lo sviluppo di fonti rinnovabili. Sul fronte del risparmio, ha aggiunto il consigliere, il settore che certamente puó raggiungere i risultati piú significativi è quello edilizio: è quindi opportuno- ha sottolineato- mostrare attenzione alla formazione degli operatori , in particolare progettisti e costruttori.Il presidente Muzzarelli ha concluso l’incontro condividendo l’indirizzo strategico del piano: intervenire in primo luogo sul risparmio dell’energia, anche attraverso nuove tecniche edilizie. Ha poi giudicato importante la produzione di energia da fonti rinnovabili, puntualizzando peró che vanno promosse quelle che hanno un buon coefficiente nel rapporto costi e benefici. Su questo argomento ha ricordato l’azione in atto per riconvertire gli zuccherifici presenti nella nostra regione in impianti di produzione energetica a biomasse, ed i problemi che questa riconversione comporta, sia sul fronte produttivo che occupazionale. Erano presenti all’incontro: Salvatore Caronna, Mario Mazzotti, Laura Salsi (ds); Roberto Piva, Matteo Richetti, Damiano Zoffoli (margh.); Fabio Filippi, Ubaldo Salomoni (fi); Renato Delchiappo (prc); Mauro Manfredini (lega); Gianluca Borghi (ecodem); Daniela Guerra (verdi); Silvia Noè (udc); Paolo Nanni (idv).

*_PROGETTO CITY INSTRUMENTS, DUE GIORNI DI SEMINARI: ESPERTI DA TUTTA L’EUROPA_*

_Tratto da Denaro.it_

04/07/2007 – *Napoli* – Oggi e domani, l’Anea (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), con il supporto della Provincia di Napoli, farà da comitato di accoglienza alla penultima tappa del progetto europeo: City Instruments, con una serie di meeting sulla questione del Management energetico negli Enti Locali, integrazione delle fonti rinnovabili e fornitura di energia.
Il consorzio dei partecipanti, che si ritroveranno nella città partenopea per la due giorni di incontri, è rappresentato dalle seguenti città: Parigi; Berlino; Rotterdam; Zurigo; Milano; Tallinn, e, per l’appunto, Napoli.
La finalità di questo progetto internazionale, che si struttura in una serie di workshop dalle diverse tematiche, è di raccogliere esperti in campo energetico, da aree metropolitane europee, per insieme monitorare, valutare e approfondire strumenti innovativi, di natura tecnica, finanziaria o organizzativa per promuovere l’uso razionale dell’energia (Ure) e le fonti energetiche rinnovabili (Fer) nelle aree urbane.
I partner sono sia amministrazioni locali che agenzie energetiche, e la combinazione di queste due tipologie di attori garantisce la produttività delle discussioni; infatti, i rappresentanti delle amministrazioni locali individuano gli strumenti, in termini di ordinanze/delibere, finanze pubbliche e budget interni, per garantire la realizzazione dei progetti, mentre le agenzie propongono l’effettiva progettazione, con lo sviluppo degli strumenti specifici utilizzando una vasta gamma di operatori del settore a tutti i livelli, e attuando campagne informative innovative. “È un importante e necessario tavolo di confronto — sostiene l’Assessore all’Industria e allo Sviluppo della Provincia di Napoli, Giacinto Russo — per mettere in campo i diversi know how e le best practices riguardo alle tematiche dell’energia, dell’inquinamento e dell’ambiente; ma è soprattutto una comparazione diretta tra gli esperti leader, delle diverse realtà europee, per trovare idee innovative, stabilendo, una linea d’azione comune e risolutiva”.

