• Articolo , 6 ottobre 2010
  • Nobel ai padri del grafene, e il pensiero va al futuro del fotovoltaico

  • Trasparente come il vetro, resistente più di un diamante e altamente flessibile, il grafene fa vincere vince il Nobel della Fisica e già si pensa all’impiego nelle eco-energie come semiconduttore

(Rinnovabili.it) – Quando la mente è geniale il prodotto del lavoro intellettuale non può essere che da Nobel. In questo caso è la Fisica ad aver assegnato la statuetta ai russi Kostya Novoselov e Andre Geim che con scotch e grafite hanno realizzato un sottilissimo foglio di carbonio dello stesso spessore infinitamente piccolo di un atomo ma più resistente di un diamante. Nel comunicato rilasciato dal Comitato per il Nobel tutto lo stupore e l’ammirazione per la scoperta che già profuma di rivoluzione: “Come materiale è completamente nuovo, non solo il più sottile ma anche il più forte. È quasi completamente trasparente, ma è così denso che nemmeno l’elio, il più piccolo gas atomico, può attraversarlo”.
Leggero, resistente ma allo stesso tempo flessibile e superconduttore il grafene, estratto a partire da una barra di grafite e appoggiato letteralmente su uno strato di silicio, è un materiale che troverà presto gli impieghi più disparati.
Se una lastra di un metro spessa un atomo è in grado di sopportare il peso di un gatto adulto il grafene, unito ad altri materiali come ad esempio la plastica apre un vasto ventaglio di utilizzi soprattutto nell’industria aerospaziale e automobilistica.
Ottimo conduttore può però essere impiegato nella microelettronica e, grazie alle proprietà termiche, elastiche e meccaniche gli utilizzi nella nano-meccanica sono davvero numerosi.
In grado di far scorrere gli elettroni ad alta velocità e trasparente al 95% potrebbe essere utilizzato, come suggerito da una “ricerca”:http://www.rinnovabili.it/grafene-trasparente-per-celle-solari-701053 effettuata nel 2008 da un team statunitense, per la copertura di celle solari ad alta efficienza ma anche come base per la realizzazione di schermi tattili.
“Siamo all’inizio di un nuovo paradigma – ha commentato Geim – è difficile capire cosa potremo fare con questo materiale. Immaginatevi 100 anni fa quando trovarono le fantastiche proprietà dei polimeri: nessuno sapeva cosa farci. Vent’anni dopo iniziò a diffondersi la plastica. Penso che il grafene potrebbe cambiare la nostra vita come ha fatto la plastica”.