• Articolo , 21 gennaio 2009
  • Obama , con il “green team” fa sognare gli ambientalisti

  • Lotta ai cambiamenti climatici, aumento del ricorso alle rinnovabili, taglio delle emissioni nell’autotrasporto e un “green team”, per gestire il tutto, di altissimo profilo, compreso un premio Nobel

Ieri il suo trascinante discorso che ha radunato una folla di gente sotto la sguardo severo della statua di Lincoln, intasato la rete internet e catalizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo, oggi il primo giorno da Presidente con cui inizia il suo non facile lavoro per l’America sia per la situazione interna che per quella estera. E uno dei problemi principali che dovrà affrontare è quello del clima e delle fonti energetiche. C’è uno staff pronto e un programma tracciato. ll compito non è facile (come neppure per gli altri problemi in altri settori). Iniziamo dall’equipe (il green team) che si occuperà di clima e ambiente in cui ritroviamo come responsabile dei consiglieri scientifici John Holdren, docente di Fisica ad Harvard esperto di ambiente, energia, e di impatto dell’uomo sul clima. La carica di Ministro dell’Energia è andata al premio Nobel per la Fisica Steven Chu, famoso per i suoi studi sulle fonti rinnovabili di energia e la lotta al riscaldamento globale. E ancora Lisa Jackson all’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa), Carol Bronner, ex direttore dell’Epa, coordinatore dei consiglieri per le politiche ambientali e Nancy Sutley capo del Consiglio sulla qualità ambientale.
Come prossimo Governors’ Climate Global Summit, a novembre, Obama ha annunciato la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, la crescita del peso delle fonti rinnovabili, (fino al 10 % del fabbisogno energetico nel 2012 e del 25% nel 2025). Investimenti di 150 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per lo sviluppo di produzione energetica non inquinanti (previsti 5 milioni di posti di lavoro), un milione di auto ibride entro il 2025 e, soprattutto, la taglio dell’80% delle emissioni di gas serra entro il 2050.