*_FERRARA SI INTERROGA SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI ALLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA_*

_Tratto da Quotidianocasa.it_

04/07/2007 – *Ferrara* – Il seminario, di taglio operativo, farà il punto sulle novità in campo energetico previste dalla legge finanziaria e dagli ultimi provvedimenti adottati dal Ministero per lo sviluppo economico, nonché sugli strumenti agevolati di finanziamento attualmente disponibili
Lunedì 16 luglio 2007, presso la sala Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara in Largo Castello 10, con inizio alle ore 14. 45, si terrà l’incontro “Fonti energetiche rinnovabili: quali contributi pubblici per finanziarle?“, promosso dalla Camera di Commercio di Ferrara in collaborazione con Dintec ed Enea.
Nel corso dell’incontro saranno presentati, in particolare, due approfondimenti sulle tematiche della riqualificazione energetica degli edifici (bioedilizia) e sull’efficienza energetica degli impianti (motori e inverter).
Al termine dei lavori i relatori saranno a disposizione dei partecipanti per incontri personalizzati di approfondimento legati a tali, nuove, tecnologie, con particolare attenzione a quelle più adatte alle esigenze della propria impresa nonché alle agevolazioni per finanziare i propri programmi di investimento.
“In un’area come quella ferrarese – ha dichiarato Carlo Alberto Roncarati, Presidente della Camera di Commercio di Ferrara – l’attenzione delle Istituzioni deve essere sempre più rivolta alle esigenze del territorio per cogliere e promuove la spinta all’innovazione delle imprese, soprattutto delle piccole e medie.
Servono iniziative per favorire la nascita delle idee innovative, per ampliare l’apertura verso nuove tecnologie, per investire nella ricerca e nello sviluppo, iniziative che siano condivise dal mondo istituzionale, associativo ed imprenditoriale.
La Camera di Commercio di Ferrara – ha concluso Roncarati – è attiva da tempo nella promozione di iniziative per il sostegno e la valorizzazione dell’innovazione, che in un quadro europeo e internazionale competitivo costituisce sempre più una necessità”.

*_IL CANTONE PROMUOVE L’ENERGIA ‘INDIGENA’ DEL LEGNO_*

_Tratto da Ticino.ch_

03/07/2007 – *Bellinzona* – I moduli per la richiesta dei contributi cantonali riguardanti i teleriscaldamenti di quartiere a legna sono scaricabili dal sito internet www.ti.ch/forestali, sotto ‘procedure guidate’.
Sul Foglio ufficiale di oggi è stato pubblicato il Decreto esecutivo che regola le condizioni per l’ottenimento dei sussidi cantonali per la promozione dell’energia del legno.
I due primi crediti quadro del 2002 e del 2005 (per un totale di 6 milioni di franchi) sono stati esauriti in pochi mesi. Un numero crescente di enti pubblici e di privati si sta dunque orientando verso le energie rinnovabili indigene.
Il Decreto esecutivo dà gli indirizzi per l’utilizzo dei 5 milioni riservati alla promozione dei teleriscaldamenti di quartiere, ossia impianti di riscaldamento a legna di media e grande potenza, in grado di riscaldare almeno tre stabili indipendenti. La potenza minima è stata fissata a 200 kW e il sussidio cantonale è di 25 franchi/mq di superficie di riferimento energetico. Questo segmento d’impianti è caratterizzato prevalentemente dall’utilizzo del cippato (minuzzoli di legno) proveniente da legname cresciuto nei nostri boschi. Ciò adempie la norma di legge secondo la quale il Consiglio di Stato promuove l’utilizzo del legname indigeno. Il filtro elettrostatico per l’abbattimento delle polveri sottili al di sotto della soglia dei 20 µg/mc di aria sarà sussidiato nella misura del 40%.
I moduli per la richiesta dei contributi cantonali riguardanti i teleriscaldamenti di quartiere a legna sono scaricabili dal sito internet www.ti.ch/forestali, sotto ‘procedure guidate’.

