• Articolo , 16 giugno 2008
  • Nucleare: 1.200 scienziati e 4.000 cittadini hanno già firmato il “no”

  • Un appello per sottolineare la gravità della crisi energetica e climatica, insistere sulla necessità di un uso più efficiente dell’energia ed esortare il governo a sviluppare l’uso delle rinnovabili ed in particolare dell’energia solare

Ritenendo la questione energetica uno dei problemi più delicati e più difficili che l’Italia ha oggi di fronte, un gruppo di scienziati e ricercatori di Università e Centri di ricerca, presieduto da Vincenzo Balzani, docente di chimica dell’Università di Bologna, ha espresso la propria opinione in merito con un appello (riportato sul sito www.energiaperilfuturo.it) sottoscritto finora da più di milleduecento scienziati e quattromila i cittadini italiani. “A nostro parere l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi – si legge nell’appello – necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari”. Secondo gli scienziati “la più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti”. E concludono: “E’ un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace”.