• Articolo , 24 settembre 2008
  • Nucleare aperture e critiche

  • La situazione delle posizioni del governo e dell’opposizione al cosiddetto PNE (Piano Nazionale Energetico), che prevede un consistente ritorno al nucleare

Secondo le dichiarazioni dal nostro premier, fatte a Rovigo, alla presentazione del nuovo rigassificatore, l’Italia sul nucleare deve stare al passo con gli altri paesi dell’Unione, ma soprattutto, ricorda Berlusconi, bisogna tornare al nucleare anche per una questione storica. “Noi, paese di Enrico Fermi,scopritore dell’atomo, siamo a zero sul concorso del nucleare alla produzione elettrica mentre in Francia, ad esempio, rappresenta l’85%”.
Sembra che Berlusconi abbia avviato in proposito contatti con Gordon Brown e Nicolas Sarkozy, e pare abbia avuto garanzie sull’aiuto necessario e poter utilizzare il loro “know-how” per impiantare in Italia centrali nucleari di terza generazione. Il ministro Scajola ha messo invece l’accento sui costi: “Siamo certi che il nucleare sia l’unica strada per garantire costi competitivi nel pieno rispetto dell’ambiente”.
La discussione sul nucleare, vedrà, domani lo svolgimento di un seminario alla Camera dei deputati proprio sul tema.
Sul nucleare Berlusconi sa di poter contare sull’appoggio di Bossi. “Sul nucleare mi sento di dire che sono abbastanza d’accordo – ha ammesso il leader della Lega – Si potrà fare anche un referendum, ma è chiaro che la gente vuole la corrente elettrica, vuole che funzionino frigoriferi e condizionatori”. Impiantarle in Padania? Bossi ha risposto: “E dove volete che le costruiscano? I padani sono gente civile. Vedo tanti industriali – ha ribadito – che se ne vanno via dall’Italia, probabilmente per il costo della corrente elettrica. E’ chiaro che questa è una materia molto delicata”.
Parziale apertura sembra arrivata anche da Rutelli convinto che non possiamo più introdurre nell’atmosfera, milioni di tonnellate di CO2 perchè questo sta cambiando il clima, affermando che: “Vaglieremo le proposte, di sicuro non ragioneremo per ideologie”. Molto più critico è stato invece il ministro ombra dell’ambiente, Realacci. “L’atomo – ha sottolineato – non è la risposta al costo dell’energia. Semmai dovesse dare benefici, questi non si vedrebbero che alla fine del prossimo decennio”.
Ancora più radicale l’atteggiamento dei Verdi. “Noi saremo in prima linea per dire no a questa vera e propria follia costruita alle spalle dei cittadini – ha dichiarato la portavoce nazionale dei Verdi, Grazia Francescato, che ha aggiunto – Il nostro non è un no ideologico ma basato su dati scientifici e su ragioni economiche: una singola centrale nucleare arriva a costare oltre 4 miliardi di euro e nessun paese al mondo ha risolto il problema delle scorie radioattive”.