*_PRESIDENTE DELLA PROVINCIA INTERVIENE SULLA POLEMICA RELATIVA ALL’IMPIANTO EOLICO DEL MONTE GINEZZO_*

_Tratto da Arezzonotizie.it_

03/07/2007 – *Provincia di Arezzo* – Il presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli interviene nel dibattito sulla questione del parco Eolico del Monte Ginezzo e, più in generale, sul tema delle energie rinnovabili. “Chi afferma che la Provincia di Arezzo non è favorevole agli impianti di energie rinnovabili fa un torto alla verità, contraddicendo anche studi prodotti, ad esempio, da Legambiente, secondo i quali Arezzo è la seconda provincia della Toscana per produzione di energia solare ed ai primi posti per fotovoltaico. Se questo significa baloccarsi, come afferma qualcuno, informo che con questo baloccamento sono già stati autorizzati impianti fotovoltaici per oltre 2,2 Mw e sono stati prodotti significativi risultati anche nel campo dell’idroelettrico e delle biomasse: sarebbe interessante che venissero prodotti dati su scala regionale per vedere se dimostrano il contrario, ma sono sicuro di no.
Sull’energia eolica non è affatto vero che la Provincia di Arezzo è contraria, e lo dimostrano sia il fatto che proprio qui, sul monte Secchieta, è nato il primo impianto eolico della Toscana, sia la nostra adesione all’accordo volontario promosso in materia dalla Regione in base al quale abbiamo prodotto uno studio su alcuni siti vocati del nostro territorio. Alimentando una notevole confusione sull’argomento, c’è chi afferma anche che la Provincia affliggerebbe i cittadini con richieste di DIA per gli impianti solari, mentre dovrebbe sapere che queste autorizzazioni sono di competenza dei Comuni per impianti di piccole dimensioni e la Provincia non c’entra assolutamente niente.
E’ singolare poi che esponenti regionali dimentichino il fatto che è proprio la Regione l’ente deputato alla pronuncia sulla Valutazione di Impatto Ambientale, e che la Provincia esprime un parere che si assomma a quello di altri enti e che non è affatto vincolante. Consiglio quindi di convogliare le energie, tanto per rimanere in argomento, verso la Regione che potrebbe e può autorizzare l’impianto eolico sul monte Ginezzo, (e chiedo perché non lo fa se ritiene che le osservazioni problematiche di diversi enti sono ritenute infondate?), così come pure potrebbe fornire a tutti gli operatori il regolamento previsto dalla legge regionale in tema di energia che dovrà garantire un’ulteriore semplificazione dei procedimenti.
Io non posso che ribadire che il nostro parere in merito all’installazione sul monte Ginezzo, che è basato su considerazioni ambientali, paesaggistiche e faunistiche sul cui merito non mi sembra che nessuno abbia portato fondati elementi contrari. Ribadisco anche, e concludo, che garantiamo il nostro impegno nella tutela dell’ambiente e del paesaggio, autentico patrimonio del nostro territorio, con una particolare attenzione e collaborazione nella fase della pianificazione territoriale da parte dei Comuni con i Piani Strutturali, con il corretto inserimento di impianti che seppur destinati alla produzione di energia devono essere ambientalmente compatibili e da ogni altro tipo di attacco, compresi gli abusi edilizi”, conclude il Presidente della Provincia

