• Articolo , 10 febbraio 2010
  • Nuovi siti nucleari: per Laimer “nuova dipendenza e nuovi pericoli”

  • Con il decreto varato oggi (10 febbraio) dal Governo sui criteri di individuazione dei nuovi siti nucleari “nella politica energetica l’Italia si avvia sulla strada sbagliata, il contrario di tutti gli sforzi fatti sinora dalla Provincia di Bolzano per garantire un approvvigionamento di energia più pulita e più sicura”: è quanto sottolinea l’assessore provinciale all’Ambiente […]

Con il decreto varato oggi (10 febbraio) dal Governo sui criteri di individuazione dei nuovi siti nucleari “nella politica energetica l’Italia si avvia sulla strada sbagliata, il contrario di tutti gli sforzi fatti sinora dalla Provincia di Bolzano per garantire un approvvigionamento di energia più pulita e più sicura”: è quanto sottolinea l’assessore provinciale all’Ambiente e energia Michl Laimer, secondo cui la decisione governativa apre le porte a una nuova dipendenza e a nuovi pericoli.

“Chi crede che il futuro dell’approvvigionamento energetico stia nell’energia nucleare non ha imparato le lezioni degli ultimi anni”, sottolinea l’assessore Laimer commentando l’odierno decreto governativo che ha dato via libera ai criteri di individuazione dei nuovi siti nucleari in Italia. La scelta del nucleare non è una strategia duratura, secondo Laimer, e costituisce pertanto la strada sbagliata.

“Negli ultimi anni l’Alto Adige ha dimostrato che il futuro sta in una produzione di energia sicura, pulita e sostenibile”, afferma Laimer. Le enormi somme necessarie per il ritorno al nucleare, continua l’assessore provinciale, “dovrebbero invece essere investite nel risparmio energetico e nelle fonti di energia rinnovabili. Senza dimenticare i possibili pericoli che la produzione nucleare comporta.” Laimer si riferisce non solo alle incognite in termini di sicurezza, ma anche al fatto che “con l’avvento delle energie alternative e rinnovabili si raggiungerebbe gradualmente l’indipendenza dal combustibile fossile, un’autonomia che avrebbe conseguenze positive anche a livello di politica mondiale.” Il ritorno al nucleare, invece, “sostituisce l’attuale dipendenza energetica con una nuova, poichè l’uranio non potrà durare che per altri 50 anni e dovrà essere interamente acquistato all’estero. Anche in materia di gestione e smaltimento delle scorie nucleari non mancheranno i problemi, che ricadranno sulle future generazioni”, prosegue Laimer.

Un altro punto critico riguarda l’individuazione dei siti nucleari sul territorio nazionale: “Non posso immaginare che la popolazione residente in un potenziale sito possa accettare senza reagire la costruzione di una centrale nucleare, al contrario: non si troveranno i siti perchè i cittadini interessati si muoveranno per difendersi”, conclude Laimer.