*_ENERGIA E MERCATO LIBERO, PMI PRONTE A CAMBIARE FORNITORE_*

_Tratto da Arezzoweb.it_

03/07/2007 – *Arezzo* – Secondo un sondaggio di Confartigianato sono 227mila le piccole imprese pronte a cambiare fornitore di energia. Il Presidente della Federazione Impianti di Confartigianato Imprese Arezzo Giuseppe Nocentini: ‘In Italia record negativo nell’Ue per costi energia sulle piccole imprese, fino al 56,2% in più’.
A partire dal 1 luglio 2007 è entrato in vigore il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri per l’immediato recepimento delle disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia. Come cambia allora il mercato elettrico? Tra le importanti novità ci sono quelle che riguardano le Pmi. Secondo un sondaggio di Confartigianato infatti sono ben 227mila le piccole imprese pronte a cambiare fornitore e a sfruttare le opportunità dell’apertura del mercato dell’energia elettrica.
‘In Italia vi sono 227.028 piccole imprese, pari al 5,5% delle imprese con meno di 20 addetti, che prevedono di fare il cambio del fornitore di energia nei prossimi sei mesi – spiega Giuseppe Nocentini Presidente della Federazione Impianti di Confartigianato Imprese Arezzo – L’orientamento prevalente nelle imprese è di cambiare il fornitore dell’energia elettrica (3,3%), seguono le imprese che prevedono di cambiare sia il fornitore del gas che quello dell’energia elettrica (1,8%), solo lo 0,4% delle imprese pensa di cambiare il solo fornitore di gas’.
Attualmente l’83,3% delle imprese italiane con meno di 20 addetti, pari a 3.438.440 unità produttive, opera ancora sul mercato vincolato dell’energia. Mentre l’8,6% delle piccole imprese, pari a 354.989 aziende, opera già sul mercato libero dell’energia elettrica. Di queste, 297.200 operano sul mercato libero sia per energia elettrica che per il gas, mentre 37.150 aziende operano esclusivamente sul mercato libero del gas. La permanenza delle imprese sul mercato vincolato è minore per il comparto manifatturiero (78,3%), mentre oscilla attorno all’85% nelle Costruzioni e nei Servizi. Il 9,9% delle piccole imprese ha cambiato fornitore nell’ultimo biennio.
‘Al di là delle intenzioni manifestate dalle imprese – sottolinea Nocentini – il 1° luglio ha costituito un’occasione importante per consentire agli imprenditori di iniziare a ridurre i costi dell’energia. Infatti anche nel 2006 l’Italia ha mantenuto il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese. Le piccole imprese italiane, infatti, pagano l’energia tra il 27,1% e il 56,2% in più rispetto alla media UE. A subire i prezzi più alti d’Europa sono le piccole imprese italiane energivore, vale a dire quelle che consumano da 1,25 GWh a 2 GWh di energia l’anno’.
Un’azienda che consuma fino a 2 GWh l’anno paga l’energia 13,96 euro per 100 kWh, a fronte del prezzo medio europeo di 8,94 euro per 100 kWh. Il pessimo record italiano sul fronte del caro dipende soprattutto dal mancato completamento della liberalizzazione del mercato dell’energia. Per dimostrarlo, Confartigianato ha confrontato i prezzi dell’energia elettrica al netto delle imposte nei 7 paesi europei (Austria, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Polonia) che non hanno produzione di energia elettrica con il nucleare. Risultato? Il costo dell’energia, escluse le tasse, in Italia rimane più elevato tra il 36,7% e il 61,8% rispetto ai sette paesi ‘no nuke’. ‘Anche questo dato – sottolinea il Presidente della Federazione Impianti di Confartigianato Imprese Arezzo – suggerisce la necessità di riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell’elettricità e del gas, che puntino sull’efficienza energetica e sull’uso di fonti rinnovabili, e che consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell’energia’.

*_LA REGIONE PUNTA AL RISPARMIO ENERGETICO IN EDILIZIA_*

_Tratto da Ilquotidiano.it_

03/07/2007 – *Ancona* – Presentata la ricerca “Valutazione energetico-ambientale di edifici di edilizia pubblica residenziale di diversa tipologia ed ubicazione”.
Il mediocre stato di salute del nostro pianeta e la consapevolezza della limitatezza delle fonti energetiche non rinnovabili, hanno dato modo di ripensare a come poter metter in atto una progettazione edilizia con nuovi standard energetici nel pieno rispetto dell’ambiente. Questo è stato lo spunto che ha permesso di realizzare una ricerca, presentata presso la sede dell’Ente regionale, per conoscere e valutare in maniera approfondita le prestazioni energetico-ambientali degli edifici pubblici.
Lo studio, realizzato tra Regione Marche e dipartimento di Energetica dell’Università Politecnica delle Marche, vuole incentivare l’edilizia sostenibile, anche attraverso gli interventi di edilizia sperimentale. La ricerca ha preso in esame un campione significativo del patrimonio immobiliare regionale (quasi 14mila alloggi costruiti dagli anni ’50 in poi), verificando le condizioni e le potenzialità di miglioramento delle prestazioni energetico-ambientali.
Numerose le tipologie edilizie prese in esame, appartenenti agli Enti regionali per l’abitazione pubblica (Erap), sparse nelle province marchigiane. Gli Erap, in qualità di gestori degli alloggi, hanno messo a disposizione la documentazione progettuale e le informazioni di base indispensabili. Case a schiera, a torre e palazzine sono state oggetto di studio, da parte dei ricercatori, per valutare le tecniche costruttive e i materiali utilizzati sia nelle parti strutturali, sia nei tamponamenti, con particolare riferimento agli esterni delle strutture.
Il campione in esame può essere considerato significativo perché fa vedere l’evoluzione e le trasformazione dell’edilizia attuale. Si è così ottenuta una conoscenza approfondita delle caratteristiche energetico-ambientali delle costruzioni che appartengono al patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica, con gli interventi più convenienti da realizzare per migliorarne le prestazioni. Obiettivo della ricerca è stato quello di sviluppare, in futuro, le scelte progettuali e l’uso di materiali che garantiscano maggior comfort abitativo, consentano risparmi di carattere energetico e permettano di contenere l’inquinamento dell’ambiente.

*_CVA E REGIONE VDA PUNTANO A SVILUPPO ENERGIE RINNOVABILI_*

_Tratto da Ansa Valle d’Aosta_

03/07/2007 – *Regione Valle d’Aosta* – La Compagnia valdostana delle acque e la Regione Valle d’Aosta a braccetto per promuovere le fonti di energia rinnovabili. A tale proposito è in dirittura di arrivo il protocollo di intesa tra l’assessorato regionale all’Energia e l’azienda produttrice di energia idroelettrica (a partecipazione regionale), volto a favorire sul territorio l’utilizzo di fonti energetiche alternative dall’alta valenza tecnologica.
In base all’accordo la Cva è chiamata ad integrare le iniziative dell’amministrazione regionale nell’ambito della promozione delle eco-energie, investendo e sostenendo progetti pilota di eccellenza di comuni e comunità montane. “L’accordo di programma – riferisce l’assessore regionale all’Energia, Leonardo La Torre – demanda alla Cva il compito di incentivare l’impiego di tecnologie all’avanguardia, che risultano poco competitive in virtù degli alti costi quali il fotovoltaico e le pompe di calore”.
La corsia preferenziale è riservata agli enti pubblici che “dovranno proporre – precisa La Torre – progetti riproducibili sul territorio”. In questo ambito La Torre ritiene che la Cva “possa diventare un volano virtuoso per la diffusione delle fonti rinnovabili e delle tecnologie avanzate”.
L’iniziativa poggia sulle linee guida del Piano energetico regionale che, approvato nel 2006, punta a favorire l’uso razionale delle risorse energetiche e, contestualmente, la riduzione di emissione in atmosfera di gas inquinanti e climalteranti. “La convenzione con la Cva – spiega ancora La Torre – permette di diversificare le azioni, consentendo alla Regione di concentrare i propri sforzi nell’ambito del residenziale”.
La Torre puntualizza che “oltre alla Regione e alla Cva il protocollo di intesa vede il coinvolgimento della Finaosta, la finanziaria regionale, e dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, soggetti che parteciperanno al tavolo di concertazione e di valutazione”.

*_ALERION: ACQUISTA AEROGENERATORI DA REPOWER SYSTEMS PER PARCO EOLICO DI ORDONO_*

_Tratto da Finanza.repubblica.it_

03/07/2007 – *Roma* – Ordona Energia S.r.l – società interamente controllata da Alerion Energie Rinnovabili e titolare dei diritti per la costruzione e la gestione di un parco eolico di 34 MW sito nel comune di Ordona (Puglia) – ha sottoscritto con Repower Systems AG l’accordo per la fornitura di 17 aerogeneratori modello MM92, ciascuno di potenza nominale pari a 2 MW, con un contratto di assistenza e manutenzione della durata di 8 anni.
La costruzione del parco eolico, si legge in una nota, è prevista nella seconda metà del 2008 e la produzione elettrica stimata a regime sarà pari a circa 75 GWh/anno. L’importo complessivo dell’investimento, che include anche le opere civili, le opere elettriche ed i costi di acquisto dei diritti del parco eolico, è previsto essere pari a circa 60 milioni e sarà finanziato in project financing.